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28 Dic 2018

Strumenti Finanziari quali e quando Usarli!

Ogni strumenti finanziario viene concepito con degli scopi precisi sia in ordine di rendimenti di durata nel tempo, e diverso grado di rischio, i quali dovrebbero in teoria (meglio se anche in pratica) coincidere con le TUE personali esigenze di risparmio.

Primo passo quindi dovrebbe essere quello di chiederti per quale motivo stai risparmiando? Poniti degli obiettivi di vita, mettili in colonna e suddividili per importanza e distribuiscili successivamente in ordine nel tempo, da qui la famosa espressione poniti degli orizzonti temporali, ad esempio:

  • Fra 3 anni vorrei acquistare una nuova casa
  • Fra 15 anni conto di andare in pensione
  • Entro 2 anni mia figlia si sposerà

E via discorrendo, fatto questo indispensabile passo dovrai procedere con l’analisi delle tue risorse attuali (quanto soldi hai oggi) e stabilire più o meno quanti soldi ti serviranno per raggiungere lo scopo che ti sei prefissato ed entro quanto tempo.

Infine la domanda delle cento pistole, quanto sei disposto a rischiare? O ancora meglio, quanto rischio ti puoi accollare senza andare in difficoltà?

Ultimo ma non ultimo, che è poi la causa di molti guai fra i risparmiatori di tutto il mondo:

  • Sai come funzionano veramente gli strumenti finanziari che sottoscrivi?
  • Che tipo di esigenze dovrebbero soddisfare?
  • Sai Che cosa rischi?
  • Hai almeno una vaga idea di quanto ti costano?

Adesso provo a darti una risposta, nella forma più semplice possibile, esponendoti le più comuni categorie di strumenti finanziari in uso fra i risparmiatori:

– Titoli di Stato

Di fatto un’obbligazione (Governative Bond), il risparmiatore presta il denaro allo Stato il quale, dopo un periodo di tempo X ti dovrà restituire i soldi a fronte del pagamento di un interesse XY quale premio.

I Titoli di Stato vengono utilizzati sovente in funzione di parcheggio del denaro in attesa di utilizzi più proficui, di spese già preventivate o per accumulare una riserva per fronteggiare eventuali imprevisti che impediscano di smontare altri investimenti più delicati.

Sono caratterizzati da una tassazione favorevole, attualmente il 12,50% inoltre la loro volatilità (sensibilità del titolo alle variazioni di mercato) è piuttosto contenuta, se parliamo di Titoli di Stato “Investment Grade”.

Di contro, non offrono rendimenti particolarmente esaltanti, ma sono comunque in grado di farti superare indenne spese ed inflazione.

Attenzione però ad alcuni rischi impliciti in tutti i titoli di Stato, mi riferisco al rischio paese in primis, un conto è acquistare dei Treasury (BOT) americano, un altro è acquistare un Bond Greco! Controlla bene gli interessi, più sono alti maggiore è il rischio paese.

Un altro grosso handicap è dato dalle clausole Cac (Clausole Azione Collettiva) in vigore per tutti i titoli di stato della durata maggiore di 1 anno per le emissioni a partire dal 1 gennaio 2013 che permettono all’emittente (Stato), di poter intervenire in caso d’emergenza modificando la durata oppure i tassi d’interesse.

Approfondisci leggendo: Clausole di Azione Collettiva, i Titoli di Stato sono ancora sicuri?

– Obbligazioni:

L’obbligazione è di fatto un prestito, che noi risparmiatori facciamo ad una impresa (Corporate Bond) la quale, dopo un periodo di tempo X ci dovrà restituire il denaro, maggiorato di un tasso d’interesse Y quale premio, nel mentre la maggior parte delle obbligazioni stacca una cedola periodica.

L’obbligazione è il secondo strumento più amato dai risparmiatori italiani dopo i Titoli di Stato, solitamente la si utilizza come investimento di medio periodo diciamo dai 3 ai 7 anni circa, in genere offrono rendimenti più contenuti rispetto ad un investimento azionario, attenzione quindi ad offerte troppo allettanti inoltre, sarebbe bene verificare un paio di cosette prima di firmare, anzitutto bisognerebbe sapere con certezza chi è l’emittente del titolo ponendosi una semplice domanda:

A chi sto prestando i soldi?

Questo perché in caso di default (fallimento) dell’emittente rischi di non rivedere più i tuoi denari; verificata la qualità dell’emittente (Parmalat docet) dovresti verificare la tipologia dello strumento, esistono infatti svariate tipologie di obbligazioni, dalle più semplici dette obbligazioni senior a tasso fisso, fino quelle più complesse e strutturate, come le obbligazioni a tasso variabile, quelle a zero coupon (niente cedola) fino a quelle subordinate le quali dopo un certo periodo si trasformano in azioni dell’emittente, cambiando radicalmente la TUA posizione, da creditore diventerai improvvisamente socio dell’emittente con tutte le responsabilità ed i rischi del caso, una volta trasformate in azioni non è nemmeno detto che tu possa rivenderle, perché potrebbero essere titoli di aziende non quotate, pertanto prive del mercato di riferimento.

Devi inoltre sapere che In caso di acquisto di una o più obbligazioni, ti accollerai TUTTI i rischi che detti strumenti portano con sé a cominciare dal rischio concentrazione che è l’esatto opposto della diversificazione, verso la quale dovrebbe tendere ogni portafoglio risparmi, se compro 10 obbligazioni di 10 società o banche italiane, la mia diversificazione è solo apparente.

Infine tieni presente che in qualsiasi caso le obbligazioni bancarie (il cui emittente appunto è una banca) rientrano nella normativa sul Bail In, pertanto in caso di crisi conclamata (caso piuttosto estremo ma verosimile) potrebbero addirittura essere azzerate.

Approfondisci la tematica sul Bail In

Nel caso quindi decidessi di investire nel medio periodo, con progetti di vita dagli orizzonti di 3 – 5- 7 anni, il mio consiglio spassionato è quello di interpellare uno specialista (consulente finanziario) prima di procedere ad un eventuale acquisto.

– Polizze Unit Linked:

Strumento che riunisce in sé le caratteristiche sia della polizza vita che quelle dell’investimento, si tratta di una polizza vita al cui interno è presente un fondo d’investimento, solitamente strutturato dalla stessa compagnia, dove i tuoi soldi verranno investiti e ti ritorneranno indietro sotto forma di interesse calcolato normalmente su base annua.

Come investimento potrai in questo caso contare sulle straordinarie possibilità offerte dall’interesse composto, come polizza invece, potrai contare sulle sue caratteristiche peculiari, quali la possibilità di individuare dei beneficiari, anche al di fuori dell’asse ereditario, ad esempio una Onlus, purché non si vada a ledere la quota legittima ovviamente, inoltre potrai sfruttare l’insequestrabilità e l’impignorabilità della polizza ( a determinate condizioni).

Le polizze Unit Linked NON sono soggette alle normative sul bail in, pertanto dal lato patrimoniali o prelievi forzosi sei al coperto, però attenzione al rischio mercato e controlla attentamente anche i costi, che potrebbero essere piuttosto onerosi, rendendo di fatto vano il tuo investimento, se la tua idea per soddisfare una particolare esigenza di risparmio è quella di acquistare una polizza Unit Linked, fatti fare un paio di preventivi da operatori diversi e valuta bene i costi, in che tipo di fondo investono, quali sono le performance passate, che non sono certo indicative di quelle future, ma servono per capire il comportamento dello strumento nelle varie fasi di mercato.

Io personalmente trovo questo strumento particolarmente indicato nel caso della pianificazione successoria, per poter predisporre in anticipo le quote da lasciare ai propri eredi, evitando così l’insorgere di sgradevoli controversie future ed al tempo stesso portare a casa rendimenti interessanti.

Leggi qui per approfondire:

Proteggere i risparmi? Usa un polizza Unit Linked

Interesse composto, come funziona veramente!

– Piani Individuali Pensionistici:

Sono Polizze Assicurative che nascono dalla necessità di poter accantonare il denaro per integrare la propria pensione futura. La Previdenza integrativa è rigorosamente regolamentata, l’unica cosa su cui dovrai porre l’accento saranno i costi d’ingresso e quelli di gestione, oltre a capire con chiarezza in che modo investono i TUOI soldi.

Esistono infatti polizze standard e polizze più evolute, che ti consentiranno un ampio margine di manovra per massimizzare i profitti, potendo scegliere ad esempio fra diverse linee d’investimento a seconda degli anni che ti mancano per giungere all’età pensionabile, raggiunta la quale potrai decidere se ritirare il malloppo in un’unica soluzione oppure optare per una rendita.

Non sono un investimento in senso stretto, non potrai disporre dei soldi a tuo piacimento, il legislatore ha messo dei paletti molto stretti in modo da garantire l’accantonamento per la pensione, di contro però godono di straordinari privilegi fiscali.

Sostituiscono in maniera formidabile il vecchio libretto o il buono postale in quanto sono aperte alla possibilità di versamenti aggiuntivi e si possono stipulare anche a minorenni.

Eccellenti da utilizzare anche quale copertura perché non sono soggette ad azioni patrimoniali tipo prelievi forzosi o procedure di Bail In, inoltre hanno anche un ottimo utilizzo in termini di pianificazione successoria, essendo appunto delle polizze e quindi offrono la possibilità di designare dei beneficiari.

Scarica qui il mio ebook gratuito sulla:

Pensione Integrativa!

– Fondi Comuni d’Investimento:

Gestire in maniera dinamica i propri risparmi, ottenere una straordinaria diversificazione, abbinare la durata (duration) dell’investimento ai tuoi orizzonti temporali, diluire e contenere i rischi, essere protetto in definitiva da patrimoniali, prelievi forzosi o procedure di bail in; i fondi comuni d’investimento e gli ETF (che vedrai fra poco) sono gli strumenti più indicati per fare tutto ciò ed alla portata di chiunque!

Con i fondi comuni d’investimento potrai contenere la maggior parte dei rischi finanziari ed adattarli come un guanto alle tue esigenze specifiche, utilizzandoli per soddisfare i tuoi progetti di vita dal termine più breve (1 – 3 anni) fino a quelli di più ampio respiro (10 anni ed oltre).

Scopri di più leggi: Fondi Comuni come dovresti utilizzarli

Le cose alle quali dovrai porre attenzione sono sostanzialmente Tre:

  1. Costi
  2. Volatilità (rischio)
  3. Orizzonte temporale

Costi: Poni particolare attenzione su questo aspetto perché i costi, se uniti poi alla tassazione sui rendimenti, ad oggi stimata al 26% potrebbero vanificare tutti i tuoi sforzi.

I fondi sono strumenti piuttosto costosi, incorporano diverse tipologie di commissioni sovente molto differenti da una società di gestione ad un’altra, il mio consiglio è quello di valutare diverse proposte di società differenti e scegliere quella che si ritiene più conveniente in termini di costi oltre che di rendimenti.

Volatilità: La sensibilità di un fondo ai movimenti di mercati (rischio mercato) qui dovresti comprendere con chiarezza quale sarebbe la tua soglia di tolleranza al rischio e per farlo diventa indispensabile il supporto esterno di uno specialista (se non hai un consulente di fiducia contattami ed esponimi i tuoi dubbi, un buon consiglio non lo nego mai a nessuno).

Fondi più stabili (obbligazionari o monetari) ma con rendimenti più modesti, se uniti insieme a dei fondi azionari, in piccole e determinate percentuali, possono farti ottenere rendimenti interessanti senza che tu debba accollarti rischi eccessivi.

Nel grafico sulle ascisse abbiamo il valore del rischio (Volatilità) mentre sulle ordinate avremo dei rendimenti (sono solo di esempio), puoi notare che, se in un portafoglio difensivo 100% obbligazionario (Arancione) viene inserita una modesta percentuale di azionario il rendimento sale, mantenendo il rischio complessivo pressoché inalterato!

All’aumentare della percentuale di azionario i rendimenti salgono ma, superata una certa soglia, anche il rischio di portafoglio esplode, pertanto si rende necessario un lavoro di analisi molto approfondito per creare una serie di portafogli ottimizzati per le tue necessità.

Orizzonti temporali: Come ti ho accennato all’inizio, ogni tuo progetto di vita dovrebbe avere una scadenza temporale che si dovrebbe abbinare alla durata di vita del portafoglio fondi.

Mi spiego meglio, fondi monetari sono concepiti per avere una durata (duration) breve 1- 3 anni per intenderci, mentre quelli obbligazionari solitamente hanno una vita finanziaria stimata per il periodo medio diciamo 3 – 7 anni, mentre quelli azionari performano bene sul lungo periodo, solitamente fissato intorno ai 10 anni almeno.

Si tratta di considerazioni generali pertanto prendile come punto di riferimento su cui iniziare ad impostare la tua personale strategia di risparmio.

Una formula molto interessante offerta dai fondi comuni, è quella di poter accedere per gradi e con piccole cifre, a mercati altrimenti preclusi per te o troppo volatili, dove i tuoi risparmi sarebbero troppo esposti, si chiama PAC (Piano Accumulo Capitale).

Per conoscerlo bene guarda il mio video: Come Funziona il PAC

Ed approfondisci anche il concetto di: Frontiera efficiente

– ETF:

Gli ETF stanno conoscendo una vera età dell’oro presso i risparmiatori italiani, almeno quelli più evoluti, sono uno strumento malleabile, poco costoso che può garantire la giusta diversificazione, la possibilità di poter gestire l’investimento in forma più dinamica, oltre ad essere protetto in caso di patrimoniali o altre amenità del genere.

In buona sostanza si tratta di fondi ma con delle caratteristiche peculiari, anzitutto nella stragrande maggioranza dei casi hanno la caratteristica di adottare strategie passive in pratica replicano l’andamento di un indice o di una certa asset class, esempio:

Un ETF indicizzato sullo Standard & Poor’s (Indice della borsa USA) avrà lo stesso risultato giornaliero dell’indice di riferimento, come pure un ETF indicizzato sull’oro ne seguirà fedelmente l’andamento dei prezzi.

Come si fa? Semplice (più o meno) i gestori, acquisteranno titoli sugli indici di riferimento (Benchmark) rispettando il più possibile la quantità proporzionale, una sorta di copia in piccolo dello stesso indice quindi, a differenza del fondo comune tradizionale, dove il gestore ha una maggiore discrezionalità nel selezionare i titoli e modificarne le percentuali per offrire (si spera) maggiori rendimenti rispetto all’indice di riferimento, in questo caso i rendimenti ricalcheranno esattamente quelli dell’indice.

Un’altra differenza rispetto ai fondi tradizionali il cui valore della quota (NAV) è determinato a fine giornata, consiste nel fatto che gli ETF possono essere acquistati o venduti giornalmente come fossero normali titoli azionari.

Infine un’ultima importante differenza riguarda i costi, che nel caso degli ETF sono decisamente più convenienti rispetto ai fondi tradizionali.

I rischi sono inferiori rispetto all’utilizzo dei fondi tradizionali, ma anche in genere i rendimenti, poni attenzione alla doppia tassazione, sia su redditi da capitale che sui redditi diversi in caso di operazioni di compravendita sul mercato degli ETF.

Personalmente trovo gli ETF uno strumento molto indicato per costruire un portafoglio con una grande diversificazione che non abbia rischi e costi eccessivi, lasciandoti al contempo ampia libertà di manovra sui titoli.

 

 

– Pronti Contro Termine (PcT):

Molto utilizzati dalle banche per finanziarsi, si tratta di un investimento di breve periodo funziona così, il risparmiatore a Pronti mette il denaro su cui viene posto un vincolo, 3 mesi 6 mesi, 1 anno, periodo durante il quale l’emittente reinvestirà i tuoi soldi; scaduto il termine il denaro ti verrà restituito a Termine con un interesse X stabilito al momento dell’acquisto.

Ottimo strumento questo per parcheggiare la liquidità in attesa di spese già preventivate oppure di investimenti più proficui, il punto chiave è avere le idee ben chiare su quali sono i tuoi progetti, perché su questo denaro verrà apportato un vincolo, quindi non vi potrai accedere prima della sua naturale scadenza.

– Conto Deposito:

In questi ultimi anni, a seguito della crisi del 2009 e del periodo di incertezza che ne è seguito molti, moltissimi risparmiatori, troppi, hanno optato per questa formula di risparmio, preferendo come al solito soluzioni semplici e che non obblighino a pensare,oppure a rivolgersi ad uno specialista che li aiuti a proteggere i propri risparmi.

Questa tipologia di strumento è da considerarsi un investimento di brevissimo termine non è certo adatto per progetti di ampio respiro, è uno strumento molto semplice (in teoria) e viene normalmente percepito dal risparmiatore come poco rischioso (molto in teoria).

Non è tutto oro quello che luccica…

Il conto deposito altro non è che un conto corrente bancario su cui versare il denaro destinato all’investimento, su cui viene apposto un vincolo, a fronte di una remunerazione (interessi) normalmente molto più alti degli interessi offerti da un conto corrente tradizionale.

Fino a qui la teoria, nella pratica dovresti anzitutto avere la più che ragionevole certezza di non avere bisogno dei denari che intendi investire fino alla scadenza, perché in caso contrario perderesti gli interessi offerti dal contratto, sempre che ti sia possibile svincolarli.

Un punto focale sul quale porre particolare attenzione risiede nel fatto che la remunerazione offerta (interessi) sono inversamente proporzionali allo stato di salute della banca,pertanto diffida da offerte troppo allettanti, prova a visionare la proposta di almeno un paio di Banche differenti prima di muoverti.

Leggi con attenzione: I 6 indicatori da considerare PRIMA di scegliere una Banca…

Tieni sempre a mente che, in caso di dissesto della banca il conto deposito rientra nella normativa sul Bail In inoltre se da un lato è vero che i conti deposito sono tutelati (anche qui in teoria) dal fondo di tutela interbancario sui depositi fino a 100.000 euro, questo non è sempre vero nel caso delle Banche estere, pertanto prima di procedere è sempre meglio avere le idee molto chiare ed in caso di dubbi chiedi sempre ad uno specialista che non sia interessato, visto l’ovvio conflitto d’interessi in cui versa l’impiegato della banca.

– Buoni Postali Fruttiferi

Un altro grande must per i risparmiatori italiani, emessi da Cassa Depositi e Prestiti e collocati in esclusiva da Poste Italiane SpA; strumenti semplici (o quasi) non prevedono commissioni di sorta, hanno una tassazione agevolata al 12,50% addirittura nulla se sotto i 5.000 euro, possono essere sottoscritti e riscossi in qualsiasi momento (se entro il primo anno non maturano interessi) e sono anche esenti dalle imposte di successione.

In poche parole un discreto strumento di liquidità a breve termine in attesa di spese preventivate o come regalo per il nipotino, tutto molto carino, però anche in questo caso sarebbe opportuno fare attenzione ad un paio di cosette…

Prima di tutto attenzione all’imposta di bollo, stimata ad oggi allo 0,20% / annuo, se consideriamo che gli interessi proposti sovente sono inferiori a BTP con la medesima scadenza, se unita alla tassazione del 12,50% potrebbero rendere l’investimento non produttivo.

Pertanto tieni sempre presente il motivo per cui accantoni i risparmi, se il tuo obiettivo è di breve o brevissimo termine ok, ma se hai in progetto un periodo più lungo esistono soluzioni a parità di rischio decisamente più remunerative.

Non è chiaro poi (dalle note informative non si evince) se i BFP sono da considerarsi titoli di stato a tutti gli effetti e quindi soggetti alle clausole Cac oppure no.

Poni infine particolare attenzione ai Buoni Postali detti Dematerializzati parolone sofisticato che indica di fatto un prodotto derivato, in quanto il loro valore deriva da quello di un’altra attività finanziaria, pensiamo ad esempio ai buoni postali indicizzati all’inflazione, oppure quelli indicizzati ad altri indici borsistici tipo l’Eurostoxx 50, in questo caso ti esponi in pieno al rischio mercato, certo non c’è nulla di cui preoccuparsi, ma è bene fare delle valutazioni a monte sull’opportunità o meno dell’utilizzo di simili strumenti.

– Conclusioni

Come avrai potuto intuire da questa mia piccola guida introduttiva, l’universo degli strumenti finanziari è molto complesso ed articolato, in linea di principio ogni strumento finanziario è valido, oppure potrebbe anche non esserlo, dipende da una miriade di fattori diversi, obiettivi di vita, tempo a disposizione, grado di sopportazione del rischio, situazione famigliare, età, conoscenza dei rischi impliciti che lo strumento incorpora e via discorrendo.

Per questo motivo non finirò mai di ripeterlo, prima di firmare un qualsivoglia contratto, chiedi sempre consiglio ad un esperto, il quale possiede tutte le competenze e l’esperienza necessarie per aiutarti a prendere decisioni consapevoli e valutare quale sia lo strumento più adatto ai tuoi personali bisogni.

Sei riuscito/a a leggere fino a qui complimenti!

Adesso però fammi conoscere il tuo pensiero, nel corso degli anni ti è mai capitato di utilizzare qualcuno degli strumenti che ti ho descritto sopra?

Quali impressioni ne hai ricavato?

Fammi conoscere la tua opinione nei commenti.

A presto

 

07 Dic 2018

Impara a gestire i tuoi risparmi in 8 mosse!

Ogni risparmiatore del mondo è convinto di avere saldamente in mano le redini del proprio risparmio, come è convinto di essere un ottimo guidatore.

Purtroppo, sappiamo entrambi che non sempre è così, siamo tutti sinceramente convinti di essere ottimi e prudenti guidatori vero ma poi, alla prova dei fatti, sappiamo anche di commettere degli errori, in assoluta buona fede certo, ma che purtroppo, a volte possono comportare conseguenze anche pesanti.

Per tale ragione voglio offrirti questa mini guida, in cui ho sintetizzato in 8 passi i principi generali a cui si dovrebbe ispirare qualsiasi risparmiatore per gestire al meglio le proprie risorse, in più ti svelerò un paio di segreti che ti consentiranno di evitare brutte sorprese.

1 – Stabilisci i tuoi obiettivi di vita

Non è pensabile parlare di come andrebbero gestiti i propri risparmi se non si ragiona anzitutto in termini di obiettivi di vita; pertanto il primo passo concreto riguarderà te stesso e la tua famiglia.

Devi fare una profonda riflessione su quali saranno i tuoi progetti di vita (e di spesa) nel breve (6 mesi – 1 anno) nel medio (3 – 5 anni) e lungo periodo (10 anni ed oltre) senza andare possibilmente in confusione 🙂

Eccoti qualche esempio di progetto di vita:

  • Accantonare denaro per pagare gli studi universitari dei figli
  • Aprire una posizione previdenziale per te o per i tuoi figli
  • Acquistare una casa
  • Reperire le risorse per il matrimonio della figlia
  • Accantonare riserve per la pensione

E via discorrendo, ogni persona è diversa dall’altra ed ognuno di noi ha i propri personalissimi obiettivi a cui aspira, che possono differire notevolmente in base all’età, alla situazione finanziaria, a quella famigliare ed altri mille fattori.

A questo punto procurati carta e penna ed incolonna i tuoi progetti in ordine d’importanza (e di spesa) successivamente “spalmali” su una linea temporale a cominciare dal più immediato fino al più distante nel tempo, in questo modo andrai a definire gli orizzonti temporali su cui dovranno basarsi tutti i tuoi successivi ragionamenti su quali strumenti andranno utilizzati per reperire le risorse necessarie al raggiungimento dei tuoi progetti.

Approfondisci guardano il video:  Prima d’investire hai valutato l’orizzonte temporale?

2 – Stabilisci un piano e rispettalo!

Determinati gli obiettivi è giunto il momento di mettere giù un piano strategico d’investimento, cominciare a determinare quale tipologia di strumenti saranno i più indicati per partire dal punto A e giungere (possibilmente indenni) al punto B.

Lo strumento giusto per l’obiettivo giusto, prima si penserà agli obiettivi a quello che si vorrebbe fare con il denaro e quanto denaro servirebbe per concretizzarli, partendo dalla situazione attuale, soltanto dopo si cercherà lo strumento più idoneo allo scopo in un processo in cui dovrai:

Mediare fra risorse di partenza, risorse finali, tempo a disposizione e quanto rischio sarà accettabile per raggiungere lo scopo

Se per il reperimento delle risorse future, potrebbe non essere sufficiente il tempo che supponi di avere a disposizione, allora potrai o allungare i tempi, oppure aumentare il livello di rischio/rendimento oppure ancora entrambi i fattori, in qualsiasi caso gli elementi su cui dovrai lavorare saranno:

  • Obiettivo da raggiungere
  • Situazione patrimoniale attuale
  • Situazione patrimoniale finale
  • Orizzonte temporale a disposizione
  • Tolleranza al rischio

Qui la faccenda si complica lo so, non è una cosa semplice (Ho detto che non è semplice non impossibile!) la soluzione per questa attività esiste, affidati ad uno specialista, il quale eseguirà il corretto processo di analisi, saprà aiutarti nel mediare fra le diverse variabili poc’anzi esposte, inoltre sarà stabilire quale sarà il giusto grado di rischio che potrai permetterti senza andare in difficoltà.

Insieme andrete successivamente a selezionare quegli strumenti che meglio si adatteranno allo scopo, non solo in termini di rischio/ rendimento ma anche in termini di orizzonti temporali e costi di gestione.

Una volta approntato il piano attieniti fedelmente ad esso, nel tempo potrebbero rendersi necessarie delle modifiche (purché sempre contestualizzate)  a causa di eventi sui mercati non previsti e non prevedibili oppure, il caso più frequente, quando avrai raggiunto un obiettivo e si dovrà pensare a come raggiungere il successivo.

3 – Diversificazione e decorrelazione

Dos è meglio che one recitava una vecchia pubblicità, molti titoli sono sicuramente meglio che pochi o peggio di uno solo, per un motivo semplice, con un solo titolo ti accolli tutti i rischi espliciti ed impliciti che esso incorpora, mentre investendo in piccole percentuali su diversi strumenti i rischi si vanno in un certo senso a diluire.

Leggi anche Fondi Comuni come (Dovresti) utilizzarli

Il secondo segreto da conoscere per una buone gestione dei risparmi è che dovresti cercare sempre la massima diversificazione possibile, intesa nel prendere posizione su più mercati diversi in zone geografiche, paesi e valute differenti.

Potrai cominciare con una prima diversificazione prendendo posizione:

  • Geografica
  • Settoriale
  • Valutaria

Geografica: Prendere posizione su mercati in vari paesi o aree geografiche: Europa, Paesi emergenti, Africa oppure su singoli paesi: Cina, USA, Indonesia ecc. in modo da sfruttare i vantaggi offerti dalle diverse economie mondiali.

Settoriale: Mercati diversi, biotecnologie, servizi, materie prime (legno,acqua,minerali vari), trasporti, ecc.

Valutaria: infine prendere posizione su diverse valute oltre all’Euro come Dollari, Yuan, Franchi Svizzeri ecc.

La diversificazione è fondamentale per rendere il portafoglio il meno correlato possibile, per fare in modo che i tuoi diversi investimenti si muovano possibilmente in direzioni opposte in questo modo bilancerai il tuo portafoglio riducendo i rischi al minimo, perchè quando un mercato od un settore scende ne abbiamo sempre un altro che sale.

Guarda anche il mio video: Con i Risparmi non fare a testa o croce…

4 – Impara a gestire la tua emotività

I mercati salgono, i mercati scendono, lo fanno tutti i giorni, da sempre.

Non c’è nulla di più deleterio per i risparmiatori di tutto il mondo, che la loro fondamentale incapacità di poter gestire le proprie emozioni e questo, i grandi squali della finanza internazionale lo sanno benissimo…

Non cadere nella trappola dell’emotività, hai fatto i tuoi conti, sai dove vuoi arrivare, hai pagato uno specialista per acquisire i giusti strumenti e che monitori costantemente il loro andamento, a questo punto il tempo e soltanto lui sarà il tuo migliore amico, nel lungo periodo infatti si portano sempre a casa risultati positivi.

Evita di spaventarti quando leggi i giornali, con le notizie catastrofiche ci vanno a nozze da sempre; se hai dei dubbi parlane con il tuo consulente, ponigli tutte le domande che ritieni necessarie, per favore non seguire il gregge e non permettere mai ai fatti di piegarsi di fronte alle tue idee al contrario, dovranno essere loro a piegarsi ai fatti.

Stai molto attento anche all’eccesso di sicurezza il quale, se entro certi limiti è addirittura benefico (anche fisicamente) dall’altro ti può giocare brutti scherzi.

Non perderti il mio video: Comperare e vendere sì…ma quando?

5 –  Reinvesti ogni volta che puoi

Hai un polizza di previdenza? Ogni anno potrai detrarre una certa cifra dai versamenti fino ad un massimo di 5.164 euro e rotti, quando ti verranno rimborsati sul 730, reinvestili nella tua polizza, fallo anche con tutti quegli strumenti che ti offrono dei rendimenti, se non hai effettive necessità di coprire delle spese preventivate, reinvesti sempre gli interessi così potrai sfruttare la magia dell’interesse composto!

Guarda con attenzione il mio video: Interesse composto come funziona veramente

Ti riesce complicato farlo? Allora usa una formula PAC (Piano Accumulo Capitale) per una parte del tuo portafoglio, con questo sistema potrai prendere posizione su mercati più redditizi, ma anche più volatili a piccoli passi, sfruttando anche qui l’interesse composto e potrai inoltre mediare in maniera redditizia sul valore delle quote.

Per saperne di più guarda: Come Funziona il Piano Accumulo Capitale

6 – Non correre dietro ai rendimenti

Non correre dietro alle previsioni di Tizio o di Caio, nessuno conosce il futuro è una delle poche certezze che abbiamo in questa vita, mantieniti fedele al tuo piano e non cominciare a vendere e ricomprare in continuazione, i soldi facili non sono mai esistiti né mai esisteranno, vendere e ricomprare significa costi di liquidazione, commissioni di ingresso e imposte da pagare sulle plusvalenze, l’unico risultato sicuro (faccio questo mestiere da sufficiente tempo per saperlo con certezza) è che alla fine rimarrai soltanto con il cerino in mano, nella migliore, e dico migliore delle ipotesi.

7 –  Non esporre i tuoi risparmi alle aggressioni esterne

Tema in realtà piuttosto articolato, che esplorerò più approfonditamente nei prossimi articoli, ma che si può riassumere in:

Non lasciare i soldi fermi sul conto!

Come detto poco fa, io non so cosa accadrà domani, pertanto evita di lasciare i soldi su un conto il quale è particolarmente esposto in caso di patrimoniali, Bail In, prelievi forzosi,certo sto parlando di situazioni estreme, ma che si sono già verificate in passato quindi la parola impossibile in questo caso non esiste.

Leggi anche: Proteggere i Risparmi? Usa una Unit Linked!

Investire in strumenti quali i Fondi Comuni, gli ETF oppure le Polizze, ti garantiranno protezione al verificarsi degli eventi di cui sopra, inoltre cerca di farlo se ti è possibile, in strumenti di diritto estero, in modo che il tuo denaro non si trovi in Italia in caso di “problemi”.

8 –  NON fare tutto da solo/a

Guarda che non te lo sto dicendo per proporti chissà quale affare mirabolante, te lo sto dicendo perché purtroppo mi capita di vedere tutti i giorni i danni che in assoluta buona fede si arrecano ai propri sudatissimi risparmi, la finanza è un mondo complesso e la gestione di un portafoglio risparmi richiede costanza e competenze specifiche.

Quando hai male al pancino ti rivolgi ad un medico oppure ti curi con delle erbe che hai raccolto a casaccio nel bosco?

Non c’è nulla di male nel farsi aiutare da un consulente di fiducia, esponigli i tuoi dubbi le tue perplessità, parlagli dei tuoi progetti di vita, ti ricordo nel caso non lo sapessi, che il consulente finanziario al pari dell’avvocato o del medico è vincolato al segreto professionale.

Perché un consulente? Perché si tratta del futuro tuo e dei tuoi cari!

Se al momento non hai un consulente di fiducia non preoccuparti CONTATTAMI, due parole non impegneranno nessuno di noi, ma potrebbero fare la differenza per te.

– Conclusioni

In conclusione direi che il processo per una buona gestione dei propri risparmi passa da questi semplici step e 9 volte su 10 la fonte dei guai deriva proprio dal non aver rispettato questi passi.

Adesso però dimmi la tua, ritieni che seguire questi passi sia sufficiente per gestire al meglio i tuoi risparmi o ritieni di aggiungerne altri?

A presto

Dott. Mauro Valentino

P.S.

Se desideri parlare con me in forma più riservata clicca sull’immagine qui sotto.

 

07 Nov 2018

Proteggere i Risparmi? Usa una Unit Linked!

L’ansia per un futuro incerto porta ad una sola domanda, come proteggo i miei risparmi? Io ti offro una possibile soluzione.

 

Futuro incerto, possibili patrimoniali all’orizzonte, per non parlare di eventuali Bail in o di prelievi forzosi in poche parole, come si possono proteggere efficacemente i propri risparmi?

A parte immaginare situazioni rocambolesche tipo aprire società di comodo in qualche paese esotico, oppure oltrepassare di notte, durante una bufera di neve il confine con la Svizzera, cosa peraltro assai illegale, per mettere al sicuro i tuoi risparmi l’unico sforzo che dovrai compiere, sarà quello di fissare un appuntamento con il tuo consulente finanziario di fiducia ed esporgli senza giri di parole tutti i tuoi dubbi, perché devi sapere che le soluzioni esistono e sono molto meno “esotiche” di quanto tu possa immaginare.

Per selezionare i singoli paragrafi cliccaci sopra:

Protezione? Usa una Unit Linked

A che ti serve un polizza Unit Linked?

L’ Investimento

La Polizza

I Vantaggi per te

A cosa fare attenzione

I Costi

La tassazione

Ricapitolando

 

Come dici? Ti sei sempre recato presso la filiale della tua banca e non ti avvali del servizio di un consulente finanziario personale? Non disperare, contattami la prima consulenza è gratuita, due parole non impegnano nessuno di noi due ma possono fare molto per te.

Come anticipato già nel mio precedente articolo la regola d’oro esistono innumerevoli soluzioni per proteggere il proprio patrimonio dalle aggressioni esterne, bail in, patrimoniali, Euroexit ecc. il punto semmai è comprendere chiaramente quale sia la più adatta alle tue particolari esigenze, che sia funzionale al raggiungimento dei tuoi personali obiettivi di vita, ed in che modo si incastra in una strategia di diversificazione del tuo portafoglio risparmi, sono questi gli aspetti principali da tenere in considerazione.

Protezione? Usa una Unit Linked!

Uno dei tanti strumenti disponibili per il risparmiatore che gli consenta una buona protezione del proprio patrimonio è l’utilizzo di una polizza.

Esistono sul mercato diversi tipi di polizze che sono generalmente suddivise in 2 categorie principali:

  • Polizze Unit Linked
  • Polizze a gestione separata

La differenza sostanziale consiste nel primo caso, in una gestione di tipo squisitamente finanziario, mentre nel secondo, la gestione del fondo all’interno della polizza è dato in gestione ad un altra società, svincolata dal bilancio della società assicuratrice.

Oggi mi concentrerò sulle polizze a contenuto finanziario, meglio conosciute come Unit Linked, uno strumento complesso certo, ma estremamente versatile nel quale ripongo molta fiducia e che suggerisco caldamente dove se ne ravvisi l’utilità per il cliente, perché lo considero uno strumento in grado di offrire una risposta adeguata, sia alle domande di cui sopra, oltre che a soddisfare svariate altre esigenze che vedremo più avanti.

A che ti serve un polizza Unit Linked?

Sottoscrivere una polizza unit linked va a soddisfare molteplici esigenze in un solo unico strumento:

  • Esigenza di rendimento sul lungo periodo
  • Protezione del capitale investito da eventi esogeni (patrimoniali, bail in, euroexit)
  • Gestione dei beneficiari caso morte, anche fuori asse ereditario
  • Differimento fiscale (le tasse si pagano solo in sede di liquidazione)
  • Risparmio fiscale (non si pagano le imposte di successione)

Una polizza Unit Linked Serve per chi desidera rendimenti superiori alla media nel lungo periodo, serve per proteggere efficacemente il patrimonio da aggressioni esterne, serve per gestire in anticipo la pianificazione successoria definendo per tempo i beneficiari, le loro quote ed evitare così sgradevoli tensioni fra gli eredi.

L’ Investimento

Come accennato, le polizze unit linked sono caratterizzate da 2 componenti una finanziaria ed una assicurativa,  sono infatti normali polizze vita, al cui interno è presente uno o più fondi d’investimento.

Il fondo interno non garantisce un rendimento minimo, il rendimento dipenderà dal valore della quote del fondo in cui la polizza investe al momento del riscatto, al contrario di altri strumenti, non si consolidano i risultati ogni anno si è quindi esposti all’andamento dei mercati finanziari.

Le differenze, a volte anche notevoli nei rendimenti, risiedono proprio nell’accuratezza della selezione dei fondi o dei titoli e nella loro successiva gestione gestione.

 

Capisci ora  quanto sia importante farsi aiutare da un professionista capace di smontare la polizza e verificare se il motore sia funzionante?

 

Dalla gestione del fondo otterrai dei rendimenti, che saranno liquidati alla scadenza naturale della polizza per conclusione del ciclo di vita, in questo caso parleremo di polizza caso morte, oppure quando tu lo riterrai opportuno dopo almeno 1 anno di permanenza nel contratto, in questo caso invece parleremo di polizze caso vita.

Il cliente (contraente) versa pertanto i denari (il premio) tutti in un’unica soluzione, oppure può optare per la formula PAC tramite i versamenti periodici.

Eliminati i costi quali ad esempio quelli di sottoscrizione, ciò che rimane si chiama capitale investito che andrà ad acquistare quote di uno o più fondi contenuti all’interno della polizza.

La Polizza

Il contenitore dicevo è vestito da polizza vita, quindi ne raccoglie tutte le caratteristiche, come ad esempio l’impignorabilità e l’insequestrabilità (entro certi limiti), prevista la definizione di beneficiari in caso premorienza dell’assicurato, i beneficiari possono essere anche persone fisiche o giuridiche (ad esempio enti religiosi od onlus) al di fuori dell’asse ereditario, sempre entro i limiti della quota disponibile, il capitale verrà liquidato immediatamente dalla compagnia ai beneficiari in caso di premorienza dell’assicurato, inoltre il nome dei beneficiari la compagnia assicuratrice li considera riservati e non divulgabili a terzi.

I Vantaggi per te

Adesso veniamo al bello, la polizza in quanto tale è esclusa dalle procedure del Bail in non può essere coinvolta in patrimoniali o prelievi forzosi, inoltre  abbi sempre cura di verificare che la compagnia assicuratrice abbia sede all’estero, ad esempio in Irlanda, così il tuo denaro si ritroverà  de facto all’estero e senza muoverti da casa!

La polizza Unit Linked sarà denominata in euro, pertanto anche in caso di Euroexit continuerà ad esserlo, devi sapere che non si possono ridenominare gli investimenti in una moneta che sia diversa da quella con la quale sono stati sottoscritti e questo per te potrebbe essere fonte di un grosso vantaggio, se consideriamo che nella migliore delle ipotesi in caso di Euroexit la nuova moneta nazionale potrebbe avere una svalutazione del 30% questo significa che ti ritroverai con un patrimonio che avrà un valore del 30% superiore!

Un altro aspetto sovente sottovalutato è di natura fiscale, la polizza consente il cosiddetto differimento fiscale le tasse, si pagheranno tutte certamente, ma soltanto in fase di liquidazione della polizza, ed inoltre in caso di premorienza dell’assicurato sono esenti dalle imposte di successione!

A cosa fare attenzione

Le polizze Unit Linked sono strumenti come avrai avuto modo di capire piuttosto complessi, pertanto è bene valutare con attenzione l’opportunità di utilizzo ed è proprio a questo punto che entra in scena il consulente finanziario (IO), un professionista quindi che sia in grado di analizzare lo strumento con oggettività, mettendolo in relazione con le TUE esigenze specifiche, i TUOI obiettivi di vita, nonché la TUA capacità di sopportazione del rischio finanziario. Altri aspetti cui insieme al tuo consulente dovrete  porre particolare attenzione, saranno ovviamente i costi  (sono prodotti costosi) e la tassazione.

I Costi

Oltre alla complessità dello strumento, altro aspetto importante da valutare con estrema attenzione sono i costi, abbiamo di fronte uno strumento sofisticato, che ti può offrire rendimenti anche rilevanti, ti protegge dalle aggressioni, ti lascia libertà di manovra sulla destinazione futura del tuo denaro, tutto assolutamente vero ma, ovviamente ci sono dei costi da sostenere.

Il capitale investito pagherà delle commissioni di ingresso che possono anche essere piuttosto rilevanti, oltre a queste ci sono i costi legati alla gestione del fondo interno, la somma di tutti queste spese andranno a ridurre anche sensibilmente i rendimenti della polizza, pertanto ti offro oggi un consiglio gratuito, non fare mai da solo, fatti aiutare dal tuo consulente per la gestione ottimale dei costi che possono variare anche di parecchio da un intermediario ad un altro!

La tassazione

Le polizze si espongono ad una doppia tassazione, una indiretta che colpisce gli strumenti su cui il fondo interno della polizza investe, e una diretta sul fondo interno, cioè sulla differenza tra capitale maturato e premio versato, ai fini fiscali poi le minusvalenze e le plusvalenze dei singoli fondi si compensano, come se si trattasse di un tutt’uno.

Tutte le tasse (compresi i bolli) vengono pagate al momento della liquidazione, qui entra in gioco il differimento fiscale , infine le polizze Unit Linked non sono soggette al pagamento delle imposte di successione. 

Ricapitolando

Le polizze Unit Linked sono strumenti complessi e costosi su questo non ci piove, ma devi tenere presente che ti consentiranno agevolmente e con molto meno rischio di quanto potresti pensare di:

  • Proteggere il patrimonio da aggressioni esterne
  • Differire il pagamento delle tasse al giorno della liquidazione
  • Gestire al meglio i beneficiari anche al di fuori della linea di successione
  • Risparmiare sulle imposte di successione
  • Ottenere rendimenti superiori alla media sul periodo medio – lungo

In definitiva le Polizze Unit Linked sono strumenti straordinariamente versatili, costosi certo, ma che ti offrono delle garanzia che ben difficilmente potrai riscontrare in altri strumenti, devi considerare inoltre che con un singolo strumento potrai soddisfare una marea di esigenze anche molto diverse fra loro.

Personalmente ritengo che in un ottica di pianificazione strategica una Polizza Unit Linked non possa mancare all’interno del tuo portafoglio e che rappresenti la soluzione ottimale per raggiungere una buona protezione dei tuoi risparmi.

Adesso dimmi, hai mai pensato di inserire nel tuo portafoglio risparmi una polizza Unit Linked per proteggere i tuoi risparmi?

Ritieni la polizza Unit Linked uno strumento valido ai fini della protezione del risparmio? 

Fammi conoscere il tuo pensiero nei commenti, se poi vuoi approfondire la tematica in forma più riservata, non hai che da contattarmi direttamente dalla pagina contati!

02 Nov 2018

Mercati e Risparmio, la regola d’oro che TI RIGUARDA!

Nei mercati finanziari esiste una regola d’oro, sconosciuta alla maggior parte dei risparmiatori, non seguirla porta a conseguenze negative.

Non è sicuramente un momento facile per l’Italia e per i risparmiatori; Rating giù, a un pelo dalla “spazzatura”, dispute tra Governo e Commissione UE, crescita dei tassi d’interesse e dello spread, Il Primo Ministro Conte che chiede a Trump e a Putin di impegnarsi a comprare i nostri titoli di Stato e tanto tanto altro ancora.

Risultato? Molta paura e soprattutto, a mio parere, manca una capacità critica di lettura della situazione attuale che possa aiutare il risparmiatore ad orientarsi meglio, cerchiamo allora di fare chiarezza.

Partiamo da un Assioma: un assioma (fonte WIKIPEDIA) “è una proposizione o un principio che è assunto come vero, perché ritenuto evidente o perché fornisce il punto di partenza di un quadro teorico di riferimento”.

Eccoti quindi la Regolina d’oro:

– Perché parto da qui?

Perché questa regola fa parte a pieno titolo del “bignamino” dell’ ABC della Finanza e trovo strano che Primi Ministri e Governanti l’abbiano sottovalutata o addirittura dimenticata. Se invece non la conoscono, sarebbe il caso che qualcuno gliela spieghi ed in fretta! Il momento che stiamo attraversando infatti, ruota tutto intorno a questa regolina semplicesemplice.

Gli investitori, oggi, scappano dal rischio Italia. scappare, in termini finanziari, significa Vendere!

Perché si vende come se non ci fosse un domani e cosa accade sul mercato quando si vendono in massa i nostri Titoli di Stato, i nostri tanto amati BTP & Co?

Rispondo alla prima parte della domanda con un’altra domanda, presteresti dei soldi a qualcuno sapendo che molto probabilmente non te li restituirà? La risposta è palese …

Quindi, gli investitori vendono perché aumenta il rischio che i soldi prestati all’Italia, non vengano restituiti, da qui inizia una catena di eventi, un circolo vizioso molto pericoloso che funziona in questo modo:

  1. Salgono i rendimenti – La vendita massiccia di titoli che fa seguito ad una repentina diminuzione della domanda (nessuno li vuole), quindi, come accade per qualsiasi bene sul mercato (pensiamo al nostro amato mattone, per rendere appetibile la mia casa che nessuno vuole, devo abbassare il prezzo e renderla un’opportunità profittevole!) i prezzi scendono ed i rendimenti salgono, per rendere i titoli più appetibili e sperare che qualcuno li compri.

Per alcuni sarà un’ovvietà, per molti non lo è:

Il rendimento e il prezzo delle obbligazioni sono legati da una relazione inversa.

2. Sale lo spread – Se i rendimenti dei BTP salgono, s’allarga anche lo spread con i titoli tedeschi, che in questi casi di norma scendono perché gli investitori corrono ad acquistare obbligazioni di teutonica solidità.

Esempio: Vicino alla mia casa hanno da poco costruito un inceneritore, mentre nei pressi di quella del mio amico Gianni, hanno costruito un parco, con un laghetto ed una pista ciclabile. La differenza fra il valore della mia casa e quella di Gianni aumenterà perché ci sarà più domanda per la casa di Gianni rispetto alla mia!

3. Calo del valore di mercato dell’investimento – Se si hanno titoli come i BTP in portafoglio, la salita dei rendimenti comporta un calo del valore di mercato, dunque una minusvalenza potenziale, che si realizza se si vende (la mia casa, ahimè, varrà sempre meno sul mercato rispetto al prezzo a cui l’avevo comprata!).

4. Credit-crunch – Poiché i bilanci delle banche italiane sono farciti di titoli di Stato, se il loro prezzo cala si deteriorano i bilanci. E se il deterioramento è significativo, le banche sono costrette dalla normativa (che richiede un intuibile equilibrio tra voci dell’attivo, come gli investimenti in BTP, e voci del passivo, come i crediti erogati) a ridurre mutui e finanziamenti. Si chiama credit-crunch: è l’incepparsi del credito, motore dell’economia in cui viviamo. Per la legge della domanda e dell’offerta, riducendosi l’offerta di credito, tende ad aumentarne il prezzo: cioè il tasso d’interesse pagato da chi s’indebita.

5. Peggiora il nostro Rating – Folle di esperti dell’ultima ora sottolineano quanto poco obiettive siano le agenzie di rating, e quante cantonate abbiano preso in passato, in parte è vero, peccato che sia del tutto irrilevante.

Infatti, la cosa certa è che l’eventuale futuro declassamento da titoli Investment Grade a “titoli spazzatura” (o junk, o High Yield, che suona meglio però non cambia la sostanza e l’odore) implicherebbe la vendita secca di titoli di Stato italiani a prescindere da questioni di merito sul giudizio delle agenzie di rating.

E si ricomincia da capo : gli investitori non si fidano e continueranno a vendere.

Tornando a dove eravamo partiti, e cioè dalla regola d’oro, ecco spiegato come determinate politiche che non ne tengano conto ( la costruzione dell’inceneritore vicino alla mia casa) rischiano di dare il via al circolo vizioso che potrebbe portare in ultima istanza verso scenari che spero, non si auguri nessuno (default /uscita dall’eurozona).

Ma vediamo un’ altro dato significativo, l’attuale CDS (Credit Default Swap) dell’Italia.

Esempio : Immagina di possedere una Fiat 500 ed essere residente a Mantova dove paghi un’assicurazione di 300 euro/anno. La stessa Fiat 500 pagherebbe lo stesso premio assicurativo se tu fossi residente a Napoli piuttosto che a Palermo? Assolutamente no: le Assicurazioni non ragionano per “campanilismi”, ma in base a statistiche: purtroppo gli incidenti d’auto sono molto più frequenti a Napoli e a Palermo piuttosto che a Mantova e di conseguenza, il premio per proteggerti dal rischio incidente che pagherai se fossi residente a Napoli o a Palermo sarebbe sicuramente più alto; ecco spiegato cos’è il CDS: un premio assicurativo, per proteggermi da cosa? Dal rischio default, che più aumenta, più aumenta il premio da pagare per assicurarsi.

Ecco l’andamento del CDS a 5 anni dell’Italia dalla nascita dell’attuale Governo (maggio 2018).

Ed ecco i premi contro il rischio default che oggi si paga per la Grecia , per la Spagna ed infine per la Germania.

Il premio che attualmente si paga per proteggersi dal default dell’Italia è molto più vicino al premio che si paga per proteggersi dal Default della Grecia, per la Spagna si paga addirittura 1/3 del nostro premio, non parliamo ovviamente della Germania, pertanto chi urla al complotto dei mercati, non ha capito un concetto molto semplice, cioè che:

Non esistono complotti!

Immagina per un attimo il gestore di un enorme fondo pensione Giapponese, sai quanto gli interessa di Salvini e Di Maio che stanno a migliaia di chilometri di distanza fisica e culturale? Semplicemente nulla! Se le prospettive del debito italiano peggiorano, le agenzie di rating emettono giudizi negativi, le ricerche consigliano di vendere titoli Italia, il gestore del fondo pensione giapponese schiaccia un bottone e vende, quello di non rischiare le masse di denaro che gli sono state consegnate in gestione è il suo lavoro punto. Il leggendario “mercato” funziona così.

In ogni caso, mantieni calma ed il sangue freddo, i rischi più grossi a cui possono andare incontro i nostri risparmi vanno da una patrimoniale (quando si inizia a dire che la “grande ricchezza degli italiani è il loro risparmio privato”, io inizio a preoccuparmi!) all’uscita dall’euro e quindi al ritorno alla lira (che significherebbe una svalutazione di almeno il 40%!) quindi che cosa fare? I metodi per mettersi al riparo esistono e sono alla portata di tutti, ne ho già parlato in questo mio video:

L’unica protezione dal rischio specifico (rischio Italia) e dal rischio valutario ( uscita dall’euro) è aver pianificato a monte, una corretta diversificazione di portafoglio, utilizzando, magari, strumenti non di diritto italiano come a titolo d’esempio, SICAV (la maggior parte sono di diritto irlandese o lussemburghese) o polizze vita possibilmente di diritto irlandese.

Per approfondire leggi anche il mio articolo: La chiave per proteggere i tuoi risparmi”

Hai letto fino a qui ottimo! Adesso però dimmi cosa pensi, secondo te, stiamo andando verso uno scontro frontale con l’Europa ? Pensi che un’uscita dall’Euro sia un’eventualità concreta?

Lasciami le tue risposte nei commenti, sarò lieto di conversare con te sul tema.

Se invece desideri espormi le tue domande in forma più riservata, contattami pure personalmente ti lascio qui di seguito i miei riferimenti, fare due parole non costa nulla ma può fare per te la differenza.

Tel: 0376 220190

mail: mauro.valentino@allianzbankfa.it

www.maurovalentino.com/contatti

A presto

24 Ott 2018

La chiave per proteggere i TUOI Risparmi!

Parole come Rating, Spread, Piano B, inondano giornali e TV, le cui notizie sono spesso contraddittorie, ora è tempo di fare chiarezza.

Da un paio di mesi a questa parte sono oggetto di mail e telefonate, sia da parte dei miei clienti, che da parte di numerosi follower con cui mi intrattengo sui social, e tutti chi più chi meno, esprimono preoccupazione su che fine faranno i propri risparmi, le domande che mi vengono poste più sovente sono:

 

  • Ci saranno aumenti nelle tasse?
  • Sarà il caso di portare i soldi all’estero?
  • Se usciamo dall’euro la nostra moneta si svaluterà ed i miei soldi?
  • I titoli di Stato sono sicuri?
  • Ho sentito parlare di procedure di Bail – in quanto c’è di vero, ed i miei soldi sono al sicuro?

 

Giornali e TV non agevolano di sicuro, andando a creare ancora più confusione ed incertezza nel risparmiatore, pertanto oggi:

Darò la mia risposta a queste domande fornendoti anche il metodo (Che funziona) per mettere in sicurezza (Davvero) i TUOI risparmi.

Come prima cosa sia chiaro fin da subito che io non conosco il futuro, non so dirti cosa accadrà da qui a 7 o 10 anni, per quello ci sono analisi e statistiche più o meno autorevoli e comunque, sempre basate su delle ipotesi del tipo cosa potrebbe accadere se…

Al momento, dico al momento, perché non so come si svilupperà l’economia nei prossimi anni, non ci sono chiari segnali di default o di uscita imminente dall’euro, almeno per il momento.

– Cosa potrebbe accadere se…

Da un punto di vista squisitamente fiscale, In caso di crisi finanziaria conclamata, non si potrà escludere a priori l’introduzione di una patrimoniale generalizzata su tutti i risparmi in stock, abbiamo in Italia un precedente illustre quello del prelievo forzoso del 1992.

In questo caso mantenere il denaro in liquidità sul conto, oppure trasferirlo all’estero non è una soluzione, in quanto i sistemi di tracciatura elettronica dei flussi da e verso l’Italia, sono molto sofisticati ed efficaci, pertanto nel caso si avverasse questa ipotesi, i denari verrebbero immediatamente intercettati e tassati di conseguenza.

Da un punto di vista patrimoniale probabilmente si farà ricorso alla normativa sul Bail – in all’avverarsi di questa situazione, gli investimenti in azioni ed obbligazioni (specie bancarie) ed anche la liquidità sul conto corrente, sono a rischio prelievo forzoso o, in alternativa alla procedura Bail-in.

Per quanto concerne la valuta se il tuo timore è che un’eventuale uscita dall’Euro coincida con una forte svalutazione della nuova moneta, in questo caso ti sarà sufficiente investire in Euro tramite soggetti (l’emittente del titolo) che abbiano natura e struttura non italiana, evita le filiali italiane di soggetti esteri perché esse sono soggette alla legislazione italiana e quindi ti ritroveresti al punto di partenza.

Tieni presente che rinominare in moneta nazionale titoli esteri non è legittimo ai fini delle normative del diritto internazionale ed europee visto che anche in caso di uscita dall’euro si rimarrà comunque nella Comunità Europea.

Infine i Titoli di Stato, all’interno di un portafoglio molto ben diversificato hanno una loro ragion d’essere, tieni sempre presente che su di loro pendono le CACs (Clausole di Azione Collettiva) che in caso di crisi conclamata metterebbero seriamente in forse il tuo investimento, per saperne di più sulle CACs leggi con molta attenzione: I Titoli di Stato sono ancora Sicuri?

Bene ti ho illustrato alcune ipotesi, abbastanza estreme su quanto potrebbe e ripeto, potrebbe accadere, ora la risposta a tutte le domande di cui sopra esiste ed è molto più semplice di quanto tu non creda.

Una possibile soluzione consisterebbe nell’utilizzare strumenti quali i fondi comuni d’investimento, ETF o le polizze (meglio se in abbinata) di diritto estero; ad esempio polizze che abbiano sede legale e fiscale in altri paesi come l’Irlanda, oppure fondi comuni d’investimento che abbiano la sigla ISIN (La “targa” del titolo) che sia radicata in Lussemburgo che inizi con LU per farla breve.

In questo modo eviterai sia di rientrare nella procedura del Bail – In che in quella della patrimoniale, perché in questo caso il denaro si troverà de facto all’estero non solo, anche in caso di ritorno ad una moneta nazionale gli investimenti, essendo di diritto estero continueranno ad essere denominati in Euro mettendoti al riparo da una eventuale svalutazione.

 

 

 

– Premessa

La premessa è che proprio in momenti come questo, che si evidenzia l’importanza di ricorrere, fin dal primo giorno ad una corretta diversificazione, confinando il rischio specifico, in questo caso il rischio paese, ad una modesta percentuale del proprio portafoglio risparmi, questa è a mio modo di vedere la miglior protezione possibile.

– La mia soluzione

Io personalmente utilizzo da sempre strumenti che si prestano efficacemente a gestire il rischio specifico, e che sono alla portata di tutte le tasche, come ad esempio gli ETF, i Fondi Comuni le SICAV o le Polizze.

Tutti questi strumenti garantiscono un’ottima diversificazione del rischio e vanno gestiti all’interno di una corretta pianificazione costruita sulle tue esigenze e sui tuoi specifici obiettivi di vita.

– I rischi

Lo ripeto, a costo di essere noioso:

IL RISCHIO ZERO NON ESISTE.

I rischi a cui ti esporrai saranno quelli tradizionali dei mercati, cioè la volatilità che andrà calibrata in base agli orizzonti temporali tuoi e dei tuoi investimenti.

Per approfondire guarda il mio video: Prima d’investire valuta l’orizzonte temporale

Un conto è dire: “il mio rischio è quello di oscillare tra un + 20% e un – 20%” (prendendo ad esempio un profilo di rischio molto elevato) questo è il cosiddetto Rischio di mercato.

Un altro conto è dire : “ Sto correndo il rischio di perdere TUTTO il capitale” questo invece si chiama Rischio specifico.

La domanda che dico sempre a miei clienti di porsi è la seguente:

Fino a quando non avrò bisogno della somma che decido di accantonare?

Ovviamente, consiglio sempre di ragionare per difetto …

In base alla risposta , si dovrà costruire un Portafoglio con una Volatilità in linea con l’orizzonte temporale concordato.

– I costi

Come tutte le cose ci sono ovviamente dei costi, a me non piace raccontare favole, sono strumenti che hanno un costo importante, ma questo non ci deve spaventare sai perché?

Perché i costi si gestiscono in fase di pianificazione del portafoglio, e lo si fa (almeno io faccio così) insieme al cliente, qui entra in ballo la diversificazione, gli orizzonti temporali ed un sacco di altri fattori che contribuiranno ad una loro ottimizzazione, ricordati che io guadagno se anche il mio cliente guadagna, altrimenti…

Per questo è importantissimo fare prima un’analisi dettagliata della persona, del suo portafoglio attuale, a fronte dei suoi personali progetti di vita e del tempo che avrà a disposizione per concretizzarli, in modo da ottimizzare il portafoglio con gli strumenti più idonei.

Come ti ho appena dimostrato le soluzioni esistono e credimi, costano meno di quello che pensi, ma prima di tutto per capire di quali ne avresti bisogno è necessario sedersi intorno ad un tavolo e parlare… a lungo.

– In conclusione

Due parole non costano nulla, ma possono fare la differenza, se desideri approfondire i temi proposti oggi, oppure hai altre domande da pormi, scrivimele nei commenti, o contattami privatamente, ti lascio qui sotto i miei riferimenti, oppure ancora scrivimi il tuo quesito nella scheda contatti, sarò lieto di poterti ascoltare e consigliare per il meglio.

Tel: +39 349 – 8172217

email: mauro.valentino@allianzbankfa.it

A presto

27 Giu 2018

Prima d’investire…Hai valutato l’Orizzonte Temporale?

Orizzonte temporale, ovvero per quanto tempo si suppone di poter tenere investiti i propri soldi, nel mio video di oggi ti spiegherò perché è così importante.

Prima di avvicinarti a qualsivoglia investimento le domande a cui dovresti dare una risposta sono essenzialmente due:

 

  1. Aspettative di rendimento
  2. Quanto tempo avrai davanti

 

Definito un progetto di vita, analizzate le risorse attuali a disposizione, si andrà a determinare entro quanto tempo il progetto si dovrebbe concretizzare, stabilito questo si ragionerà sulle aspettative di rendimento, gli interessi che ci si attende dall’investimento.

I mercati finanziari nel breve periodo hanno comportamenti imprevedibili, con delle oscillazioni sovente molto accentuate, ma se allarghi il periodo in esame, il tempo per capirci, noterai che i movimenti sono più stabili di quanto non sembri a prima vista, si muovono sostanzialmente per cicli.

In definitiva direi che il tuo miglior amico è il tempo, colui che ti aiuterà a superare i momenti difficili indenne.

 

Adesso rilassati e guarda il video.

 

 

Lo hai guardato tutto? Ottimo, dimmi pure cosa ne pensi nei commenti e ponimi pure tutte le domande che vuoi.

Commenta liberamente anche se il video non ti è piaciuto e fammi sapere se ci sono parti che a tuo avviso modificheresti, saresti di grande aiuto per potermi migliorare.

A presto

Mauro Valentino

www.maurovalentino.com

P.S.

Se guardando i miei video ti vengono in mente argomenti specifici che ti piacerebbe fossero trattati, fammelo sapere nei commenti, sarò lieto di poterti accontentare.

03 Mag 2018

I vantaggi per l’azienda che trasferisce il TFR del dipendente ad un Fondo Pensione

Generalmente il trattamento di fine rapporto  viene utilizzato dalle aziende come “forma di autofinanziamento”, come “liquidità di cassa”.

 

Questo modo di pensare generalizzato, molto probabilmente, è dovuto alla mancanza di una corretta informazione sulla materia perché, nella realtà, il conferimento del TFR a un fondo pensione può solo portare vantaggi economici all’azienda.

Ma partiamo dall’inizio.- Quanto costa questa forma di autofinanziamento all’Azienda?

Il Trattamento di Fine Rapporto rappresenta un costo del lavoro (7,41% della retribuzione lorda) che non può in ogni caso essere eliminato nemmeno con il trasferimento alla previdenza complementare, ma ci sono voci che, invece, possono essere risparmiate:

  • il versamento al Fondo di Garanzia INPS dello 0,20% sulle retribuzioni;
  • la rivalutazione annuale di legge (1,5% fisso + il 75% dell’inflazione).

Ma facciamo un esempio pratico: quantifichiamo!

Prendiamo ad esempio un’azienda, Beta S.R.L. con 15 dipendenti che ha un costo, nell’anno, di 350.000,00 euro per le retribuzioni lorde. Quest’azienda dovrà versare al Fondo di Garanzia INPS lo 0,20% delle retribuzioni, pari a 700,00 euro. Il TFR maturato in corso d’anno è di 25.935,00 euro (il 7,41%) di cui 1.750,00 euro devono essere versati come contributo di solidarietà al Fondo Pensione Lavoratori Dipendenti (lo 0,50%), quindi il TFR realmente accantonato (per i dipendenti) è pari a 24.185,00 euro ( 25.935,00 meno 1.750,00). Adesso ipotizziamo una rivalutazione annua pari all’1,70% che rappresenta un costo di 411,15 euro (1,70% di 24.185,00). Abbiamo quindi un costo complessivo del TFR di 1.111,15 euro (70o,00 per il Fondo Garanzia + 411,15 per la rivalutazione) che rappresenta, sulla quota di TFR considerato, il 4,6%.

– I risparmi fiscali e finanziari del conferimento ad un Fondo Pensione

Andiamo adesso a quantificare i risparmi fiscali e finanziari che la legge prevede per le aziende che trasferiscono il TFR dei dipendenti a una forma di previdenza complementare, ipotizzando che tutti e quindici i dipendenti aderiscano a un fondo pensione conferendo l’intero TFR maturando (24.185,00 euro). Ricordiamo, brevemente, le compensazioni previste:

  • una deduzione dal reddito di impresa del 4% (per le aziende con meno di 50 dipendenti) o del 6% (per le aziende con oltre 49 dipendenti), percentuale da applicare all’importo effettivo del TFR conferito;
  • una riduzione pari allo 0,28% sugli oneri sociali (per disoccupazione, assegni nucleo familiare) che devono essere versati dall’azienda, riduzione che deve essere calcolata sulle retribuzioni totali dei dipendenti che hanno conferito al fondo il proprio TFR.

Vediamo a quanto ammonta il risparmio riprendendo l’esempio precedente:

  • deduzione del 6% (meno di 50 dipendenti) dal reddito d’impresa: 1.451,10 euro, ossia il 6% del TFR trasferito (24.185,00), con un risparmio effettivo d’imposta di 399,06 euro (*);
  • riduzione oneri sociali, 0,28%: 980,00 euro, ossia lo 0,28% delle retribuzioni lorde (350.000,00).

 

(*) LE SOCIETÀ DI CAPITALE PAGANO UN’IMPOSTA FISSA SULL’UTILE PARI AL 27,5%, PER CUI CON UNA DEDUZIONE DI 1.451,00 EURO IL RISPARMIO EFFETTIVO È DI 399,06 EURO.

 

In sostanza abbiamo un risparmio, dovuto alle misure di compensazione, di

1.379,06 euro (399,06 + 980,00),

che rappresenta, in percentuale sulla quota di TFR considerato, il 5,7%.

Il risparmio complessivo

Nell’esempio che abbiamo analizzato, l’azienda che ha trasferito l’intera quota annua del TFR dei propri dipendenti ha, nel complesso:

  • risparmiato il costo dell’autofinanziamento non versando al Fondo di Garanzia lo 0,20% (700,00 euro);
  • risparmiato il costo della rivalutazione pari all’1,70% (411,15 euro);
  • portato in deduzione dal reddito d’impresa il 6% del TFR trasferito con un risparmio effettivo d’imposta (399,06 euro);
  • risparmiato lo 0,28% sul versamento degli oneri sociali (980,00 euro).

Il risparmio complessivo risulta pari a

  2.490,21 euro

(700,00 + 411,15 + 399,06 + 980,00) che corrisponde a circa 10 punti percentuali sul TFR considerato (24.185,00).

….senza contare….

  • il rendimento del Fondo, che viene condiviso anche con l’Azienda oltre che con il dipendente;
  • la gestione autonoma del Fondo in termini di rapporti con il dipendente che ha conferito;
  • il preservare l’Azienda da eventuali richieste di accesso al Credito (e quindi meno oneri finanziari) per finanziare liquidazioni totali o anticipate.

 

Questo vuole essere semplicemente uno spunto per iniziare a ragionare sulla convenienza o meno di questo strumento.

Se pensi possa essere utile alla tua Azienda, fammelo sapere: sarò lieto di approfondire con te l’argomento e di prospettarti le migliori soluzioni a mia disposizione.

grazie per l’attenzione,

a presto

Mauro

18 Apr 2018

Come riconoscere un buon consulente finanziario? Qui te lo spiego!

In questo articolo ti spiegherò come e da che cosa secondo me, si riconosce un buon consulente finanziario.

 

Con l’avvento della MIFID2 acronimo di Market In Financial Instruments Directive, che facendo seguito alla precedente direttiva Europea conosciuta come MIFID1 segna un notevole passo in avanti verso una maggiore tutela dei risparmiatori; esistono infatti una serie di nuove regole (ne parlo qui) che non tutti conoscono, o meglio che non conosce quasi nessuno.

In seguito all’ingresso di queste nuove normative, In Italia sono operative dal 1 Gennaio 2018, ho pensato questo articolo come ad un piccolo manualetto di sopravvivenza in 5 semplici punti, aventi lo scopo di aiutarti nella scelta del tuo nuovo consulente finanziario, oppure per valutare meglio quello attuale. Vediamo adesso insieme come fare per riconoscere un buon consulente finanziario.

– Anzitutto le credenziali

A me piace sapere chi ho di fronte ed a te? Ogni consulente finanziario, che sia indipendente oppure appartenga ad una Banca-rete, deve essere SEMPRE  iscritto all’albo dei consulenti, per coloro che sono iscritti alla banca rete, hanno sempre (o almeno dovrebbero) avere con se una lettera di mandato in originale, da far visionare al potenziale cliente in occasione della prima visita. Ti ricordo che il consulente finanziario è autorizzato ad operare fuori sede, può quindi recarsi personalmente presso il domicilio del cliente.

Pertanto prima di usufruire dei suoi servigi, controlla sempre sull’albo dei consulenti se risulta correttamente iscritto, puoi anche fare, se ti va, una capatina sui social, per approfondire la conoscenza, un’occhiata su LinkedIn non guasta, osserva con attenzione il profilo, se è ben curato in termini di immagine e relativa Bio, il nostro consulente pubblica articoli e post? Leggili, per capire fino a che livello si spingono le sue competenze, ci sono gli attestati e le sue certificazioni? In questo modo potrai conoscere quali competenze specifiche possiede, quali attestati e titoli possiede per poter esercitare.

– Conoscenza personale e questionario di profilatura 

Il buon consulente è colui che prima di mettersi a parlare di prodotti e prodottini, si siede vicino a te e cerca di conoscerti il più approfonditamente possibile, te ne accorgi dalle mille domande che ti porrà in merito alla tua famiglia, alla tua vita lavorativa e non, ai tuoi personali progetti di vita, si informerà sulla tua situazione patrimoniale, su quali sono i tuoi timori, su cosa ti spaventa e cosa no ecc. inoltre ti sottoporrà un questionario da compilare, sappi che è tenuto per legge a farlo. Diffida di quei consulenti che, conoscendo a malapena il tuo nome, hanno già le soluzioni preconfezionate oppure il prodottino bello pronto in valigetta, non sanno nulla di te, della tua famiglia, della tua vita, di cosa ti preoccupa e cosa no, di quali sono i tuoi progetti di vita mi riesce davvero difficile pensare che il prodottino di turno sia effettivamente in grado farteli raggiungere.

Ogni buon consulente che si rispetti sa, che prima di parlare di qualsivoglia investimento, deve farti compilare il questionario di profilatura, altro non è che una fotografia finanziaria, che serve ad identificarti come risparmiatore, a capire quanto rischio sei in grado di poterti assumere senza andare in difficoltà, le tue personali conoscenze ed esperienza in materia finanziaria e quali strumenti hai utilizzato in passato, per risolvere quale esigenza e via discorrendo. Il questionario è fondamentale, serve a darti una definizione, un punteggio se vuoi. Il tuo consulente ti deve spiegare come funziona ed una volta che il questionario ti avrà identificato, sarà compito del consulente finanziario spiegarti per bene che tipo di risparmiatore sei.

Sappi che questa profilazione non è monolitica, al contrario essa dovrà essere ripetuta qualora ci fossero dei cambiamenti nei tuoi progetti di vita, ad esempio scopri che tua figlia si sposerà oppure dovrà essere lo stesso consulente a riproportelo perché le condizioni di mercato sono cambiate in maniera significativa ed il tuo portafoglio potrebbe essere divenuto troppo sensibile andando a superare la soglia di sopportazione del rischio.

Diffida assolutamente dei consulenti che si offrono di compilarlo in tua vece, non ti stanno facendo un favore! O peggio, che si presentino con un questionario già compilato, per non dire di questionari fatti firmare in bianco! Le cronache purtroppo sono piene di casi simili, perpetrati dagli istituti di credito, ed è proprio per evitare il ripetersi di certe tragiche situazioni che la MIFID2 è stata concepita; io credo che sia sempre meglio conoscere in anticipo come funzionano le cose, che doversene preoccupare quando ormai è troppo tardi, non trovi?

– L’investimento deve sempre essere adeguato 

Il portafoglio proposto deve essere progettato in funzione delle tue necessità ad esempio, l’ accantonamento di fondi per lo studio dei figli, accantonare denaro per la previdenza ecc. ogni strumento deve essere sempre coerente con il tuo profilo di rischio, ed il consulente è tenuto a darti spiegazioni chiare in che modo uno strumento aiuterà il raggiungimento di un tuo specifico obiettivo di vita.

I mercati si muovono che ci piaccia oppure no, ed un investimento fatto un anno fa, oggi potrebbe non essere più adeguato in termini di rischio complessivo, compito del bravo consulente sarà quello di monitorare in continuazione proprio la volatilità del portafoglio, andando ad intervenire ogni qualvolta la volatilità del portafoglio superi la soglia di adeguatezza fissata con il famoso questionario.

– Ricevi spiegazioni, chiedi spiegazioni 

Ogni volta che si rende necessario intervenire sul portafoglio per apportare modifiche, queste ti dovranno sempre essere giustificate in maniera chiara, il consulente ti dovrà sottoporre una relazione sintetica dei costi – benefici che tale operazione comporta, dimostrando senza ombra di dubbio, che il nuovo portafoglio proposto sia migliore del vecchio. Questo non significa necessariamente che abbia un rendimento maggiore, può darsi che il nuovo portafoglio risulti più aderente ai tuoi progetti, che il nuovo strumento proposto costi meno del precedente o che sia semplicemente meno rischioso a parità di costi, durata, ecc.

Se le spiegazioni ti sembrano insufficienti fai TU le domande, sempre! Sappi che noi consulenti siamo pagati proprio per questo, se le spiegazioni che ricevi non ti sono chiare, se non le capisci anche ad istinto allora dammi retta, lascia perdere!

– I costi 

Il tuo consulente deve sempre e ripeto sempre, mettere bene in chiaro tutti i costi, quanto costa ogni singolo strumento, non solo in percentuale, bensì in numeri assoluti, in Euro per intenderci, devi sapere a quanto ammontano i costi di ingresso, di uscita, di performance, di intermediazione, di acquisto, di vendita ecc. ed infine quanto costa la sua consulenza.

Questa è a mio avviso la novità più rilevante della MIFID2, ovvero la determinazione chiara dei costi della consulenza finanziaria, perché la consulenza si paga. Non lo sapevi? Credevi fosse gratuita? Non ti spaventare, sei nella norma, prima di farti salire il sangue agli occhi però, poniti una semplice domanda, l’avvocato lo paghi? Il dentista lo paghi? Perché allora non dovresti pagare il consulente finanziario?

La professionalità si paga certo, fino a qui nulla di nuovo, ma in questo caso hai uno strumento in mano che ti consentirà di fare dei confronti, sempre tenendo presente il motto chi più spende meno spende. Tieni sempre a mente che ad un prezzo minore, non corrisponde quasi mai una qualità maggiore!

Benissimo sei giunto/a fino a qui, spero di averti chiarito un pochino le idee, ma adesso dimmi la tua pensi che quanto detto sopra possa rivelarsi utile per te ed in che modo?

Fammelo sapere nei commenti per favore, sarò ben lieto di poterti rispondere magari fugando altri tuoi dubbi in merito.

Vuoi approfondire questo tema? Partecipa alla conferenza che terrò a Mantova il 23 Aprile 2018 dedicata alla tutela dei risparmiatori. 

Puoi iscriverti direttamente cliccando sull’immagine qui in basso! 

 

Non sei di Mantova ma ti piacerebbe essere costantemente informato/a sui temi del risparmio? NULLA DI GRAVE!

Ti basta iscriverti alle mie newsletter! 

26 Mar 2018

Tutela del risparmio MIFID2 Le 3 cose che DEVI Sapere!

L’entrata in vigore delle MIFID2 ha aggiunto importanti novità in merito alla tutela del risparmiatore. 

MIFID2, Il nuovo Pacchetto di normative varato dalla comunità europea ed entrato in vigore dal 3 gennaio 2018, che va ad integrare e migliorare le normative a tutela del risparmio già in vigore. Questa questa volta però, con un occhio di riguardo proprio per i risparmiatori ed una considerevole stretta normativa sulle banche e società di gestione, vediamo insieme perché riguarda tutti noi risparmiatori (anche io lo sono) e quali a mio avviso, sono le novità più importanti che devi assolutamente conoscere. 

1) Maggiore trasparenza sui costi

Il passo forse più importante e che ci riguarda più da vicino, sarà dato dall’obbligo per tutte le banche e le reti bancarie di consulenza finanziaria, di specificare in maniera chiara quanto stai spendendo per farti gestire i risparmi, non più quindi con una percentuale, bensì in numeri assoluti. Vero che tali informazioni in realtà ci sono sempre state, ma le trovavamo solitamente sepolte sotto quintali di normative scritte in aramaico antico, all’interno dei documenti di sintesi che di sintetico avevano ben poco, e pochi erano coloro che effettivamente leggevano (e leggono tuttora) tutta questa documentazione, ma la cosa grave è che sono ancora meno quelli che riescono a decifrarla!

Quindi a partire dagli estratti conto e dalle documentazioni del mese di Marzo 2019 tutte le spese che sosteniamo per farci gestire i nostri risparmi, dovranno invece essere messe ben in evidenza voce per voce, inoltre i prospetti, dovranno essere redatti con un linguaggio che sia più facilmente comprensibile, niente aramaico antico quindi. 

2) Categorizzazione dei clienti

Vero è che con la MIFID1 i questionari di adeguatezza erano in vigore fin dal 2007, ma di fatto non hanno impedito collocamenti poco chiari (per usare un eufemismo) di strumenti finanziari decisamente non idonei a risparmiatori che non erano in grado di gestire tali strumenti, con tutti i casi di risparmio tradito e tragedie personali di cui la cronaca si è purtroppo occupata in questi ultimi anni.

I nuovi questionari proposti dalla MIFID2, saranno molto più mirati ad ottenere una profilazione del cliente che consenta anzitutto, la separazione netta fra cliente al dettaglio e cliente professionale.

Questo perché è determinante comprendere, oltre alle conoscenze ed alle esperienze in materia finanziaria, anche la personale propensione al rischio ed anche quale sarà la soglia di tolleranza del risparmiatore di fronte ad eventuali perdite.

Ti ricordo che secondo la MIFID2 tale questionario dovrà essere aggiornato almeno 1 volta all’anno.

Questo è un aspetto determinante, perché grazie ai risultati di detto questionario, ci saranno dei limiti alla tipologia di strumenti che ti potranno essere proposti.

3) Governance, controllo e qualifiche professionali 

Cambierà il concetto stesso di produzione degli strumenti finanziari, le case di produzione dovranno infatti comunicare verso quale tipo di investitore lo strumento è progettato, ed anche a quale tipologia di risparmiatore tale strumento non dovrà mai essere proposto.

Alle autorità preposte al controllo sono infatti allargati gli orizzonti dei poteri che consentiranno loro di intervenire direttamente sia in fase di progettazione di uno strumento finanziario che in fase di collocamento potendo bloccare oppure limitare la vendita dello strumento preso in esame.

Ultimo, ma non ultimo, i distributori  (cioè le banche) dovranno essere in grado di dimostrare agli organi di Vigilanza, che i propri addetti alla proposta di strumenti finanziari, siano in possesso di competenze e conoscenze adeguate per poter svolgere “consulenza”.

Da questo punto di vista, l’iscrizione all’Albo Unico dei Consulenti Finanziari è garanzia del possesso dei requisiti richiesti da Mifid 2.

In realtà c’è ancora molto altro da dire…

Se desideri approfondire questo tema, magari con degli esempi pratici, il 23 Aprile p.v. sarò a Mantova e terrò per l’occasione un convegno dedicato proprio alla tutela del risparmiatore.

Ti lascio qui di seguito il link per avere maggiori Info e per iscriverti.

Non sei di Mantova e ti piacerebbe comunque poter partecipare? Non è assolutamente un problema CONTATTAMI e riceverai GRATUITAMENTE un PDF con la sintesi degli interventi.

A presto

Mauro

 

23 Mar 2018

Investire con successo si può ma è questione di Pazienza e Disciplina!

Investire con successo è veramente possibile a patto che si rispettino determinate condizioni.

 

Cosa dici? Bisogna avere un sacco di soldi? Certo può aiutare molto ma non è indispensabile, investire con successo si può ed anche con cifre piccole, piccolissime!

Il denaro è soltanto uno strumento, le condizioni che devi possedere per investire con successo o meglio, per raggiungere i tuoi obiettivi di vita, dare corpo ai tuoi sogni, devi possedere caratteristiche peculiari che poco hanno a che vedere con i soldi, il segreto dei grandi finanzieri altro non è che…

 

Pazienza e disciplina!

Molta, moltissima pazienza e tanta, tantissima disciplina! Sì sono proprio questi i segreti del successo o meglio, i segreti che ti consentiranno di raggiungere i tuoi obiettivi di vita di concretizzare i tuoi progetti!

Io svolgo la professione di consulente finanziario già da qualche annetto ormai e le domande che mi sono sentito rivolgere negli anni sono sempre le stesse:

  • Dove posso investire in maniera sicura?
  • Hai qualche titolo interessante da suggerirmi?
  • Dammi qualche dritta tu che sei nell’ambiente!

Queste sono le domande più comuni che mi vengono rivolte quasi quotidianamente, come se io fossi a conoscenza di chissà quale informazione segreta, o di qualche investimento miracoloso su dei mercati innovativi!

Queste persone le capisco, comprendo bene il loro affanno, sempre alla ricerca della “pista calda” del titolo del momento…

Dietro queste domande in realtà si nascondono grandi aspettative, ottenere quegli extra rendimenti che potranno soddisfare quei bisogni, quei progetti che da tempo, da troppo tempo, giacciono nel cassetto.

– Forse ti deluderò ma devi sapere la verità

La matematica (che non è un’opinione) ci insegna che non esiste un singolo investimento che possa soddisfare la molteplicità dei bisogni finanziari di lungo periodo che tutti noi possediamo.

Sovente le persone rimangano a dir poco perplesse, quando cerco di spiegare loro con tutta la calma di questo mondo, che non avranno mai risposta alle richieste di cui sopra se prima non ci si siede attorno ad un tavolo e si affrontano altre domande del tipo:

  • Perché stai risparmiando?
  • Che obiettivi intendi raggiungere con i tuoi risparmi?
  • Quali sono i tuoi progetti di vita per i prossimi 5 anni?
  • E per i prossimi 15/20 anni?
  • Qual’è la tua capacità di risparmio effettiva?
  • Ritieni di dover prelevare tutto o in parte questi denari?
  • Quanto sei disposto/a a rischiare?

Queste sono soltanto alcune delle domande a cui bisognerà dare una risposta chiara, prima di pensare a come investire, o meglio a studiare una strategia d’investimento che ti metta nelle condizioni migliori per raggiungerli davvero i tuoi progetti di vita, senza passare l’esistenza saltando di palo in frasca, alla ricerca del “Titolo sicuro” con l’unico risultato di sprecare tempo, energie e…parecchio denaro!

Invece di chiedermi su quali mercati o prodotti conviene investire, perché non provi a chiedermi:

 

COME dovrei investire?

– Risparmiare è come fare una dieta

Esatto proprio così, mi rendo conto di non essere particolarmente originale e frizzante, ma funziona in questo modo, proprio come le diete, tutti noi sappiamo che mangiare meno, in maniera più equilibrata e fare esercizio fisico quotidiano, ci consentiranno non soltanto di perdere peso, ma anche di evitare pericolose patologie, certo lo sappiamo, ma poi lo facciamo davvero?

Una dieta sai cosa richiede? Richiede 2 cose:

  • Costanza
  • Disciplina

Ma preferiamo invece le scorciatoie, ed ecco perché su internet e negli scaffali delle librerie si affollano tonnellate di libri e contenuti che promettono la dieta del momento, perdere peso senza sforzo ed in poco tempo, 20 Kg in 5 giorni! E via discorrendo.

Nella finanza accade esattamente la stessa cosa, internet e le librerie sono piene di testi e contenuti che ciclicamente ci propinano…

 

La dritta finanziaria del secolo!

Impostare e portare avanti una strategia d’investimento, pianificare, monitorare i risultati è molto difficile farlo da soli, per questo lavorare a stretto contatto con un consulente che, al pari del tuo personal trainer in palestra, può aiutarti a mantenere quella disciplina, quella costanza, che sono le doti ssolutamente necessarie per raggiungere i tuoi obiettivi molto più che il titolo caldo del momento, o di tutta la fuffa che gravita intorno al mondo della finanza.

– La gratificazione

Rinunciare agli stimoli, in attesa di una gratificazione futura è davvero molto difficile, in particolar modo oggi, che siamo letteralmente bombardati da stimoli di tutti i generi dalla mattina alla sera.

Questo spiega perché risulta più facile spendere centinaia di euro per una smart TV (quando ne possiedi già Tre) oppure per lo smartphone ultimo modello, mentre risulta difficilissimo trovare quegli euro extra da dedicare al risparmio che un giorno, molto lontano (in apparenza), ti consentirà di ottenere una gratificazione maggiore, la gratificazione data dal conseguimento dei tuoi progetti di vita.

– Hai fatto il Piano? Allora rispettalo!

Una volta che insieme al tuo consulente di fiducia avete delineato un piano di investimento, la miglior cosa che tu possa fare è:

 

Rispettarlo!

La letteratura finanziaria, i giornali, le esperienze personali mie, tue e dei tuoi conoscenti traboccano di esempi di risparmiatori che hanno investito i loro soldi e sono rimasti fortemente delusi e sai perché?

Perché nella stragrande maggioranza dei casi non hanno rispettato, ammesso che ne avessero uno, un piano strategico, non hanno rispettato i tempi dell’investimento, con il risultato di ottenere performance molto al di sotto delle reali performance dei mercati.

La stragrande maggioranza degli investitori non fa altro che entrare ed uscire in continuazione dai mercati sempre alla ricerca del “colpaccio” con il risultato di uscire nel momento peggiore, ovvero quando i mercato sono in forte ribasso, perché presi dall’ ansia e rientrare nel momento meno adatto, quando i mercati rimbalzano, con l’unico risultato di distruggere i propri risparmi ed ingrassare di commissioni le banche.

– Concludendo

La più concreta, semplice e probabilmente la migliore risposta che posso dare alla domanda “come posso investire?” è la seguente:

 

Fai un piano e rispettalo fedelmente con pazienza e disciplina!

Mi sento anche di aggiungere in tutta franchezza di non farlo da solo, fatti aiutare da un professionista, soltanto insieme potrete concretamente creare una strategia vincente.

Adesso però dimmi la tua, pensi che per poter investire saggiamente siano necessarie pazienza, tempo e disciplina?

Fino ad oggi come hai gestito i tuoi risparmi?

Dimmi cosa ne pensi nei commenti e sarò lietissimo di poter conversare con te sul tema.

A presto

Mauro

 

23 Mar 2017

I 4 Principi del Risparmio

Perché risparmiamo? Domanda banale, ma non la risposta! I 4 principi fondamentali del risparmio.

 

Quando mettiamo via dei soldi lo facciamo perché abbiamo in mente degli obiettivi, realizzare dei progetti o dei sogni, che sono diversi per ognuno di noi, perché anche se in apparenza simili siamo tutti diversi, ciò che io reputo importante potrebbe non esserlo per un’altra persona, ognuno di noi sviluppa delle aspettative della propria vita del tutto personali.

 

 

 

 

Ma esistono degli obiettivi di vita che in qualche modo ci accomunano ad esempio:

 

  • Acquisto di un auto
  • Spese per i figli piccoli
  • Acquisto di una casa
  • Spese del matrimonio
  • Spese per lo studio dei figli
  • Accantonare per la pensione

 

Molti degli esempi che ti ho fatto sopra sono fra gli obiettivi di vita più comuni, resta fermo il fatto che ognuno di noi ne svilupperà di propri, ma per poterli realizzare ci servono i soldi.

I soldi vanno accantonati, protetti, possibilmente aumentati di valore, per fare in modo di possederli quando arriva il giorno della messa in pratica del mio progetto di vita.

Nel mio video ti vado a fornire 4 principi base per cominciare ad entrare nel mondo del risparmio consapevole.

 

Primo principio: LA DIVERSIFICAZIONE 

La diversificazione dei propri investimenti è determinante per assicurarsi l’efficacia di non perdere denaro durante il cammino vero il proprio obiettivo di vita, bisogna diluire in qualche modo il rischio perché:

Non esistono investimenti privi di rischio!

 

Quindi il controllo del rischio lo si può determinare attraverso una corretta diversificazione.

 

Secondo Passo: ATTENZIONE A DOVE METTI I SOLDI!

A seguito entrata in vigore del Bail in (leggi anche: Bail In gli strumenti per difendersi) prima di scegliere l’istituto con il quale intendi collaborare fai un’attenta analisi!

Leggi anche: I 6 Indicatori da Considerare (PRIMA) di scegliere una Banca

 

Terzo passo: GESTISCI L’EMOTIVITÀ

Noi siamo persone, le persone sono fatte di emozioni, i mercati sono l’espressione delle emozioni di tutti i partecipanti, conoscere le proprie emozioni, saperle riconoscere e di conseguenza imparare a gestirle è un punto fondamentale.

A questo proposito puoi leggerePrima di investire attenzione all’ eccesso di sicurezza

E’ un percorso difficile quello di riconoscere e saper gestire le proprie emozioni, per questo abbiamo tutti noi bisogno di una persona che ci aiuti, che ci faccia vedere i pericoli anche dove noi non li vediamo, una persona che faccia queste cose tutti i giorni.

 

Quarto passo LA PIANIFICAZIONE 

Chi pianifica, coloro che si organizzano in anticipo, ottengono maggiori risultati da chi si lascia guidare dalle casualità del momento, la strada sicura per la dispersione delle risorse!

Leggi se vuoi: Investire certo ma con pazienza e disciplina

Ma adesso ti lascio al video e ricorda di dirmi la tua nei commenti e di iscriverti alle mie newsletter od al canale YouTube (meglio se entrambi) così non ti perderai i miei prossimi video ed articoli.

P.S.

Se poi desideri che vengano trattati argomenti specifici fammelo sapere nei commenti sarò lieto di poterti aiutare.