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07 Dic 2018

Impara a gestire i tuoi risparmi in 8 mosse!

Ogni risparmiatore del mondo è convinto di avere saldamente in mano le redini del proprio risparmio, come è convinto di essere un ottimo guidatore.

Purtroppo, sappiamo entrambi che non sempre è così, siamo tutti sinceramente convinti di essere ottimi e prudenti guidatori vero ma poi, alla prova dei fatti, sappiamo anche di commettere degli errori, in assoluta buona fede certo, ma che purtroppo, a volte possono comportare conseguenze anche pesanti.

Per tale ragione voglio offrirti questa mini guida, in cui ho sintetizzato in 8 passi i principi generali a cui si dovrebbe ispirare qualsiasi risparmiatore per gestire al meglio le proprie risorse, in più ti svelerò un paio di segreti che ti consentiranno di evitare brutte sorprese.

1 – Stabilisci i tuoi obiettivi di vita

Non è pensabile parlare di come andrebbero gestiti i propri risparmi se non si ragiona anzitutto in termini di obiettivi di vita; pertanto il primo passo concreto riguarderà te stesso e la tua famiglia.

Devi fare una profonda riflessione su quali saranno i tuoi progetti di vita (e di spesa) nel breve (6 mesi – 1 anno) nel medio (3 – 5 anni) e lungo periodo (10 anni ed oltre) senza andare possibilmente in confusione 🙂

Eccoti qualche esempio di progetto di vita:

  • Accantonare denaro per pagare gli studi universitari dei figli
  • Aprire una posizione previdenziale per te o per i tuoi figli
  • Acquistare una casa
  • Reperire le risorse per il matrimonio della figlia
  • Accantonare riserve per la pensione

E via discorrendo, ogni persona è diversa dall’altra ed ognuno di noi ha i propri personalissimi obiettivi a cui aspira, che possono differire notevolmente in base all’età, alla situazione finanziaria, a quella famigliare ed altri mille fattori.

A questo punto procurati carta e penna ed incolonna i tuoi progetti in ordine d’importanza (e di spesa) successivamente “spalmali” su una linea temporale a cominciare dal più immediato fino al più distante nel tempo, in questo modo andrai a definire gli orizzonti temporali su cui dovranno basarsi tutti i tuoi successivi ragionamenti su quali strumenti andranno utilizzati per reperire le risorse necessarie al raggiungimento dei tuoi progetti.

Approfondisci guardano il video:  Prima d’investire hai valutato l’orizzonte temporale?

2 – Stabilisci un piano e rispettalo!

Determinati gli obiettivi è giunto il momento di mettere giù un piano strategico d’investimento, cominciare a determinare quale tipologia di strumenti saranno i più indicati per partire dal punto A e giungere (possibilmente indenni) al punto B.

Lo strumento giusto per l’obiettivo giusto, prima si penserà agli obiettivi a quello che si vorrebbe fare con il denaro e quanto denaro servirebbe per concretizzarli, partendo dalla situazione attuale, soltanto dopo si cercherà lo strumento più idoneo allo scopo in un processo in cui dovrai:

Mediare fra risorse di partenza, risorse finali, tempo a disposizione e quanto rischio sarà accettabile per raggiungere lo scopo

Se per il reperimento delle risorse future, potrebbe non essere sufficiente il tempo che supponi di avere a disposizione, allora potrai o allungare i tempi, oppure aumentare il livello di rischio/rendimento oppure ancora entrambi i fattori, in qualsiasi caso gli elementi su cui dovrai lavorare saranno:

  • Obiettivo da raggiungere
  • Situazione patrimoniale attuale
  • Situazione patrimoniale finale
  • Orizzonte temporale a disposizione
  • Tolleranza al rischio

Qui la faccenda si complica lo so, non è una cosa semplice (Ho detto che non è semplice non impossibile!) la soluzione per questa attività esiste, affidati ad uno specialista, il quale eseguirà il corretto processo di analisi, saprà aiutarti nel mediare fra le diverse variabili poc’anzi esposte, inoltre sarà stabilire quale sarà il giusto grado di rischio che potrai permetterti senza andare in difficoltà.

Insieme andrete successivamente a selezionare quegli strumenti che meglio si adatteranno allo scopo, non solo in termini di rischio/ rendimento ma anche in termini di orizzonti temporali e costi di gestione.

Una volta approntato il piano attieniti fedelmente ad esso, nel tempo potrebbero rendersi necessarie delle modifiche (purché sempre contestualizzate)  a causa di eventi sui mercati non previsti e non prevedibili oppure, il caso più frequente, quando avrai raggiunto un obiettivo e si dovrà pensare a come raggiungere il successivo.

3 – Diversificazione e decorrelazione

Dos è meglio che one recitava una vecchia pubblicità, molti titoli sono sicuramente meglio che pochi o peggio di uno solo, per un motivo semplice, con un solo titolo ti accolli tutti i rischi espliciti ed impliciti che esso incorpora, mentre investendo in piccole percentuali su diversi strumenti i rischi si vanno in un certo senso a diluire.

Leggi anche Fondi Comuni come (Dovresti) utilizzarli

Il secondo segreto da conoscere per una buone gestione dei risparmi è che dovresti cercare sempre la massima diversificazione possibile, intesa nel prendere posizione su più mercati diversi in zone geografiche, paesi e valute differenti.

Potrai cominciare con una prima diversificazione prendendo posizione:

  • Geografica
  • Settoriale
  • Valutaria

Geografica: Prendere posizione su mercati in vari paesi o aree geografiche: Europa, Paesi emergenti, Africa oppure su singoli paesi: Cina, USA, Indonesia ecc. in modo da sfruttare i vantaggi offerti dalle diverse economie mondiali.

Settoriale: Mercati diversi, biotecnologie, servizi, materie prime (legno,acqua,minerali vari), trasporti, ecc.

Valutaria: infine prendere posizione su diverse valute oltre all’Euro come Dollari, Yuan, Franchi Svizzeri ecc.

La diversificazione è fondamentale per rendere il portafoglio il meno correlato possibile, per fare in modo che i tuoi diversi investimenti si muovano possibilmente in direzioni opposte in questo modo bilancerai il tuo portafoglio riducendo i rischi al minimo, perchè quando un mercato od un settore scende ne abbiamo sempre un altro che sale.

Guarda anche il mio video: Con i Risparmi non fare a testa o croce…

4 – Impara a gestire la tua emotività

I mercati salgono, i mercati scendono, lo fanno tutti i giorni, da sempre.

Non c’è nulla di più deleterio per i risparmiatori di tutto il mondo, che la loro fondamentale incapacità di poter gestire le proprie emozioni e questo, i grandi squali della finanza internazionale lo sanno benissimo…

Non cadere nella trappola dell’emotività, hai fatto i tuoi conti, sai dove vuoi arrivare, hai pagato uno specialista per acquisire i giusti strumenti e che monitori costantemente il loro andamento, a questo punto il tempo e soltanto lui sarà il tuo migliore amico, nel lungo periodo infatti si portano sempre a casa risultati positivi.

Evita di spaventarti quando leggi i giornali, con le notizie catastrofiche ci vanno a nozze da sempre; se hai dei dubbi parlane con il tuo consulente, ponigli tutte le domande che ritieni necessarie, per favore non seguire il gregge e non permettere mai ai fatti di piegarsi di fronte alle tue idee al contrario, dovranno essere loro a piegarsi ai fatti.

Stai molto attento anche all’eccesso di sicurezza il quale, se entro certi limiti è addirittura benefico (anche fisicamente) dall’altro ti può giocare brutti scherzi.

Non perderti il mio video: Comperare e vendere sì…ma quando?

5 –  Reinvesti ogni volta che puoi

Hai un polizza di previdenza? Ogni anno potrai detrarre una certa cifra dai versamenti fino ad un massimo di 5.164 euro e rotti, quando ti verranno rimborsati sul 730, reinvestili nella tua polizza, fallo anche con tutti quegli strumenti che ti offrono dei rendimenti, se non hai effettive necessità di coprire delle spese preventivate, reinvesti sempre gli interessi così potrai sfruttare la magia dell’interesse composto!

Guarda con attenzione il mio video: Interesse composto come funziona veramente

Ti riesce complicato farlo? Allora usa una formula PAC (Piano Accumulo Capitale) per una parte del tuo portafoglio, con questo sistema potrai prendere posizione su mercati più redditizi, ma anche più volatili a piccoli passi, sfruttando anche qui l’interesse composto e potrai inoltre mediare in maniera redditizia sul valore delle quote.

Per saperne di più guarda: Come Funziona il Piano Accumulo Capitale

6 – Non correre dietro ai rendimenti

Non correre dietro alle previsioni di Tizio o di Caio, nessuno conosce il futuro è una delle poche certezze che abbiamo in questa vita, mantieniti fedele al tuo piano e non cominciare a vendere e ricomprare in continuazione, i soldi facili non sono mai esistiti né mai esisteranno, vendere e ricomprare significa costi di liquidazione, commissioni di ingresso e imposte da pagare sulle plusvalenze, l’unico risultato sicuro (faccio questo mestiere da sufficiente tempo per saperlo con certezza) è che alla fine rimarrai soltanto con il cerino in mano, nella migliore, e dico migliore delle ipotesi.

7 –  Non esporre i tuoi risparmi alle aggressioni esterne

Tema in realtà piuttosto articolato, che esplorerò più approfonditamente nei prossimi articoli, ma che si può riassumere in:

Non lasciare i soldi fermi sul conto!

Come detto poco fa, io non so cosa accadrà domani, pertanto evita di lasciare i soldi su un conto il quale è particolarmente esposto in caso di patrimoniali, Bail In, prelievi forzosi,certo sto parlando di situazioni estreme, ma che si sono già verificate in passato quindi la parola impossibile in questo caso non esiste.

Leggi anche: Proteggere i Risparmi? Usa una Unit Linked!

Investire in strumenti quali i Fondi Comuni, gli ETF oppure le Polizze, ti garantiranno protezione al verificarsi degli eventi di cui sopra, inoltre cerca di farlo se ti è possibile, in strumenti di diritto estero, in modo che il tuo denaro non si trovi in Italia in caso di “problemi”.

8 –  NON fare tutto da solo/a

Guarda che non te lo sto dicendo per proporti chissà quale affare mirabolante, te lo sto dicendo perché purtroppo mi capita di vedere tutti i giorni i danni che in assoluta buona fede si arrecano ai propri sudatissimi risparmi, la finanza è un mondo complesso e la gestione di un portafoglio risparmi richiede costanza e competenze specifiche.

Quando hai male al pancino ti rivolgi ad un medico oppure ti curi con delle erbe che hai raccolto a casaccio nel bosco?

Non c’è nulla di male nel farsi aiutare da un consulente di fiducia, esponigli i tuoi dubbi le tue perplessità, parlagli dei tuoi progetti di vita, ti ricordo nel caso non lo sapessi, che il consulente finanziario al pari dell’avvocato o del medico è vincolato al segreto professionale.

Perché un consulente? Perché si tratta del futuro tuo e dei tuoi cari!

Se al momento non hai un consulente di fiducia non preoccuparti CONTATTAMI, due parole non impegneranno nessuno di noi, ma potrebbero fare la differenza per te.

– Conclusioni

In conclusione direi che il processo per una buona gestione dei propri risparmi passa da questi semplici step e 9 volte su 10 la fonte dei guai deriva proprio dal non aver rispettato questi passi.

Adesso però dimmi la tua, ritieni che seguire questi passi sia sufficiente per gestire al meglio i tuoi risparmi o ritieni di aggiungerne altri?

A presto

Dott. Mauro Valentino

P.S.

Se desideri parlare con me in forma più riservata clicca sull’immagine qui sotto.

 

27 Giu 2018

Prima d’investire…Hai valutato l’Orizzonte Temporale?

Orizzonte temporale, ovvero per quanto tempo si suppone di poter tenere investiti i propri soldi, nel mio video di oggi ti spiegherò perché è così importante.

Prima di avvicinarti a qualsivoglia investimento le domande a cui dovresti dare una risposta sono essenzialmente due:

 

  1. Aspettative di rendimento
  2. Quanto tempo avrai davanti

 

Definito un progetto di vita, analizzate le risorse attuali a disposizione, si andrà a determinare entro quanto tempo il progetto si dovrebbe concretizzare, stabilito questo si ragionerà sulle aspettative di rendimento, gli interessi che ci si attende dall’investimento.

I mercati finanziari nel breve periodo hanno comportamenti imprevedibili, con delle oscillazioni sovente molto accentuate, ma se allarghi il periodo in esame, il tempo per capirci, noterai che i movimenti sono più stabili di quanto non sembri a prima vista, si muovono sostanzialmente per cicli.

In definitiva direi che il tuo miglior amico è il tempo, colui che ti aiuterà a superare i momenti difficili indenne.

 

Adesso rilassati e guarda il video.

 

 

Lo hai guardato tutto? Ottimo, dimmi pure cosa ne pensi nei commenti e ponimi pure tutte le domande che vuoi.

Commenta liberamente anche se il video non ti è piaciuto e fammi sapere se ci sono parti che a tuo avviso modificheresti, saresti di grande aiuto per potermi migliorare.

A presto

Mauro Valentino

www.maurovalentino.com

P.S.

Se guardando i miei video ti vengono in mente argomenti specifici che ti piacerebbe fossero trattati, fammelo sapere nei commenti, sarò lieto di poterti accontentare.

18 Apr 2018

Come riconoscere un buon consulente finanziario? Qui te lo spiego!

In questo articolo ti spiegherò come e da che cosa secondo me, si riconosce un buon consulente finanziario.

 

Con l’avvento della MIFID2 acronimo di Market In Financial Instruments Directive, che facendo seguito alla precedente direttiva Europea conosciuta come MIFID1 segna un notevole passo in avanti verso una maggiore tutela dei risparmiatori; esistono infatti una serie di nuove regole (ne parlo qui) che non tutti conoscono, o meglio che non conosce quasi nessuno.

In seguito all’ingresso di queste nuove normative, In Italia sono operative dal 1 Gennaio 2018, ho pensato questo articolo come ad un piccolo manualetto di sopravvivenza in 5 semplici punti, aventi lo scopo di aiutarti nella scelta del tuo nuovo consulente finanziario, oppure per valutare meglio quello attuale. Vediamo adesso insieme come fare per riconoscere un buon consulente finanziario.

– Anzitutto le credenziali

A me piace sapere chi ho di fronte ed a te? Ogni consulente finanziario, che sia indipendente oppure appartenga ad una Banca-rete, deve essere SEMPRE  iscritto all’albo dei consulenti, per coloro che sono iscritti alla banca rete, hanno sempre (o almeno dovrebbero) avere con se una lettera di mandato in originale, da far visionare al potenziale cliente in occasione della prima visita. Ti ricordo che il consulente finanziario è autorizzato ad operare fuori sede, può quindi recarsi personalmente presso il domicilio del cliente.

Pertanto prima di usufruire dei suoi servigi, controlla sempre sull’albo dei consulenti se risulta correttamente iscritto, puoi anche fare, se ti va, una capatina sui social, per approfondire la conoscenza, un’occhiata su LinkedIn non guasta, osserva con attenzione il profilo, se è ben curato in termini di immagine e relativa Bio, il nostro consulente pubblica articoli e post? Leggili, per capire fino a che livello si spingono le sue competenze, ci sono gli attestati e le sue certificazioni? In questo modo potrai conoscere quali competenze specifiche possiede, quali attestati e titoli possiede per poter esercitare.

– Conoscenza personale e questionario di profilatura 

Il buon consulente è colui che prima di mettersi a parlare di prodotti e prodottini, si siede vicino a te e cerca di conoscerti il più approfonditamente possibile, te ne accorgi dalle mille domande che ti porrà in merito alla tua famiglia, alla tua vita lavorativa e non, ai tuoi personali progetti di vita, si informerà sulla tua situazione patrimoniale, su quali sono i tuoi timori, su cosa ti spaventa e cosa no ecc. inoltre ti sottoporrà un questionario da compilare, sappi che è tenuto per legge a farlo. Diffida di quei consulenti che, conoscendo a malapena il tuo nome, hanno già le soluzioni preconfezionate oppure il prodottino bello pronto in valigetta, non sanno nulla di te, della tua famiglia, della tua vita, di cosa ti preoccupa e cosa no, di quali sono i tuoi progetti di vita mi riesce davvero difficile pensare che il prodottino di turno sia effettivamente in grado farteli raggiungere.

Ogni buon consulente che si rispetti sa, che prima di parlare di qualsivoglia investimento, deve farti compilare il questionario di profilatura, altro non è che una fotografia finanziaria, che serve ad identificarti come risparmiatore, a capire quanto rischio sei in grado di poterti assumere senza andare in difficoltà, le tue personali conoscenze ed esperienza in materia finanziaria e quali strumenti hai utilizzato in passato, per risolvere quale esigenza e via discorrendo. Il questionario è fondamentale, serve a darti una definizione, un punteggio se vuoi. Il tuo consulente ti deve spiegare come funziona ed una volta che il questionario ti avrà identificato, sarà compito del consulente finanziario spiegarti per bene che tipo di risparmiatore sei.

Sappi che questa profilazione non è monolitica, al contrario essa dovrà essere ripetuta qualora ci fossero dei cambiamenti nei tuoi progetti di vita, ad esempio scopri che tua figlia si sposerà oppure dovrà essere lo stesso consulente a riproportelo perché le condizioni di mercato sono cambiate in maniera significativa ed il tuo portafoglio potrebbe essere divenuto troppo sensibile andando a superare la soglia di sopportazione del rischio.

Diffida assolutamente dei consulenti che si offrono di compilarlo in tua vece, non ti stanno facendo un favore! O peggio, che si presentino con un questionario già compilato, per non dire di questionari fatti firmare in bianco! Le cronache purtroppo sono piene di casi simili, perpetrati dagli istituti di credito, ed è proprio per evitare il ripetersi di certe tragiche situazioni che la MIFID2 è stata concepita; io credo che sia sempre meglio conoscere in anticipo come funzionano le cose, che doversene preoccupare quando ormai è troppo tardi, non trovi?

– L’investimento deve sempre essere adeguato 

Il portafoglio proposto deve essere progettato in funzione delle tue necessità ad esempio, l’ accantonamento di fondi per lo studio dei figli, accantonare denaro per la previdenza ecc. ogni strumento deve essere sempre coerente con il tuo profilo di rischio, ed il consulente è tenuto a darti spiegazioni chiare in che modo uno strumento aiuterà il raggiungimento di un tuo specifico obiettivo di vita.

I mercati si muovono che ci piaccia oppure no, ed un investimento fatto un anno fa, oggi potrebbe non essere più adeguato in termini di rischio complessivo, compito del bravo consulente sarà quello di monitorare in continuazione proprio la volatilità del portafoglio, andando ad intervenire ogni qualvolta la volatilità del portafoglio superi la soglia di adeguatezza fissata con il famoso questionario.

– Ricevi spiegazioni, chiedi spiegazioni 

Ogni volta che si rende necessario intervenire sul portafoglio per apportare modifiche, queste ti dovranno sempre essere giustificate in maniera chiara, il consulente ti dovrà sottoporre una relazione sintetica dei costi – benefici che tale operazione comporta, dimostrando senza ombra di dubbio, che il nuovo portafoglio proposto sia migliore del vecchio. Questo non significa necessariamente che abbia un rendimento maggiore, può darsi che il nuovo portafoglio risulti più aderente ai tuoi progetti, che il nuovo strumento proposto costi meno del precedente o che sia semplicemente meno rischioso a parità di costi, durata, ecc.

Se le spiegazioni ti sembrano insufficienti fai TU le domande, sempre! Sappi che noi consulenti siamo pagati proprio per questo, se le spiegazioni che ricevi non ti sono chiare, se non le capisci anche ad istinto allora dammi retta, lascia perdere!

– I costi 

Il tuo consulente deve sempre e ripeto sempre, mettere bene in chiaro tutti i costi, quanto costa ogni singolo strumento, non solo in percentuale, bensì in numeri assoluti, in Euro per intenderci, devi sapere a quanto ammontano i costi di ingresso, di uscita, di performance, di intermediazione, di acquisto, di vendita ecc. ed infine quanto costa la sua consulenza.

Questa è a mio avviso la novità più rilevante della MIFID2, ovvero la determinazione chiara dei costi della consulenza finanziaria, perché la consulenza si paga. Non lo sapevi? Credevi fosse gratuita? Non ti spaventare, sei nella norma, prima di farti salire il sangue agli occhi però, poniti una semplice domanda, l’avvocato lo paghi? Il dentista lo paghi? Perché allora non dovresti pagare il consulente finanziario?

La professionalità si paga certo, fino a qui nulla di nuovo, ma in questo caso hai uno strumento in mano che ti consentirà di fare dei confronti, sempre tenendo presente il motto chi più spende meno spende. Tieni sempre a mente che ad un prezzo minore, non corrisponde quasi mai una qualità maggiore!

Benissimo sei giunto/a fino a qui, spero di averti chiarito un pochino le idee, ma adesso dimmi la tua pensi che quanto detto sopra possa rivelarsi utile per te ed in che modo?

Fammelo sapere nei commenti per favore, sarò ben lieto di poterti rispondere magari fugando altri tuoi dubbi in merito.

Vuoi approfondire questo tema? Partecipa alla conferenza che terrò a Mantova il 23 Aprile 2018 dedicata alla tutela dei risparmiatori. 

Puoi iscriverti direttamente cliccando sull’immagine qui in basso! 

 

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12 Mag 2017

Prima d’investire…Guarda la Volatilità!

La volatilità viene solitamente associata al rischio di credito, in realtà sono due concetti diversi, oggi ti spiego come funziona.

Mentre il rischio di credito misura in percentuale la possibilità che l’emittente di un titolo (Azienda o Nazione) possa fare default, con conseguente perdita totale del tuo denaro, la volatilità indica:

 

Il grado di variabilità

 

Il grado di variabilità appunto, intorno ad un suo valore medio, la puoi considerare come una misura della sensibilità che uno strumento finanziario possiede, di quanto può variare la sua quotazione in base alle variazioni del mercato di riferimento.

A cosa ti serve e come si misura? Guarda il video per scoprirlo…

 

Pensi che dopo aver visto la mia video pillola andrai a controllare la volatilità dei tuoi investimenti per scoprire quanto sono sensibili ai movimenti di mercato e quante perdite potresti aspettarti?

Dimmi la tua nei commenti, se vuoi sapere quanto i tuoi titoli siano volatili con maggiore esattezza, contattami compilando il form nella scheda contatti, puoi prenotare una seduta di

CONSULENZA GRATUITA!

19 Apr 2017

Sharpe Ratio tutto quello che (DEVI) sapere

Sharpe Ratio un utile indicatore per confrontare la rischiosità implicita di un investimento.

Un caro amico mi ha scritto chiedendomi di fornirgli spiegazioni su di un indice di cui ha sentito parlare lo Sharpe Ratio.

Immagina per un attimo di essere al supermercato, (tutti ci siamo stati almeno una volta) come avrai avuto modo di notare, il costo di un prodotto è espresso come prezzo al Kg oltre all’importo della singola confezione a che serve?

Serve a poter fare dei confronti fra più prodotti e poter quindi scegliere fra quello che mi sembra più conveniente in termini di rapporto qualità/prezzo.

Quando acquistiamo in un negozio ricerchiamo la maggiore qualità possibile al prezzo più conveniente, quando si investe dovrebbe accadere la stessa cosa, si ricerca il guadagno (performance) al minor rischio possibile.

Premesso che, maggiore è il rendimento che mi aspetto da un investimento maggiore sarà anche il rischio che mi dovrò accollare, vien da se che devo poter capire se il rischio che mi sto accollando è congruo rispetto al rendimento che spero di poter ottenere

E qui entra in ballo lo Sharpe Ratio…(guarda il video per scoprire come funziona).

 

Adesso che hai visto il mio video dimmi cosa ne pensi, credi che l’utilizzo di questo indice ti possa aiutare per poter confrontare diverse soluzioni di investimento?

Dimmi pure la tua nei commenti e poi iscriviti alle newsletter (no SPAM) così no ti perderai i miei prossimi contenuti.