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15 Gen 2019

LE 4 FASI DEL RICAMBIO GENERAZIONALE

Quando si assume consapevolezza della necessità di pianificare il ricambio generazionale nella propria impresa?

 

Nella mia personale esperienza in qualità di consulente finanziario, molte volte mi è capitato di assistere alcuni imprenditori nella pianificazione del proprio ricambio generazionale e devo dirti che almeno in questo campo, non possiedo una risposta univoca.

Esistono è vero, alcuni fattori che influenzano la presa di coscienza della necessità di organizzare il ricambio generazionale in azienda, quali ad esempio l’età, lo stato di salute o l’età dei propri figli, che finiscono tutti inevitabilmente con lo spingere l’imprenditore a mettere in campo iniziative dedicate quando ormai è troppo tardi spesso incalzato dall’urgenza, andando a commettere errori inconsapevolmente certo, ma dalle conseguenze disastrose..

Ad oggi sono molto poche le aziende dove il ricambio generazionale viene organizzato per tempo, pertanto spero con questo mio articolo di fornirti quegli strumenti utili affinché anche tu possa organizzarti e traghettare la tua azienda alla prossima generazione senza frizioni.

In base alla mia personale esperienza il ricambio generazionale è un processo che dovrebbe partire da lontano, addirittura da quando i nostri figli concludono la scuola dell’obbligo se non prima, il che mi ha portato a dividerlo in 4 fasi distinte:

 

  • Fase 1: La maturazione culturale / personale
  • Fase 2: Ingresso in azienda
  • Fase 3: Convivenza padre e figlio/a in azienda
  • Fase 4: Subentro definitivo al comando

 

 

 

 

Come prima cosa sappi che in ognuna di queste fasi, che dureranno diversi anni come facilmente intuibile, dovrai procedere alla verifica costante delle qualità personali e professionali che nel tempo, andranno ad emergere in colui/lei che un giorno prenderà il tuo posto alla guida dell’impresa.

Il perché di queste valutazioni è chiaro, nel caso non dovessero venire a galla nella nuova generazione le capacità richieste per dirigere efficacemente un’azienda, oppure più semplicemente, la nuova generazione dovesse maturare altre vocazioni e di conseguenza seguire altri percorsi, questo ti metterà nelle condizioni migliori possibili per poter correre ai ripari in tempo, optando per altre soluzioni alternative ad esempio facendo ricorso ad un eventuale manager esterno financo nei casi più estremi, procedere alla vendita dell’azienda, o altre soluzioni intermedie.  

  • Fase 1: Processo di maturazione

Il processo di maturazione dei propri figli è molto complesso ed articolato coinvolge scelte diverse e percorsi non solo formativi ma anche interiori, quali la scelta del tipo di studi la ricerca della vocazione personale e la formazione del carattere, dove la famiglia ha una grande responsabilità andando ad aiutare i giovani a scoprire se stessi e le loro abilità.  

Il percorso universitario dovrà tenere conto degli interessi e delle inclinazioni personali del giovane, evitando qualsivoglia imposizione per non incidere negativamente sull’autostima e demotivare sul nascere i nostri figli.

Un aspetto su cui porre particolare attenzione è quello senza dubbio di offrire una formazione che sia di livello internazionale, dovrai promuovere (ove possibile) percorsi di studio e soggiorno (anche per periodi lunghi) all’estero.

Ti dico questo perché le sfide che tutte le aziende italiane dovranno affrontare nei prossimi anni grandi o piccine che siano, si giocheranno sul piano internazionale e per poterci essere in maniera proficua la conoscenza approfondita della lingua, dell’ambiente oltre a possedere un network di contatti in loco saranno determinanti.

Comprendo come non sempre questo sia possibile, però un modo per aggirare l’ostacolo consiste, nei primi anni di lavoro cercare di far fare esperienza ai nostri figli in altre aziende che abbiano filiali estere, magari anche aziende più grandi della tua, questo porterà ulteriori vantaggi al giovane permettendogli di:  

 

  • Formarsi professionalmente ed umanamente
  • Accrescere la propria autostima
  • Sviluppare valutazioni chiare circa il proprio futuro
  • Dipendere da un capo esterno alla famiglia le cui opinioni sono più oggettive
  • Dimostrare a se stessi ed agli altri le proprie capacità
  • Allargare gli orizzonti acquisendo modelli imprenditoriali innovativi

 

Considera poi che un grande vantaggio del far fare esperienza a tuo figlio/a presso un’altra azienda, impedirà ai tuoi collaboratori il formarsi di pregiudizi nei suoi confronti, in particolar modo nei primissimi periodi di lavoro, quando inevitabilmente si commettono degli errori, in caso poi di più figli avrai una bella opportunità per poterli valutare separatamente ed al meglio.

FASE 2: Ingresso in Azienda

Qui bisogna guardare al futuro senza pregiudizi di sorta, non pensare che tuo figlio debba necessariamente svolgere lo stesso percorso che hai fatto tu 15 o 20 anni fa, anche se un periodo sulla linea del fuoco lo ritengo sempre opportuno, per consentire a tuo figlio/a di comprendere a fondo i processi produttivi, respirare l’ambiente, consolidare la necessaria autostima, nonché farsi conoscere e, si spera apprezzare dai collaboratori.

Un metodo che trovo molto efficace, consiste nell’affidare fin da subito al futuro erede limitate responsabilità mettendolo alle dipendenze di un manager, capo officina o stabilimento, che non siano parenti ovviamente, ancora meglio se possibile, di inviarlo a sviluppare le sue prime esperienze direttamente all’estero.

Il successivo percorso di carriera del giovane non lo possiamo definire a priori, ma un metodo efficace potrebbe essere quello di farlo partecipare di persona, ovviamente in silenzio alle tue riunioni con i collaboratori, i fornitori, i clienti e tutti gli altri attori legati all’impresa ed alla famiglia, quali il commercialista, il consulente finanziario, l’avvocato ecc.

In questo modo apprenderà il tuo metodo, il tuo modello imprenditoriale, avrà l’occasione di cominciare a farsi conoscere ed identificare chiaramente come il tuo successore da tutti gli attori che ruotano intorno all’impresa.

FASE 3: Periodo di convivenza

Prima o poi giungerà il momento in cui tu e tuo figlio/a vivrete un periodo di convivenza intergenerazionale, che potrebbe durare anche qualche annetto, dove governerete insieme l’azienda.

Ti dico che per poter gestire con successo questo passaggio sarà indispensabile stabilire fin dal primo momento anzitutto ruoli professionali chiari e separati, oltre a sviluppare una dialettica sana, in modo da scongiurare problemi di incomprensione ed evitare di giungere, come accade in molti (troppi) casi all’incomunicabilità.

Questo tipo di errore è piuttosto frequente, spesso imputabile all’ ego esagerato  dell’imprenditore, il quale gli  impedisce di fare una sana autocritica, anche se mi è capitato qualche volta di notare gli stessi atteggiamenti nei giovani subentranti, quando poi sia l’imprenditore che il giovane, sono entrambi dominati da un eccesso di “ego” allora il fallimento è garantito.

Atteggiamenti di questo tipo portano i genitori, ad immaginare il proprio modello d’impresa come l’unico possibile, senza essere disposti ad accettare qualsivoglia critica, al contrario i giovani sono spesso portati a considerare il modello dei padri come vecchio rendendo impossibile fare analisi oggettive su ciò che andrebbe mantenuto e ciò che andrebbe modificato o abbandonato.

 

FASE 4: Il subentro definitivo

Passaggio finale e conclusivo del giovane che abbia dimostrato capacità e passione consiste nel subentro definitivo al ruolo di capo dell’azienda.

Questo passaggio in apparenza semplice è molto più delicato di quanto non faccia piacere pensare, essendo un momento di forte emotività, da un lato il genitore che prende coscienza della propria vecchiaia, dall’altro per il giovane invece è il momento di realizzare un’aspirazione, motivo per cui molti genitori tendono a dilazionare questo momento, mentre i figli divengono sempre più impazienti in attesa di prendere definitivamente il comando.

Affinché questo importante passaggio finale si concluda nel migliore dei modi dovresti a mio avviso:

 

  • Rinunciare al tuo ruolo in maniera progressiva per rendere meno traumatico il passaggio per entrambi
  • Devi accettare il fatto che il subentro dei giovani porterà inevitabilmente al rinnovamento della formula imprenditoriale con modifiche che potrebbero anche essere radicali

 

E’ risaputo infatti che le aziende di successo non siano quelle in cui i giovani abbiano mantenuto lo stesso identico modello di business della generazione precedente, bensì quelle in cui sono stati capaci di metterlo in discussione, rinnovandolo anche in maniera profonda.

 

 

  • Concludendo

 

In conclusione un processo di pianificazione successoria dovrebbe partire da molto lontano, e seguire degli step che ti consentiranno di selezionare fra i tuoi eredi la risorsa migliore non solo in termini di preparazione professionale ma anche umana per poter dare continuità all’azienda.

Nel caso poi non dovessero emergere le capacità richieste, vuoi perché non presenti o perché i tuoi eredi scelgano percorsi di vita differenti, questo processo se pianificato per tempo ti lascerà ampio margine di manovra per studiare e mettere in pratica soluzioni alternative

Spero di esserti stao utile con questi miei piccoli suggerimenti ma adesso dimmi, come stai organizzando il tuo passaggio generazionale?

 

Hai seguito i passi di cui sopra oppure nel tuo caso hai selezionato un percorso diverso?

 

Fammelo sapere nei commenti, sarò lieto di poter discutere l’argomento con te.  

07 Gen 2019

Scopri come funzionano i Fondi ETF

In questi ultimi anni fra i risparmiatori italiani si è fatta strada in maniera preponderante una relativamente nuova tipologia di fondi d’investimento, gli ETF.

 

Acronimo di Exchange Trade Funds, rappresentano una particolare tipologia di fondi Comuni d’investimento ma che rispetto ai loro cugini possiedono delle caratteristiche che li contraddistinguono:

 

  1. Possono essere negoziati come un normale titolo azionario.
  2. Sono a gestione passivaquindi il fondo si limita a replicare l’andamento di un indice borsistico (Benchmark) chiamato sottostante.

 

– La negoziazione:

Con gli Etf in ogni istante potrai conoscere il valore netto della quota, a differenza di un normale Fondo Comune d’Investimento il cui valore (NAV) viene reso noto soltanto a fine giornata e per disimpegnare delle quote possono volerci dei giorni al contrario, negli Etf la negoziazione avviene in tempo reale, esattamente come un qualsiasi titolo azionario scambiato sui mercati.

– La gestione Passiva:

La gestione passiva si limita di fatto a replicare un indice di borsa ma in che modo?

Il fondo acquista in proporzione rispetto all’indice prescelto i titoli in esso presenti, in questo caso parleremo di replica fisica, oppure ricorre all’utilizzo di strumenti derivatiquali gli Swap andandolo a ricreare in piccolo la stessa composizione dell’indice in questo caso si parlerà di replica sintetica.

Pertanto se acquisto quote di un Etf che investe sull’indice FTSE MIB e la sua performance per ipotesi, in un anno è del +10% anche il tuo Etf avrà di conseguenza un incremento molto simile.

Ti ho illustrato le 2 caratteristiche peculiari che rendono “diversi” gli Etf dai Fondi Comuni tradizionali, ora però voglio approfondire con te altri aspetti che rendono davvero intrigante questo tipo di strumento:

 

  • Costi
  • Flessibilità
  • Trasparenza
  • Liquidità
  • Diversificazione
  • Rischi

 

– I costi:

Proprio a causa della sua maggiore semplicità di esercizio i costi di un Etf sono di molto inferiori rispetto a quelli di un Fondo Comune Tradizionale a gestione attiva.

A monte avrai a disposizione il TER (Total Expense Ratio) indicatore che serve a valutare il costo complessivo annuo e che include i costi di gestione del fondo ed un’altra serie di costi come quelli di amministrazione, custodia, revisione ecc. l’ammontare del costo dipende dal tipo di indice che il fondo va a replicare e dalla politica dell’emittente del Etf, della società di gestione per intenderci.

A carico del risparmiatore abbiamo poi le commissioni di negoziazione, il cosiddetto spread denaro/lettera che è la differenza fra i prezzi in denaro (acquisto) e lettera (vendita) gli Etf più liquidi avranno spread più bassi.

Infine i costi di ribilanciamento che non sono dovuti alle politiche dello strumento, bensì a fattori esterni quali appunto il ribilanciamento degli indici borsistici che viene effettuato periodicamente dai provider (FTSE, MSCI, STOXX ecc.) quando vengono inserite o tolte delle società, il flusso di titoli in entrata o in uscita negli indici può comportare una piccola variabilità nei costi complessivi.

– Diversificazione:

In una sola, semplice operazione si può ottenere un’efficace diversificazione rispetto all’acquisto di uno o più titoli acquistati separatamente.

Un investimento in Etf ha, rispetto al medesimo investimento in azioni, una sola ma determinante differenza, quando acquista un’azione il risparmiatore partecipa direttamente al capitale della società emittente, assumendosi di conseguenza tutti i rischi connessi.

Con gli Etf ti sarà consentito di avere un’esposizione immediata anche verso centinaia di titoli in un colpo solo come può essere il caso di un Etf sullo S&P 500 oppure sull’indice MSCI WORLD, utile sarebbe anche ripartire i risparmi in diversi Etf che puntino su diverse asset class permettendoti di avere una diversificazione strategica straordinaria.

 

Fonte: iShares

– Trasparenza:

Gli ETF si distinguono rispetto a molti altri strumenti finanziari per avere una grande trasparenza, perché ti permettono di monitorare in tempo reale l’andamento del fondo.

La possibilità della negoziazione continua ti permette di conoscere il valore di mercato dello strumento in ogni istante, cosa che non accade con i fondi tradizionali in quanto il valore della quota (NAV) viene determinato solo a fine giornata.

– Liquidità:

Essendo gli Etf trattati come titoli azionari, essi verranno acquistati e venduti durante la giornata di contrattazione ad un prezzo sempre conosciuto, pertanto lo scarto fra il prezzo di acquisto (denaro o Bid) o quello di vendita (lettera o Ask) viene ridotto al minimo, grazie alla presenza di operatori professionali che apportano costantemente liquidità nel sistema per renderlo il più stabile possibile e sono soggetti a precisi obblighi, sia in termini di quantità minima da esporre in acquisto o in vendita, sia per quanto concerne la differenza percentuale massima fra il prezzo denaro (bid) che quello lettera (ask) quindi la liquidità disponibile non dipende soltanto dai volumi, ma è garantita anche dagli operatori professionali.

– Flessibilità:

Gli Etf sono strumenti particolarmente semplici da utilizzare anche per un risparmiatore alle prime armi e con risorse più limitate, e che consentono però l’accesso a mercati altrimenti preclusi ai piccoli e medi risparmiatori.

Si adattano perfettamente a tutti gli orizzonti temporali derivanti dai tuoi personali progetti di vita, a partire dal breve e brevissimo periodo, fino a quelli più articolati del medio / lungo periodo 5 – 7 10 anni ed oltre.

– I Rischi:

Come TUTTI gli strumenti finanziari, anche gli Etf non sono esenti da rischi, anche se in misura decisamente inferiore rispetto ad altri strumenti similari.

Anzitutto devi sapere che le variabili macroeconomiche e le conseguenti dinamiche del mercato influiscono sugli indici e di conseguenza vanno ad incidere sui rendimenti di un Etf, i rischi più comuni sono:

Rischio mercato: gli Etf hanno come obiettivo quello di replicare un indice sottostante al netto dei costi (commissioni) del fondo. Quindi se il valore dell’indice aumenta aumenterà di conseguenza anche il tuo Etf e viceversa, se l’indice scende anche l’Etf essendo a gestione passiva lo seguirà fedelmente. Per limitare questo rischio ti sarà sufficiente prendere posizione su più Etf che seguano indici e mercati differenti e possibilmente poco correlati fra loro.

Rischio valutario: rischio tipico di quando si acquistano strumenti in valuta diversa dalla nostra, ci si espone alle fluttuazioni dei cambi, questo rischio si risolve o valutando attentamente l’acquisto di più Etf che si compensino fra loro oppure ricercando quelli che abbiano politiche di Hedging a copertura appunto di questo tipo di rischio.

Rischio controparte: Alcuni Etf per replicare un indice fanno ricorso a strumenti derivati come gli Swap, in questo caso si chiamano Etf sintetici, gli swap però incorporano il rischio controparte, che in caso d’insolvenza di una delle controparti il fondo potrebbe accusare perdite. Tale rischio si gestisce o addirittura si annulla se il gestore del fondo versa un collaterale a garanzia sufficientemente ampio.

– Conclusioni

Gli ETF hanno la funzione di mattoni del tuo portafoglio potranno essere utilizzati da soli, oppure congiuntamente ad altri strumenti quali le Polizze Unit ad esempio, per garantirti le maggiori chance possibili di concretizzare i tuoi progetti di vita ed al contempo proteggere efficacemente i tuoi soldi.

Uno strumento relativamente semplice quindi, poco costoso ed alla portata di qualsiasi portafoglio, anche in questo caso il mio consiglio rimane quello di sempre, prima di muoverti chiedi consiglio ad un esperto (se non ti avvali dei servizi di un consulente finanziario Contattami, un suggerimento non lo nego mai a nessuno) perché se da un lato lo strumento è relativamente semplice da utilizzare dall’altro selezionare quello/i giusto/i è un compito molto più arduo di quello che potrebbe sembrare a prima vista, perché richiede competenze specifiche nonché l’accesso ad informazioni sui mercati che non sono di facile reperibilità per il risparmiatore.

Ma adesso dimmi la tua, hai mai pensato di usare un Etf ?

 

Ne vuoi sapere di più sul mondo degli Etf?

CONTATTAMI!

Un buon consiglio non lo nego mai a nessuno.

23 Ott 2017

Successione in Azienda ciò che (FORSE) non sai

Successione in azienda ciò che (FORSE) non sai

In Italia il 75% delle aziende è a carattere familiare, di esse, circa il 25% è guidato da un ultra 70enne, e il 18% dovrà gestire, entro i prossimi 5 anni la successione (dati osservatorio AUB, per approfondimenti segnalo il seguente link:  http://www.aidaf.it/attivita/studi-e-ricerche).

Sempre secondo la medesima ricerca, solo il 30% delle Aziende, anche a causa della crisi economica e della digital transformation in atto, sopravvive alla seconda generazione, di queste:

 

Solo il 13% delle PMI sopravvive alla terza generazione!

 

Il tema della successione aziendale assume quindi in Italia, un valore strategico, non solo al fine di non dissipare patrimoni familiari, ma anche per garantire la continuità aziendale e di conseguenza anche quella occupazionale.

Per esperienza diretta, quando si affrontano certi argomenti ci si trova, purtroppo, spesso a fare i conti con una sorta di rifiuto a priori, dettato sovente anche da qualche forma di scaramanzia/superstizione.

L’ irrazionale prende il sopravvento, facendo spesso procrastinare, con qualche rischio, la presa di decisioni che, al contrario, se pianificate per tempo, non potrebbero far altro che regalare serenità sia all’imprenditore che ai suoi eredi.

Bisogna assolutamente prendere il “toro per le corna” e capire che pianificare per tempo è l’unica strada da seguire.

Il Consulente Finanziario, in qualità di profondo conoscitore della famiglia dell’imprenditore, può e deve svolgere un ruolo di “regia” in questa delicata fase di vera e propria “consulenza patrimoniale” all’imprenditore proprio cliente.

Diventa infatti quel “trait d’union” fra i vari professionisti (come avvocati, commercialisti, notai) che entreranno in gioco nelle varie fasi di pianificazione di questo passaggio di consegne.

Cosa si intende esattamente con passaggio generazionale?

Con passaggio generazionale si intende la pianificazione a tavolino della propria successione aziendale o familiare, il che non significa semplicemente decidere le divisioni in funzione della conclusione del proprio ciclo di vita, si può pianificare il passaggio generazionale anche in previsione della cessazione della propria attività lavorativa semplicemente  per andare in pensione!

Perché fare tutto questo?

  1. Fiscalità: considerato che (ancora per poco) in Italia beneficiamo di aliquote di successione ancora da “paradiso fiscale”, perché rischiare che il proprio patrimonio, faticosamente costruito, possa essere decurtato pesantemente da imposte?
  2. Evitare contenziosi fra gli eredi, sovente devastanti
  3. Decidere a priori, attraverso gli strumenti opportuni, come suddividere le proprie attività e le proprie ricchezze ed evitare quindi anche eredi “scomodi”
  4. Garantire, sempre attraverso gli opportuni strumenti, la continuità aziendale.

Basta semplicemente fermarsi un attimo a riflettere, e si capirà come la “pianificazione successoria” da parte dell’imprenditore sia essenzialmente sia un’ulteriore (forse la più importante!) assunzione di responsabilità, verso se stessi, verso la propria “creatura” e verso i propri affetti.ì

– Ma con quali strumenti?

Esistono molti strumenti per poter ben pianificare il ricambio generazionale nella tua azienda o attività commerciale, dai più semplici ai più sofisticati, dipende ovviamente dalle esigenze peculiari tue e della tua famiglia.

  • Testamento
  • Patto di Famiglia
  • Polizze Vita
  • Fondi Patrimoniali
  • Trust
  • Delega manageriale

Sono un esempio degli strumenti che si possono adottare per definire al meglio questo passaggio. Ognuno di questi strumenti ha caratteristiche peculiari che sono molto utili a risolvere esigenze specifiche e potranno essere utilizzati sia singolarmente che in abbinamento.

Nei miei prossimi articoli vedremo insieme il funzionamento degli strumenti sopra indicati e faremo, sempre insieme, una valutazione di quando ed in che modo, usarli.

Adesso però dimmi la tua, per pianificare il tuo passaggio generazionale quale strumento utilizzeresti?

Rispondi pure nei commenti oppure prenota una consulenza gratuita ti basta cliccare qui sotto:

www.maurovalentino.com

Mauro Valentino

P.S.

Qui di seguito ti lascio un link a due testimonianze di passaggi generazionali ben riusciti: Riso Gallo e Bauli.

Buona lettura!

https://www.digital4.biz/pmi/approfondimenti/passaggio-generazionale-e-patti-di-famiglia-i-casi-di-riso-gallo-e-bauli_43672159996.htm