Categoria: News

26 Ott 2020

Covid e Pensione, alcuni dati su cui riflettere

L’attuale crisi economico-sanitaria avrà pesanti conseguenze sia sul PIL italiano che sulla nostra Pensione Obbligatoria.

Infatti, in base alla legge 335 dell’ 8 Agosto 1995 (La riforma del sistema pensionistico obbligatorio e complementare), il TASSO DI RIVALUTAZIONE ANNUA dei contributi versati alla Pensione Obbligatoria è il risultato della MEDIA dell’andamento dei PIL dei 5 anni precedenti.

Ciò significa, purtroppo, che se il PIL 2020 si attesterà secondo le stime dell’OCSE tra il -11% e il -14%, il tasso di rivalutazione annua risentirà, per forza di cose, di questo dato per prossimi 5 anni.

Infatti, per far tornare positiva una media fra 5 fattori dove uno è così pesantemente negativo … beh, la matematica, come sempre, ahimè, non è un’opinione.

Buona visione!

Per qualsiasi dubbio, informazione, approfondimento non esitare a contattarmi senza alcun impegno: sarà un piacere poter dialogare con te.

Ciao a presto,

Mauro

10 Ott 2020

TFR in Azienda o nel Fondo Pensione?

Sono passati ormai 14 anni dall’entrata in vigore a gennaio 2007 del d.lgs. 252/05  che ha visto il sorgere della previdenza complementare.

Ma ancora oggi, soprattutto fra i lavoratori dipendenti, regna una certa confusione sul “da farsi” con il proprio TFR.

I motivi per cui propendere, soprattutto se sei un giovane lavoratore che ha davanti a sè decine di anni di lavoro, verso la scelta della previdenza complementare sono molteplici ed ho cercato di riassumerteli in questo video.

Ma prima di lasciarti alla visione volevo farti vedere un piccolo conto che mi sono divertito a fare in base ai dati storici ad oggi in nostro possesso.

Ho fatto questo conto basandomi su un giovane 30enne, con oltre 35 anni di lavoro davanti a sè e con reddito annuo lordo di 30.000 euro.

Questa la differenza fra le due destinazioni.

C’è poco da aggiungere.

Ti lascio alla visione del video, e mi raccomando: lasciami i tuoi commenti, sarà un piacere poter dialogare con te.

A presto,

Mauro

 

 

 

04 Ott 2020

Lo “stile” d’ investimento

Che cos’è lo stile d’investimento di un fondo?

Non è altro che la sua strategia di selezione su quale tipologia di Aziende puntare.

Da sempre esistono due grandi scuole di pensiero (e di investimento) nel mondo azionario e sono rappresentate dagli stili di Valore e di Crescita, meglio noti come Value & Growth Style.

Lo stile Value trova il suo più illustre fondamento in Benjamin Graham, che nel 1949 con il suo “The Intelligent Investor” gettò le basi di una modalità di investimento resa ancora più celebre in seguito da Warren Buffet, fondata sull’idea di comprare titoli azionari dai buoni fondamentali a prezzi bassi.

Il concetto dunque consiste nel selezionare aziende di qualità che, in determinati momenti e per svariate ragioni, non sono adeguatamente considerate dal mercato, e di conseguenza esprimono un prezzo inferiore al loro valore: qui nascono le opportunità di “comprare basso” sfruttando così il riallineamento che con il tempo avverrà.

Dall’altra parte, lo stile Growth si caratterizza evidentemente per tratti somatici contrapposti.

Il padre di questo approccio è considerato Thomas Rowe Price, che sin dagli Anni Trenta plasmò l’idea per la quale l’investimento azionario dovesse fondarsi sull’apprezzamento del capitale generato da titoli di aziende con tassi di crescita superiori alla media, anche se ciò significasse pagarli “cari” o comunque non a sconto rispetto ai competitors.

Tradizionalmente, per quanto appena evidenziato, lo stile Value si presta meglio per essere utilizzato nelle fasi di rallentamento e financo di recessione economica, in quanto consentirebbe in simili circostanze di acquistare le grandi aziende a sconto, penalizzate dalla congiuntura di mercati; al contrario, lo stile Growth appare preferibile nelle fasi di ciclo più forti, dove l’espansione economica spinge maggiormente le aziende più votate alla crescita.

Detto questo, guardando al passato, come si sono disimpegnati questi due stili di investimento? E sulla base di quanto sta accadendo, con tutti i limiti del caso, cosa possiamo attenderci in futuro?

Insomma, tra Value e Growth style, chi vince?

Scoprilo nel mio ultimo video! Buona visione!

 

Per qualsiasi dubbio, approfondimento, due chiacchiere senza impegno … trovi tutti i miei riferimenti e quello che faccio sul mio sito:

www.maurovalentino.com

Grazie per il tuo tempo,

a presto

Mauro

06 Set 2020

Mister Conte, Mister Mancini e l’educazione finanziaria

  • Sono stati due ottimi calciatori: il Mancio classe sopraffina, Conte grande centrocampista e capitano della Juve di Lippi.
  • Sono due ottimi allenatori: Mister Mancini è l’attuale Commissario Tecnico della Nazionale, e Mister Conte è uno dei più stimati ed apprezzati allenatori in circolazione attualmente.
  • Entrambi hanno grosse lacune in educazione finanziaria.

 

Nelle ultime settimane si è parlato di loro per argomenti non riguardanti il calcio, stranamente. Infatti, Antonio Conte è stato vittima di un raggiro milionario da parte di un truffatore.

Repubblica 23 agosto 2020

E Roberto Mancini, in seguito a questa vicenda, si è sentito in dovere di dare sfoggio delle sue comprovate “skills” in ambito finanziario …

Investireoggi 24 agosto 2020

Considerato il loro seguito, purtroppo, non c’è da stupirsi se l’ultima pubblicazione di Banca d’Italia certifica il fatto che solo il 30% degli italiani ha un adeguato livello di educazione finanziaria rispetto al 62% della media dei Paesi OCSE.

Sole24 Ore del 23 dicembre 2019 su dati Banca d’Italia

La vicenda riguardante Antonio Conte lascia letteralmente cadere le braccia, perché ancora oggi, questa vicenda dimostra come l’ abbaglio dell’alto rendimento” sia il metodo di gran lunga più sicuro per fregare le persone.

“10% netto in un anno, Antonio, è un affare!”

“Ma è sicuro?”

“E come no?”

E il gioco è fatto.

Qui l’ABC dell’investitore consapevole è stato frantumato in pochi secondi.

  1. Il RISCHIO ZERO, Mister, non esiste.
  2. Se vengono prospettati ALTI GUADAGNI, caro Mister, significa che anche I RISCHI DA CORRERE sono ALTI.
  3. Soprattutto e prima di tutto, Mister, hai verificato se quello di fronte a te è REALMENTE un CONSULENTE FINANZIARIO regolarmente ISCRITTO ALL’ALBO UNICO OCF?

Tre regolare basilari a volte date un pò troppo per scontate.

Non faccio in tempo a ritirar su le braccia che l’intervento del Mancio ha ancor più dell’incredibile.

Roberto Mancini ha sempre dato del tu al pallone. Con quell’ intervista di alcune settimane fa in cui dispensa suggerimenti da investitore navigato, dimostra di non aver fatto altrettanto con la finanza personale.

Riporto alcuni passaggi che, a mio modo di vedere, hanno dell’incredibile.

  1. “per i propri risparmi bisogna affidarsi a commercialisti e avvocati”: caro Mancio, perdonami, ma è come dire che se hai un problema in casa con le tubature dell’ acqua devi chiamare un elettricista. Con tutto il rispetto che porto per ognuna di queste professioni citate.
  2. Il secondo passaggio da brividi riguarda il fatto che il Mancio afferma di “aver investito in azioni in passato e ha puntualmente perso: non lo fa più da anni, meglio l’obbligazionario”.Ringrazio il mister per darmi la possibilità di ricordargli un po’ di numeri.Nel 1988 Mancini vinceva la prima Coppa Italia alla Samp. Se nello stesso anno avesse allocato un capitale di 1.000 euro, questo si sarebbe trasformato dopo 30 anni in un montante di:

    6.415 se investito in obbligazioni investment grade

    11.462 se investito in obbligazioni speculative grade

    18.304 e 22.743 se investito rispettivamente in azionario emergente e americano.

    Su orizzonti temporali lunghi e su un adeguato livello di diversificazione l’obbligazionario non è statisticamente mai meglio dell’azionario. E’ il semplice ma determinante concetto di market risk premium.

    Se poi ti sei infilato in portafoglio rischio specifico di aziende bollite, spacciate per affari del secolo dal confidente di turno, caro Mancio, anche un buco in giardino è meglio.

  3. Terza “castroneria finanziaria”: “Adesso preferisco il mattone: hai sempre qualcosa in mano, e anche se il mercato non è sempre il massimo, prima o poi risale. E puoi affittare, quindi è un ritorno sicuro. Controllo spesso”.Il mattone è un asset reale, come ogni investimento non va né demonizzato né osannato. Semplicemente, va attentamente valutato.Il fatto che sia tangibile e che tu lo abbia in mano non lo rende migliore.

    Il fatto che sia abbondantemente sceso in Italia (secondo grafico) non ne garantisce il recupero, per motivi demografici prima che economici.

    Il fatto che tu lo possa affittare non ne proclama la sicurezza, sia perché quell’affitto potresti non prenderlo, sia perché quell’immobile potresti non affittarlo (vacancy rate).

    Probabilmente caro Mancio sarebbe meglio concentrarti sulla Nazionale, e lasciar fare il lavoro di gestione dei risparmi a dei bravi Consulenti Finanziari iscritti all’Albo … dai!

Mi chiamo Mauro Valentino e sono un Consulente Finanziario iscritto all’Albo Unico dei Consulenti Finanziari OCF, nonchè Certificato EFPA European Financial Advisor.

Per qualsiasi dubbio e/o approfondimento scrivimi nei commenti, mandami una email, un whatsapp … fai tu, per ma sarà un piacere poter parlare con te.

Grazie per il tuo tempo e a presto,

Mauro

 

 

 

 

28 Giu 2020

IL CRACK WIRECARD E IL RISCHIO SPECIFICO

Il caso Wirecard (già ribattezzata in italia come la Parmalat tedesca) ha riportato alla ribalta un concetto che molto spesso ribadisco ai clienti/investitori: e cioè l’importanza di abbassare se non addirittura eliminare dal proprio portafoglio di investimento il Rischio Specifico.

Infatti sia per i titoli di capitale, e cioè le Azioni, che per i titoli di Credito, e cioè le Obbligazioni il Rischio di Investimento può idealmente scomposto in due fattori: il rischio specifico e il rischio generico o sistematico.

Il rischio sistematico, quello generico, per quanto riguarda il mondo dei titoli di capitale e cioè le Azioni rappresenta quella parte di variabilità del prezzo di ciascun titolo che dipende dalle fluttuazioni del mercato di riferimento.

Esempio: se il settore dell’ automotive sta attraversando in generale un periodo di contrazione, il titolo Audi, una delle più solide aziende del settore a livello mondiale, invevitabilmente, ne risentirà.

Passando al mondo Obbligazionario, Il rischio sistematico dei titoli di debito è legato invece alle fluttuazioni dei tassi di interesse di mercato.

Il rischio sistematico, generico o anche detto di mercato, è quella parte di rischio che incide sulla fluttuazione del prezzo di un titolo e che è ineliminabile, ma gestibile in base in base alla propria propensione al rischio di investitore.

Il rischio specifico invece non è gestibile. Il rischio specifico non comporta solo fluttuazioni di prezzo, bensì l’azzeramento totale del prezzo di un titolo, sia esso azionario che obbligazionario.

Il rischio specifico dipende infatti dalle caratteristiche peculiari dell’emittente.

In questo caso, per un investitore, diventa fondamentale apprezzare la solidità patrimoniale della società (o stato) emittente e le prospettive economiche della medesima.

Infatti il rischio specifico, a differenza del rischio sistematico, è poco gestibile.

Quando viene pubblicato un giudizio sulla base dell’analisi di dati di bilancio, sia essa un’agenzia di rating oppure un certificatore asseverato (come Ernst & Young nel caso Wirecard, ha comunicato che si rifiutava di certificare il bilancio 2019 per l’ammanco di circa 2 miiardi di dollari), la ripercussione sul prezzo del titolo è istantanea.

 

Chi se lo sarebbe mai aspettato?

Questa è la domanda che molti investitori che hanno perso i loro quattrini si stanno chiedendo.

In realtà avvisaglie gli investitori in Wirecard le avevano avute già l’anno scorso, ma probbilmente non le hanno volute vedere.

Infatti, quando il management di Wirecard nell’agosto 2019 ha deciso l’emissione di un prestito obbligazionario di 500 milioni di euro, l’agenzia Moody’s aveva abbassato il suo rating a Baa3 … e cioè ad un passo sopra il livello cosidetto di “spazzatura” (junk).

Ti ho detto che a differenza del rischio sistematico, che è gestibile, il rischio specifico è ingestibile a causa appunto di questa istantantaneità della variazione del prezzo finanche al suo azzeramento totale, come in questo caso.

Ma sempre a differenza del rischio sistematico o di mercato che è anche ineliminabile, il rischio specifico, invece, è eliminabile attraverso quella pratica, ancora un po’ nebbiosa e impalpabile, che va sotto il nome di diversificazione.

 

Mi chiamo Mauro Valentino e sono un Consulente Finanziario iscritto all’Albo Unico dei Consulenti Finanziari OCF (www.organismocf.it), nonchè certificato EFPA – European Financial Advisor.

Per qualsiasi dubbio, informazione, approfondimento scrivimi o contattami, sarà un piacere per me dialogare con te senza alcun tipo di impegno.

Grazie per il tuo tempo e a presto!

Mauro

21 Giu 2020

BTP Futura: quando conviene?

Tra il 6 luglio e il 10 luglio verrà collocato il nuovo BTP Futura a 10 anni.

Preso atto delle preliminari condizioni di offerta e in assenza totale di informazione sulla struttura step-up delle tre cedole di durata rispettivamente di 4 anni, 3 anni e 3 anni (le conosceremo il 3 luglio) bisogna fare delle ipotesi di base che ci consentano di valutare la convenienza del nuovo titolo rispetto al mercato secondario già esistente.

Per valutare la convenienza di questa nuova emissione, la prima cosa da fare è guardare il rendimento attuale del BTP decennale sul mercato secondario.

Per attrarre quindi nuovi capitali, vien da sè che questa emissione debba offrire all’investitore un “premio” rispetto al rendimento di ciò che già trova sul mercato.

Il “premio al rischio” della recente emissione di maggio del BTP Italia a 5 anni (scadenza maggio 2025), è stato di circa 25 bps (0,25% annuo in più ripsetto al quinquennale dello stesso periodo).

Considerato quindi:

1) il maggior rischio LIQUIDITA’ del BTP FUTURA in quanto è strutturato su un orizzonte temporale di 10 anni;

2) il maggior rischio legato alla CRESCITA DELL’ INFLAZIONE su un arco temporale maggiore;

3) il maggior RISCHIO di instabilità politica (rischio PAESE) su un orizzonte più lungo;

gli analisti si aspettano un PREMIO AL RISCHIO di almeno 60 bps (0,60% in più rispetto al rendimento del decennale di periodo).

Una buona offerta da parte del MEF potrebbe essere quindi la seguente:

Ne sapremo di più il 3 luglio.

Nel mio ultimo video l’approfondimento completo. Durata 4 minuti!

Mi chiamo Mauro Valentino e sono un Consulente Finanziario iscritto all’Albo unico OCF, nonchè certificato EFPA, European Financial Advisor.

Per qualsiasi info, approfondimento e/o confronto sono a completa disposizione: scrivimi, sarà per me un piacere poterti rispondere.

Grazie ancora per il tuo tempo,

a presto

Mauro

07 Giu 2020

La luce in fondo al tunnel

Oggi voglio darti solo un paio di dati.

Il primo: l’indice Vix.

Se mi segui, sai che te ne ho già parlato: è definito l’ “indice della Paura”, perchè misura effettivamente il grado di panico degli investitori internazionali in un determinato momento storico.

Più sale, più significa che c’è panico tra gli investitori ed aumenta la possibilità di “vendite” che possano far scendere le quotazioni.

Nella storia, questo indice ha avuto dei picchi importanti, il più importante dei quali, prima del Coronavirus, era stato all’indomani del default di Lehmann Brothers nel 2008.

In quel momento l’indice Vix aveva superato i 70 punti base.

E come puoi ricordare, sui mercati finanziari all’epoca era panico totale, con serie di sedute di borsa che si susseguivano con dei MENO a doppia cifra, un giorno dietro l’altro.

Poi per 12 anni circa, tranne alcuni balzi ma di lieve entità, se ne è stato tranquillo mediamente sotto i 30 punti base.

Fino a marzo di quest’anno, quando ha addirittura superato i livelli del 2008 toccando gli 85 punti base.

Bene, la prima buona notizia è che dopo solo 2 mesi dal picco di marzo, l’indice Vix è sceso sotto i 30 punti base, ed oggi quota intorno ai 25.

 

 

Secondo dato: l’indice MSCI World.

Anche quest’indice lo conosci bene: ci racconta l’andamento dei mercati azionari a livello globale, con particolar riferimento ai Paesi cosiddetti “sviluppati”.

E quest’indice ci dice che dopo i minimi toccati con la crisi del Coronavirus il 23 marzo scorso, i mercati internazionali hanno gia’ recuperato, in poco più di due mesi, mediamente oltre il 38%.

 

 

Questi due dati insieme ci dicono che, nonostante la Pandemia sia ancora lungi dal presentarci il suo conto in termini di recessione economica globale, gli investitori hanno già iniziato a guardare oltre, al lungo periodo, con ritrovata fiducia.

Di conseguenza, se non l’hai già fatto, questo è sicuramente il momento per lasciar da parte gli indugi ed entrare sui mercati, diversificando e con un orizzonte temporale di medio-lungo periodo.

Mi chiamo Mauro Valentino e sono un Consulente Finanziario iscritto all’Albo Unico dei Consulenti Finanziari OCF, nonchè Certificato Efpa – European Financial Advisor.

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Grazie per il tuo tempo,

un caro saluto e  a presto,

Mauro

 

31 Mag 2020

Recovery Fund: cos’è e come funziona.

La proposta del RECOVERY FUND, appena approvata dalla Commissione Europea, consiste in un fondo di 750 Miliardi di euro complessivi messi a disposizione dei Paesi Membri dell’Unione Europea per far fronte alla crisi economica causata dalla Pandemia del Coronavirus.

Questo strumento si va ad aggiungere agli altri strumenti già predisposti per far fronte alla crisi: MES, BEI, SURE (cassa integrazione europea) e operazioni straordinarie della BCE.

Nel complesso, in questi mesi, sono stati messi sul piatto complessivamente dall’ Europa circa 3000 Miliardi.

La portata politica del RECOVERY FUND è però diversa ed è destinata ad avere un peso specifico di portata storica per l’Europa: innanzitutto si tratta di un fondo che per la maggior parte è a fondo perduto (500 Miliardi su 750); è finanziato facendo ricorso al debito pubblico “europeo”; riconosce priorità agli effetti asimmetrici della pandemia sulle economie più esposte dei Paesi del Sud Europa.

In più sancisce anche un certo orientamento “green” e “tecnologico” dell’Unione Europea che, in quanto garante dell’emissione di questo nuovo debito pubblico comune, dovrà reperire nuove risorse attraverso una vera e propria nuova politica fiscale europea che si baserà su 3 pilastri: la “plastic tax”, la “web tax” per i grandi colossi del Web, e la “climate tax” per le grandi Aziende con ancora grandi emissioni di Co2.

Grazie a questa vittoria politica, nel periodo 2021-2027, l’Italia passerà da “contributore netto” dell’ Ue a “beneficiario netto”, con fondi a disposizione per 172 Miliardi circa, di cui 81 a fondo perduto.

Questo, semplicemente, significa che ne prenderà di più di quelli che versa all’Unione Europea.

(ti lascio qui sotto il link ad un bel articolo del Corriere Economia per approfondire quest’aspetto molto dibattuto)

articolo Corriere Economia e Finanza del 28 maggio 2020

 

Che fare per ottenerli?

 

I fondi del Recovery Fund seguono tre pilastri:

Il primo, il più corposo (con lo stanziamento di 560 Miliardi dei 750, tra Grants e Loans) riguarda il “Recovery and Resilience Facility Programme”.

Si tratta di un programma di Rilancio e di Crescita che può essere attuato da ogni Stato Membro attraverso la presentazione di “National Recovery Plans” che verranno valutati dalla Commissione Europea e che in linea di principio, dovranno seguire i “Council Reccomendations” sulla Crescita e lo Sviluppo che periodicamente la Commissione Europea già invia periodicamente ad ogni Stato Membro

Per l’Italia i nodi cruciali sono noti e riguardano: la riforma del sistema fiscale; la riforma del mercato del lavoro; la maggior efficienza della Pubblica Amministrazione e dell’Istruzione; la riduzione dei tempi della Giustizia.

Il secondo pilastro, riguarda l’incentivazione degli investimenti privati, con un occhio particolare per le aziende in difficoltà dei Paesi più colpiti dalla crisi e quelle del settore Tecnologico e delle catene del valore.

Il terzo pilastro, infine, denominato “EU 4 Health Programme” , servirà per favorire la ricerca sulla prevenzione delle epidemie e l’acquisto di medicine e strumenti medicali.

E’ bene ricordare che questa, per ora, è solo la “proposta” della Commissione Europea, che dovrà essere discussa dai vari leader nazionali e approvata attraverso la riunione di un Consiglio straordinario.

Detto questo, ci sono molti fattori che fanno propendere per una definitiva rettifica per questa versione della proposta senza troppe modifiche: in primis il sostegno di Francia e Germania.

Mi chiamo Mauro Valentino, sono un Consulente Finanziario iscritto all’Albo Unico OCF nonchè certificato Efpa – European Financial Advisor.

Per qualsiasi dubbio, informazione, approfondimento lasciami i tuoi commenti o scrivimi: sarà un piacere poter conversare con te.

Grazie ancora per la tua attenzione,

a presto,

Mauro

 

 

 

 

17 Mag 2020

Millenials & Gen Z: i consumatori del futuro!

Secondo l’ultimo World Population Prospect dell’ ONU si stima che nel 2050 la popolazione mondiale passerà dagli attuali 7 miliardi e mezzo a circa 9,7 miliardi di persone.

Con enormi differenze fra paesi sviluppati (dove il tasso di natalità, come abbiamo visto parlando della Silver Economy, è in costante diminuzione e la popolazione invecchia sempre di più) e paesi in via di sviluppo, Africa in testa (dove la popolazione nei prossimi trent’anni di fatto raddoppierà).

A livello mondiale la fascia di popolazione più numerosa sarà composta sempre di più dagli attuali Millenials e dalla cosiddetta Generazione Z. I nati cioè dagli anni ’80 del secolo scorso fino agli inizi degli anni 2000.

I paesi più popolati saranno India, Cina e Nigeria.

Questi consumatori del prossimo futuro, hanno già delle caratteristiche peculiari, diverse da quelli dei loro genitori (i babyboomers e parte della genarzione X).

Sono innanzitutto sicuramente più digitali e orientati all’utilizzo delle tecnologie ed hanno a cuore i temi della sostenibilità ambientale.

Aumenta la schiera dei cosiddetti “consumatori responsabili”.

Non vogliono che le loro bottiglie di shampoo finiscano nell’oceano. I post contenenti le parole riciclaggio o “plastic-free” sono di tendenza sui social media.

E le aziende rispondono offrendo soluzioni innovative. Una delle principali società di articoli sportivi,  per esempio, commercializza scarpe realizzate da rifiuti in plastica raccolti dall’oceano.

Consumi sempre più digitali quindi, con una coscienza ambientale in forte sviluppo.

Investire nei trends collegati ai comportamenti di consumo dei Millenials e della Generazione Z, significa orientarsi verso le Aziende che hanno sicuramente un’alta esposizione verso le piattaforme native digitali (le cosiddette “FAANG” – Facebook-Apple-Amazon-Netflix-Google) ma con un occhio di riguardo a quelle che hanno elevati criteri ESG (Environmental, Social, Governance).

 

Mi chiamo Mauro Valentino e sono un Consulente Finanziario iscritto all’Albo Unico OCF dei Consulenti Finanziari nonchè Certificato Efpa – European Financial Advisor.

Per qualsiasi dubbio, informazione, approfondimento non esitare a contattarmi, sarà un piacere poter dialogare con te.

Grazie per il tuo tempo e a presto,

Mauro

 

 

 

 

10 Mag 2020

Primo Megatrend: la Silver Economy

La Silver Economy è rappresentata da tutta quell’economia che ruota attorno alle esigenze ed ai bisogni degli “over 65” e sempre più anche degli “over 80”. Una fascia di popolazione che, si stima, soprattutto in Europa, sopravanzerà entro il 2050 gli “under 15”.

Questo trend demografico, peculiare soprattutto nei Paesi Industrializzati, Europa in primis ed evidente ormai da decenni, trova la sua ragion d’essere in due ordini di fattori: il primo è relativo all’aumento dell’aspettativa media di vita ed il secondo ha a che fare, invece, con la contemporanea e continua diminuzione delle nascite.

La piramide dell’età che, già oggi, inizia, in questi contesti socio-economici, a cambiare la sua forma da piramide a “mazzo di fiori”, ci racconta di questo mutamento demografico inarrestabile.

Una popolazione, con disponibilità economica, in maggioranza composta da donne (più longeve, mediamente, rispetto agli uomini) che necessita di assistenza sanitaria, sia legata al benessere psico-fisico sia sotto forma di vera e propria cura delle malattie.

Un’ottima opportunità di investimento, in un ottica di diversificazione, in quelle aziende, come le aziende del settore healthcare e farmaceutico, che beneficiano maggiormente di questo Megatrend.

Ne parlo in questo mio ultimo video che spero possa essere di tuo interesse.

 

Mi chiamo Mauro Valentino, sono un Consulente Finanziario iscritto all’Albo Unico OCF (www.organismocf.it) e Certificato Efpa – European Financial Advisor.

Per qualsiasi dubbio, informazione, approfondimento sono a completa disposizione. Sarà un piacere potermi confrontare con te.

Ti ringrazio come sempre per il tuo tempo,

a presto,

Mauro

 

 

 

03 Mag 2020

Conosciamo i Megatrend!

I Megatrend sono tendenze epocali e globali, che travalicano i confini e si alimentano a vicenda. Cambiamenti in atto, a livello mondiale, che trasformeranno il nostro modo di vivere e di consumare.

I mutamenti socio-demografici, le innovazioni tecnologiche e scientifiche insieme ad una maggiore sostenibilità ambientale, stanno apportando, con enorme velocità, trasformazioni radicali della società in cui viviamo.

Di conseguenza anche nuovi modelli di business che già oggi hanno capito le potenzialità del futuro, possono tramutarsi in ottime opportunità di investimento per i risparmiatori, purchè viste sempre in un ottica di lungo periodo.

Ti lascio a questa breve introduzione sul tema.

Nelle prossime settimane entrerò nel dettaglio di ogni singolo Megatrend per scoprire insieme a te le opportunità da valutare in questo periodo.

Buona visione!

 

 

26 Apr 2020

La “Disruption”

Interruzione. Discontinuità. Rottura. Cambiamento. Rivoluzione.

Siamo nel bel mezzo di una trasformazione sociale ed economica.

Pensiamo, per esempio, per fare i nomi più noti, ad Amazon e a Zoom Comunication.

Beh, la potenzialità di Amazon era già nota nel mondo pre-virus e in questi 2 mesi ha fatto un ulteriore balzo in avanti, varando, tra le altre, un enorme piano assunzioni a livello mondiale …

Ma alzi la mano chi conosceva Zoom prima del Coronavirus.

La Zoom Video Comunication, nasce come una piccola società di telecomunicazioni nel 2011 a San Josè in California.

Grazie al Coronavirus, Zoom è passata dal milione di utilizzatori circa del 2013 a circa 2 miliardi e mezzo ad aprile 2020: vuol dire che circa un terzo della popolazione mondiale utilizza le sue “stanze” per comunicare. Pensate non solo al mondo economico-politico, ma a quello della didattica a distanza. Le scuole. Le università. Dove, ad inizio lockdown, Zoom ha iniziato, soprattutto in America a fornire gratuitamente i suoi servizi.

 

A inizio febbraio 2020 il valore di una sua azione era di circa 70 dollari. Oggi, dopo due mesi, quota circa 160 dollari. Un guadagno del 130% in due mesi.

Se è innegabile che purtroppo molti business cosiddetti “tradizionali” dovranno far fatica o addirittura cedere il passo, si stanno nel frattempo aprendo tante altre opportunità e ci sono già molti fondi di investimento che iniziano a scommettere sulla cosiddetta “disruption”  e su quelli che sono stati denominati i “megatrend” del futuro.

Approfondirò l’argomento più in dettaglio nei miei prossimi articoli.

Per qualsiasi approfondimento in merito, non esitare a contattarmi.

Mi chiamo Mauro Valentino e sono un Consulente Finanziario iscritto all’Albo unico dei COnsulenti Finanziari OCF (www.organismocf.it), nonchè certificato EFPA – European Financial Advisor.

Sarà un piacere potermi confrontare con te,

un caro saluto e a presto,

Mauro

19 Apr 2020

Bruciati MilleMila Miliardi in Borsa!

Il verbo “bruciare” evoca un evento irreversibile: uno s’immagina montagne di banconote ridotte in cenere e che mai più si potranno recuperare.

Il punto è: ma questi soldi bruciano per davvero? Cioè, un calo poderoso sui listini azionari ha il potere di ridurli in cenere cancellandoli per sempre dalla faccia dei mercati? Un buco nero li risucchia e mai più li rivedremo?

Non è così.

Diciamo che il verbo “bruciare” viene un po’ troppo spesso, in questi momenti, usato a sproposito.

In realtà non si brucia proprio nulla.

Cominciamo col dire che quella che noi chiamiamo “Borsa” altro non è che una piazza (oggi sostanzialmente digitale), in cui domanda e offerta si incontrano e formano un prezzo di scambio.

La consueta ed eterna danza tra domanda ed offerta forma il PREZZO. Su ogni mercato. Compreso quello azionario.

Cosa dice questa legge del mercato?

Una cosa molto semplice.

Quando la DOMANDA è MAGGIORE dell’OFFERTA = i PREZZI SALGONO.

Quando l’OFFERTA è MAGGIORE della DOMANDA = i PREZZI CALANO.

Quindi:

c’è chi detiene la merce (le azioni) e decide di venderla, e c’è chi vuole comprarla (gli investitori).

Quando l’offerta è inferiore alla domanda, il prezzo delle azioni sale.

Quando invece, a causa della paura generata dal contesto macro-economico, ci sono tanti azionisti che vendono le proprie azioni, i prezzi scendono, anche repentinamente, per cercare di incontrare la domanda che, in quel momento, è inferiore all’ offerta.

 

 

Ti lascio in calce anche un articolo di approfondimento su quest’argomento tratto da Econopoly del Sole24.

 

Miliardi bruciati a Piazza Affari? Falso, in Borsa non si brucia niente

 

Mi chiamo Mauro Valentino e sono un Consulente Finanziario iscritto all’Albo Unico OCF dei Consulenti Finanziari nonch’è certificato Efpa – European Financial Advisor.

Per qualsiasi dubbio, domanda, suggerimento scrivimi qui sul mio blog, sulla mia email o sui miei canali social: personalmente ritengo che lo scambio di informazioni sia sempre qualcosa di costruttivo.

Ti ringrazio per il tuo tempo,

a presto

Mauro

 

 

 

04 Apr 2020

Un’alleata speciale: la VOLATILITA’!

Il Signor Mercato ha una bancarella al mercato cittadino.

Il Signor Mercato è un signore prevedibile, addirittura noioso. Sua moglie, che lo sopporta da una vita, lo descrive così.

E’ così noioso e monotono che sappiamo con certezza che se compriamo la sua merce e la deteniamo nel lungo periodo, il suo valore aumenta, mediamente ogni anno, di oltre il 5%.

E se dopo 15 anni vogliamo rivendergli la merce comprata da lui, lui la ricompra al prezzo di quel momento, facendoci guadagnare complessivamente circa l’80%.

Chi lo farebbe?

Lui si, perché sa che il valore della sua merce, nel tempo, continuerà a crescere.

Ma se guardiamo il comportamento del Signor Mercato in occasioni particolari (che solo lui, sa!), rimaniamo sbalorditi! E’ completamente imprevedibile, schizofrenico!

Infatti è capace, di punto in bianco, di svegliarsi una mattina, andare al mercato, e svendere tutto a prezzi stracciati!

Negli ultimi 15 anni è già successo 3/4 volte!

Non succede spesso, ma quando capita sono occasioni da non perdere!

Infatti se normalmente la sua merce, nel lungo periodo aumenta mediamente di oltre il 5% annuo, figuriamoci se riusciamo ad accaparrarcela in quei momenti particolari di FUORI TUTTO!

Beh … per esempio se fossi capitato alla sua bancarella quel famoso primo febbraio del 2009 … cavolo! Oggi la mia merce si sarebbe apprezzata di oltre il 13% all’anno!!!

Un’altra bella occasione fu nel settembre 2011 … ad oggi avrei ottenuto una performance annua di quasi l’8%!!!

Che occasioni imperdibili!!!

Il signor Mercato, verso fine febbraio di quest’anno (2020), si è svegliato proprio così: è iniziato il “fuori tutto”!

Con metodo, strumenti e costi giusti … forse sarebbe il caso di approfittarne!

 

 

Mi chiamo Mauro Valentino e sono un Consulente Finanziario iscritto all’Albo Unico dei Consulenti Finanziari OCF (www.organismocf.it), nonchè certificato EFPA – European Financial Advisor (https://www.efpa-italia.it/che-cosa-e-la-certificazione-efpa/efa).

Trovi tutti i miei riferimenti nella Home del sito, anche per due chiacchiere senza impegno.

Credo che il confronto sia sempre costruttivo.

Grazie per il tuo tempo e a presto,

Mauro

29 Mar 2020

Il Vix, il termometro della paura.

Si chiama Vix ed è il termometro della febbre sui mercati.

Ribattezzato l’indice della paura, se il Vix esplode al rialzo, vuol dire che i trader stanno vendendo quello che hanno in portafoglio e, dunque, si aspettano tempi peggiori.

Venerdì 29 febbraio, nella settimana più pesante per i listini dalla crisi dell’ottobre 2008, il Vix – che è più che triplicato rispetto alla posizione pre-virus – ha toccato un nuovo record in negativo che non si vedeva dal 2009.

Una febbre così alta si era avuta solo quattro volte negli ultimi 20 anni: nel 2011 e nel 2010 (anni di crisi per la paura sui bond sovrani), nel 2008 (dopo il crack della Lehman Brothers) e nel 2002 (con lo scoppio della bolla della new economy).

 

La caratteristica principale di questo indice è quella, infatti, che, quando le cose nel mondo vanno male e le borse iniziano a scendere, lui sale.

Sale la febbre.

 

 

Al contrario, quando ha un andamento stabile e poco mosso, è considerato un buon segnale: significa mare poco mosso all’orizzonte, buon auspicio per continuare a navigare senza eccessive paure.

E’ proprio come quando nella vita ci troviamo di fronte a situazioni inattese e che soprattutto non conosciamo, ci assale la paura. La stessa cosa accade sui mercati: la primissima reazione è il “panic selling”.

Quello che si è verificato allo scoppio conclamato della pandemia del coronavirus è stato proprio questo: l’indice Vix è schizzato alle stelle, come mai era successo prima.

Gli indici azionari a livello globale hanno subito un contraccolpo pesante, ma soprattutto improvviso e repentino.

 

Ma qualche segnale positivo, si inizia ad intravedere.

E sembra che la febbre bollente e delirante si sia un po’ abbassata, lasciando intravedere buone speranze.

 

La febbre non è ancora passata, anzi.

Ma quando c’è febbre e il pericolo di morte sembra scampato, sui mercati iniziano ad aprirsi importanti opportunità.

Con metodo, entrando per gradi, ma entrando.

Perché cosi come questa febbre alta è arrivata all’ improvviso, così velocemente potrebbe andarsene e riportare presto alla situazione di partenza.

 

20 Mar 2020

Il P.A.C. va sempre bene, oggi ancor di più!

Quando iniziano i saldi, i negozi vengono presi d’assalto.

L’unico negozio da cui, invece di entrare quando ci sono i saldi, tutti scappano, è il negozio della Finanza.

Come mai invece non ne approfittiamo?

Se a Gennaio 2020 (l’altro ieri!), per comprare 1 azione dell’ ENI pagavo più di 14 euro, come mai, oggi che costa la metà (uno sconto del 50%), non corro a comprarla?

Il valore (da non confondere con il prezzo!) di Aziende come l’Eni (per fare un esempio vicino a noi) non può essersi dimezzato in 2 mesi, così come non perde il suo valore una borsetta di Luis Vitton acquistata sfruttando i prezzi in periodo di saldi.

Bene:  dobbiamo sapere che sui Mercati Finanziari, in questo periodo, è aperta la stagione dei SALDI.

In questo video voglio illustrati i dati che ci indicano le opportunità che si sono aperte in questo periodo, da sfruttare senza ombra di dubbio, ma senza correre, diversificando e con un piano di ingressi dilazionato e programmato.

Il buon vecchio PAC (piano di accumulo del capitale), per intenderci.

I SALDI (è nella loro natura) purtroppo FINISCONO sempre, e i prezzi riprenderanno a salire, superando i prezzi pre-saldi.

Questo è il mercato, non solo finanziario.

Buona visione

 

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10 Mar 2020

Oggi come ieri.

Calma e pazienza. Testa e non pancia. E’ il momento della ragione.

Oggi come ieri.

9 marzo di 11 anni fa. Il punto più basso toccato dalle borse mondiali dopo il default Lehmann.

I numeri ci dicono che lo S&P 500 quotava attorno agli 800 punti.

Mercati paralizzati, la fine del mondo. Ricordate quei momenti?

Il Crack Lehmann Brother aveva precipitato le borse mondiali ad un meno 30 rispetto ai massimi del 2007.

Ora però guardiamo i numeri di oggi e stampiamoli nella nostra mente.

Si è vero, ieri è stata una giornata sui mercati che probabilmente rimarrà nella storia come sono rimasti nella storia tutti i grandi tonfi che ci hanno preceduto.

Lo S&P500 con il meno meno 8% di ieri, sta perdendo, dai massimi del 19 febbraio 2020 oltre il 17%.

Il dato relativo spaventa.

Il punto è che dobbiamo guardare il dato assoluto. E cioè che lo S&P 500 oggi vale la bellezza di oltre 2700 punti. E cioè circa il 240% in più di 11 anni fa.

Dobbiamo ricordarci questo non perché domani spariranno di colpo la volatilità e l’incertezza sui mercati.

Ma semplicemente perché il 9 marzo 2020 come il 9 marzo 2009 saranno ricordati tra qualche tempo allo stesso modo: come un giorno di grande paura, che alcuni hanno saputo trasformare in un giorno di grande opportunità.

#restiamoacasa

#ilmondononsiferma

#ilmondoriparte

 

http://https://www.corriere.it/esteri/20_marzo_09/coronavirus-wuhan-nuovi-casi-6b1bdccc-61eb-11ea-9897-5c6f48cf812d.shtml

 

 

 

 

08 Mar 2020

What You See Is All There Is

E’ inutile nasconderlo e fare finta di niente: quello che stiamo vivendo l’abbiamo visto solo nei film di fantascienza sulla fine del mondo.

Non sono un medico, né tanto meno un virologo e mi rendo conto che le restrizioni temporanee messe in atto dal governo, sono una medicina necessaria per sconfiggere questo maledetto virus.

Non sono un virologo, dicevo, ma nel mio piccolo, me ne intendo però abbastanza di “virus finanziari”.

Infatti, oltre alle preoccupazioni socio-sanitarie di questi giorni, a lato, ovviamente, i mercati ci hanno messo il carico da novanta.

La paura, che è un sentimento innato ed utilissimo nel segnalarci situazioni nuove, potenzialmente pericolose, può farci perdere di vista la realtà.

Daniel Kahnemann, psicologo e premio Nobel per l’Economia nel 2002, sosteneva che ciò che VEDI è ciò che E’.

In pratica, sosteneva Kahnemann, tutti noi prendiamo decisioni in base alle informazioni che abbiamo disponibili, in base a ciò che vediamo e che ci aiuta a filtrare la realtà. Purtroppo, molto spesso, la realtà è più complessa di quello che pensiamo e per conoscerla effettivamente necessita di approfondimenti e di più informazioni che magari non abbiamo disponibili o non conosciamo.

In sintesi, ci invitava a fare grande attenzione, anche in Finanza, fra ciò che è REALTA’ e ciò che è la nostra PERCEZIONE della realtà.

What You See Is All There Is – WYSIATI.

Ma sui mercati, la realtà è così disastrosa come molti risparmiatori pensano?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ vero. Dal 19 febbraio, il picco massimo là in alto, l’indice azionario globale ha perso circa l’11,5%, tornando a trattare ai prezzi di settembre/ottobre 2019. OTTOBRE 2019 … l’altro ieri, per intenderci.

Ma l’avversione alle perdite è il bias cognitivo più pericoloso in Finanza, in quanto ci fa perdere l’ottica di lungo periodo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tradotto: ricordiamoci cosa ci hanno restituito i mercati negli ultimi 15 anni e che oggi siamo quel cerchietto rosso là in alto.

 

Guardando infatti l’andamento dei principali listini, quel che emerge è che assolutamente non sembra la fine del mondo. Anzi si scorge già qualche bel segnale che arriva proprio dalla Tigre Asiatica, là dove è iniziato tutto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I dati (se letti con cura, tornando a Kahnemann) ci dicono che la principale piazza asiatica, Lo Shangai Composite, dal 20 gennaio, giorno in cui la Repubblica Popolare Cinese ha annunciato al mondo lo scoppio dell’epidemia, ha perso oltre l’11%, toccando, il 3 febbraio il punto più basso e concretizzando un – 9% dall’inizio dell’anno.

Bene, la realtà ci dice che oggi, a circa un mese da quel 3 febbraio, lo Shangai Composite ha RECUPERATO TUTTO.

 

Le Borse occidentali (Dow Jones,S&P 500, Eurostoxx etc..) hanno iniziato la loro discesa più tardi. Esattamente un mese dopo rispetto allo Shangai Composite.  E in questo momento siamo in una forbice compresa tra il meno 10 e il meno 15.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cosa significa?

Solo una cosa, dal mio personalissimo punto di vista di “virologo finanziario”: che è assolutamente un momento buono, per chi ha liquidità parcheggiata, per iniziare ad entrare … magari attraverso un meccanismo di accumulazione, ma entrare.

Per chi invece è investito, non disinvestire.

Quando inizierà la ripresa, sarà repentina, a doppia cifra.

Ed uscire dai mercati significa, solo ed unicamente, concretizzare la perdita ma soprattutto perdersi definitivamente l’opportunità di recuperarla in fretta e lasciarsela alle spalle.

E questa credo sia una buona notizia, non solo dal punto di vista finanziario.

 

 

Mi chiamo Mauro Valentino, sono un Consulente Finanziario iscritto all’Albo Unico dei Consulenti Finanziari (OCF www.organismocf.it ) e sono certificato EFPA, European Financial Advisor (https://www.efpa-italia.it/che-cosa-e-la-certificazione-efpa/efa/) .

Per qualsiasi dubbio, scambio, approfondimento sono a completa disposizione. Scrivimi, sarà un piacere potermi confrontare con te.

Un caro saluto e a presto,

Mauro

 

#ilmondononsiferma

 

 

29 Feb 2020

Coronavirus ed altre catasfrofi. Razionalità od emotività?

La paura è un sentimento innato, ed è uno strumento utile a segnalarci delle situazioni: sta a noi lasciarci travolgere dagli eventi o tramutarli in opportunità.

Quel che è certo è che il mondo non finisce oggi con il coronavirus. Questa epidemia verrà sconfitta e l’economia, che ora sta soffrendo, ripartirà.

I dati: l’indice azionario globale (MCSI World) dai 2400 $ circa di metà gennaio (scoppio del coronavirus) ha ritracciato scendendo a circa 2180 $. Significa circa un 10%.

L’indice è tornato a trattare ai prezzi di Settembre 2019.

Un bel tonfo, non c’è dubbio. E probabilmente non è finita qui.

 

E quindi cosa facciamo? Usciamo dall’azionario? Salviamo il salvabile? Li mettiamo sotto il materasso e chi si è visto si è visto?

Se dovessimo dare corso al sentimento di paura che ci assale in questi momenti, dovremmo proprio agire così.

Ma vi siete domandati poi che cosa me ne faccio di tutti questi soldi sotto il materasso?

Per “materasso” intendo anche il conto corrente, ovviamente.

Riformulo: se li metto sul conto corrente, poi cosa me ne faccio? Investo nell’immobiliare? O rientro sui mercati?

Se penso di rientrare sui mercati, ho pensato a quando rientrarci?

Certo che ci ho pensato, quando le acque si saranno calmate, ovviamente.

E quand’è che le acque sono calme e il nostro sentimento di paura ci abbandona?

Quando il mercato sale.

E fin qui … solo che, magari (anzi meglio senza “magari”) lo sta già facendo da un pezzo. E il treno lo abbiamo già perso.

Esiste infatti un tipico comportamento (errato) del risparmiatore italiano: cioè quello di pensare di sapere qual è il momento migliore per entrare sui mercati. I gestori dei più grandi fondi internazionali (quei signori, che per intenderci si vedono nei notiziari di finanza e che fanno il lavoro di stare incollati ai monitor dei pc per seguire l’andamento delle borse mondiali, per comprare e vendere) definiscono questo momento, e cioè il “Market Timing”, che il risparmiatore italiano pensa di conoscere a menadito, come “il Sacro Graal” della Finanza.

Tutti lo cercano e nessuno lo ha mai trovato.

Detto questo, proviamo ora a prendere una boccata d’ossigeno, facciamo un bel respiro profondo e diamo un’occhiata a questo grafico.

Guardando all’azionario globale, questo momento catasfrofico che stiamo vivendo è rappresentato da quel cerchietto rosso.

Non voglio sminuire, voglio solo circoscrivere.

Negli ultimi 15 anni siamo di fronte ad un azionario globale (e quindi ad una economia globale), che al netto della crisi del 2008, della crisi del debito sovrano, dell’ “anno orribilis” del 2018 e del coronavirus, ha di fatto raddoppiato il suo valore (100%).

Lascio a voi i conti.

 

 

La paura ci porta a vendere quando il mercato scende e a comprare quando il mercato sale.

Siamo sicuri che sia la soluzione più razionale? O razionale è comportarsi esattamente al contrario e sfruttare i “saldi” che inevitabilmente si offrono in questi momenti per entrare sul mercato?

 

#ilmondononsiferma

 

Mi chiamo Mauro Valentino e sono un Consulente Finanziario iscritto all’Albo Unico dei Consulenti Finanziari (OCF) e certificato EFPA – European Financial Advisor (https://www.efpa-italia.it/che-cosa-e-la-certificazione-efpa/efa/).

Per qualsiasi dubbio, approfondimento, scambio di pareri, scrivimi senza impegno ai miei recapiti. Sarà un piacere poterti rispondere.

Grazie e a presto,

 

Mauro

14 Feb 2020

RUMORE vs INFORMAZIONE

Ovvero: panico contro razionalità.

A livello finanziario, notizie come quelle di seguito, che nel giro di nemmeno un mese dallo scoppio dell’epidemia del Coronavirus passano da titoli tipo “Crollo dei Mercati” a titoli come “I Mercati vedono la fine dell’emergenza”, non valgono nulla a livello informativo. Sono solo rumore.

Non che l’epidemia del Coronavirus sia da sottovalutare o sottostimare (e non lo è affatto), semplicemente, a livello economico e finanziario, i suoi effetti non sono ancora misurabili.

Mi spiego meglio: questo modo di fare informazione, serve solo a creare panico nell’investitore. Un giorno il Coronavirus annienta tutta l’economia globale, il giorno dopo le borse confidano nella fine dell’emergenza.

 

 

Notizie, a stretto giro, che danno input contrastanti o addirittura opposti. Questa non è informazione. Non è misurabile, non è certa. E’ solo rumore.

E il rumore non può aiutare l’investitore a fare scelte ponderate, razionali.

A livello finanziario, infatti, come ribadito in un mio precedente post di poche settimane fa, l’effetto negativo del Coronavirus è durato una settimana circa, con l’indice azionario globale che ha stornato di circa il 2%, salvo poi riprenderlo con gli interessi nelle settimane successive.

Qual’ è invece l’informazione vera di questi ultimi giorni, che, in mezzo al frastuono del coronavirus,  è passata inevitabilmente in secondo piano?

Il crollo delle nascite in Italia.

 

A chi si domanda cosa c’entri questo con la situazione finanziaria attuale e futura, provi a rispondersi pensando a quale Welfare può assicurare un Paese vecchio.

A quale crescita economica possa generare.

A quali impatti ci saranno sulla sostenibilità del bilancio famigliare, sull’assistenza, sulla previdenza … .

Dopodichè ragioni su quali nuove abitudini finanziarie questa rivoluzione silenziosa, che pochi guardano, dovrebbe attivare.

Eccola la vera informazione.

 

Mi chiamo Mauro Valentino e sono un Consulente Finanziario iscritto all’Albo Unico dei Consulenti Finanziari OCF (www.organismocf.it) e certificato EFPA, European Finanzial Advisor.

Per qualsiasi domanda, dubbio, approfondimento, scrivimi ai miei riferimenti in calce, sarò lieto di poterti rispondere.

Ti ringrazio per l’attenzione,

a presto

Mauro

 

fonte: Kaidan by Ecomatica