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24 Ago 2019

LA CERTEZZA DEL LUNGO PERIODO

Nella testa del risparmiatore, il conto corrente/conto deposito, il deposito a tempo, il bot, sono tutti strumenti che danno sicurezza. Nella testa del risparmiatore italiano la liquidità è sicura.

Averli sempre a disposizione. Poterli toccare con mano ogni qual volta che si vuole, come faceva Zio Paperone quando andava a farsi un tuffo nella sua cassaforte piena zeppa di monete d’oro.

Non lo dico io, ma l’ultima indagine sul risparmio delle famiglie italiane, condotta da Intesa SanPaolo con la collaborazione del Centro Einaudi (https://www.centroeinaudi.it/images/abook_file/risparmio-19/19_408_bro_einaudi_2019.pdf), dove si evince che il 38% circa degli intervistati ha come prima necessità per i propri risparmi la liquidtà, mentre solo il 7,6% mette in primo piano il rendimento di lungo periodo.

Infatti che cos’è che inquieta il risparmiatore italiano nel pianificare investimenti nel lungo periodo: la volatilità dei mercati, la loro oscillazione.

In realtà, e cioè MATEMATICAMENTE, è vero esattamente il contrario.

Infatti, chi rischia di più?

Chi li tiene sul conto corrente o chi investe nel lungo periodo?

Proviamo a leggere questo istogramma (ringraziando gli amici di Ecomatica www.ecomatica.it per la rielaborazione).

Rappresenta l’andamento, suddiviso per periodi di detenzione, di uno degli indici azionari più importanti al mondo, e cioè lo S&P 500, dal 1928 ad oggi.

E’ vero: i risultati passati non sono mai indice di rendimenti futuri, ma a questa frase bisognerebbe sempre aggiungere, per onestà intellettuale, che anche la liquidità lasciata sui conti correnti non significa certezza di averceli sempre a disposizione, anzi. E qui mi fermo, perché l’argomento merita di essere trattato a parte.

 

L’istogramma rappresenta il Massimo Rendimento e Minor Rendimento ottenuto dall’indice in base al periodo di detenzione dello strumento.

In pratica stiamo misurando, con dati reali, con dati storici riferiti all’indice azionario più capitalizzato al mondo su un arco temporale di circa 90 anni, quella cosa che spaventa tantissimo il risparmiatore italiano : come si comporta la VOLATILITA’ dei mercati azionari.

E che cosa vediamo?

Se in questi ultimi 90 anni circa avessimo investito per un anno i nostri risparmi nell’indice in questione avremmo potuto ottenere un massimo risultato del 52,6% , ma anche un minimo risultato del – 43,8%. La forbice, l’oscillazione in questo brevissimo orizzonte temporale sarebbe stata di oltre 95 punti percentuali.

Se avessimo investito  per 3 anni invece che 1, le cose sarebbero cambiate leggermente: infatti saremmo incorsi nell’opportunità di guadagnare al massimo un 30,8% , correndo un rischio di perdere un -27,3%. 59 punti percentuali di forbice.

In 5 anni notiamo già che il minimo si riduce notevolemente: si mantiene alto il massimo a 28,3% di guadagno, con un rischio di perdere il 12,7%.

Con un orizzonte temporale di detenzione dello strumento a 10 anni, notiamo una cosa strabigliante: di fatto si azzera il rischio di perdere denaro ( -1,7%) con la possibilità di guadagnare un massimo del 20,1%.

Oltre i dieci, la forbice tra massimo e minimo si attenua e soprattutto il minimo è sopra lo ZERO = non vi è stato, storicamente, rischio di perdita di capitale se avessimo investito nell’indice azionario S&P 500 per un orizzonte temporale superiore ai 10 anni. Con possibilità di guadagni importanti.

Questo dicono la matematica e la storia.

Cosa ne deduciamo?

Allungando l’orizzonte temporale, la volatilità dello strumento finanziario diminuisce.

E quindi, investire negli indici azionari per poco tempo equivale ad una SCOMMESSA, mentre investire negli indici azionari per periodi prolungati equivale ad una CERTEZZA.

Si può dire la stessa cosa per la liquidità parcheggiata sul conto corrente?

Rischio inflazione, rischio paese, rischio emittente, tassi negativi, costi bancari etc  …

Se il fine è quello di preservare i propri risparmi nel tempo, la liquidità rappresenta la certezza di perdere denaro.

Ma ne parleremo più approfonditamente nel prossimo articolo.

12 Ago 2019

MIFID 2 e il bravo Consulente

La Mifid2 è una normativa europea introdotta in Italia a partire dal 01 gennaio 2018.

In che cosa consiste?

Mifid2 obbliga gli intermediari finanziari (le Banche) ad applicare una serie di procedure volte alla maggiore trasparenza nei confronti dei clienti finali, gli investitori.

E questo attraverso informative ex ante ed ex post molto dettagliate che riguardano non solo le caratteristiche del prodotto finanziario proposto (la durata, la composizione, il rischio, i costi etc …) ma anche e soprattutto attraverso una’analisi del cliente/investitore per capire se effettivamente quel prodotto è adatto al suo profilo di rischio.

Norma assolutamente necessaria per indirizzare e sensibilizzare maggiormente gli operatori del settore ed evitare storture e “forzature alla vendita” che , innegabilmente, nel passato, anche recente, hanno fatto parlare i media, a ragion veduta, di “risparmio tradito”.

Ciò non toglie che, dal mio punto di vista, il professionista serio abbia da sempre operato seguendo principi deontologici tali da potergli consentire di conoscere e valutare a fondo le caratteristiche del proprio cliente e della sua famiglia, e di proporgli lo strumento finanziario più adatto alle sue esigenze. Informandolo puntualmente sui costi sostenuti e sugli obbiettivi che si desidera raggiungere.

Perché dico questo?

Perché, almeno per quanto mi riguarda, Mifid 2 è sempre esistita.

Infatti per poter consigliare lo strumento finanziario più adeguato ad un cliente, è essenziale conoscerlo : conoscere lui/lei dal punto di vista personale, lavorativo e familiare ma anche aziendale, qualora sia un imprenditore.

In Mifid2 si chiama “profilatura del cliente”.

In una parola: conoscerlo.

Esistono alcune domande che possono sembrare superflue o addirittura banali,  ma che sono invece imprescindibili e che ogni bravo Consulente dovrebbe fare ai propri clienti o futuri clienti prima di ogni investimento.

 

1) Hai mai investito in passato? Quanto sai di investimenti, economia e finanza? (questa prima domanda è rivolta essenzialmente a possibili futuri clienti, che non hanno mai investito con quel Consulente)

2) Quale durata vorresti avesse il tuo investimento? O meglio, per quanto tempo puoi privarti di questi soldi e quando ne avrai bisogno? (in pratica, definire l’orizzonte temporale dell’investimento)

3) Quali sono i tuoi obbiettivi? Hai un obbiettivo di lungo periodo?

4) Come reagiresti, durante il periodo concordato dell’investimento, ad oscillazioni in negativo del capitale investito?

 

In seguito, il bravo Consulente, sarà in grado di proporti un ventaglio di soluzioni e per ognuna delle quali, attraverso la consegna dei relativi fogli informativi, ti illustrerà i relativi costi da sostenere in totale trasparenza.

Il parallelo automatico è quello con la figura del Medico.

Il Medico parte sempre dall’anamnesi del paziente per inquadrare e capire meglio i sintomi presentati. Una volta analizzato il tutto nel suo complesso è in grado di elaborare una cura, dettagliandola nei suoi particolari.

 

Il tuo Consulente ha sempre seguito queste minime e basilari norme di comportamento?

Allora sei in una botte di ferro.

27 Lug 2019

Si ok, ma qual è il tasso?

“Che tassi ci sono adesso?”

Durante la mia giornata lavorativa fra clienti, potenziali tali, amici e parenti, quando si inizia a parlare di investimenti, 9 volte su 10, questa è la domanda che mi sento rivolgere.

E mi rendo conto che molto spesso ci sono delle aspettative di remunerazione dei propri risparmi che sono assolutamente fuori contesto.

E allora faccio una veloce “googolata” e mi accorgo che ci sono Banche che offrono , per un deposito vincolato ad un anno,  addirittura l’ 1,50%.

 

Siamo a luglio 2019, e per questo dico “addirittura” e soprattutto dico “attenzione”.

Faccio quindi un’ ulteriore “googolata” di approfondimento e vedo, per esempio, come volevasi dimostrare, che la Banca Popolare di Bari, non naviga in acque tranquille.

 

 

E questo cosa c’entra? C’entra eccome!!!

Provo a spiegarmi meglio.

Che cos’è e come si forma il tasso d’interesse?

Il tasso offerto da un emittente per remunerare i depositi dei propri clienti si compone di due parti:

  • La prima è uguale per tutti e lo decide il mercato : discende dalle decisioni della Banca Centrale, che abbassa o alza questo tasso in base alle diverse condizioni macroeconomiche. La Banca Centrale è un po’ come un miscelatore d’acqua: mette acqua fredda quando l’acqua nella vasca è troppo calda e, viceversa, quando l’acqua è troppo fredda, mette acqua calda.

Nelle fasi di difficoltà economica (come quella che stiamo vivendo da dopo il 2008) tende ad abbassare i tassi, per agevolare l’economia attraverso l’agevolazione del credito; viceversa quando il ciclo economico è in espansione, alza i tassi d’interesse per contenere l’inflazione.

Questo primo mattoncino è la base di ogni rendimento, il “minimo” che tutti i “prestatori” dovrebbero incassare.

Descrive quello che in genere viene chiamato “tasso risk-free” e viene misurato con il tasso IRS (interest rate swap).

 

  • C’è poi una seconda parte, che non ha nulla a che vedere con il mercato, e che dipende dal soggetto specifico a cui si presta denaro.

Tanto più quest’ultimo sarà solido ed affidabile, tanto più questo secondo mattoncino sarà sottile.

Qualora invece il debitore fosse più traballante e fragile, egli sarebbe “costretto” a compensare questa debolezza strutturale con una maggiore remunerazione.

Questo secondo mattoncino viene comunemente chiamato spread.

 

Tornando alla domanda iniziale (“che tassi ci sono?”) e all’offerta attuale di conti deposito a 12 mesi, è bene quindi sapersi che l’IRS a 1 anno, oggi, recita così :

 

-0,39% !!!

 

Che cosa significa?

Significa che il secondo tasselo che compone il tasso offerto della Popolare di Bari, e cioè lo SPREAD,  è molto spesso: essendo in questo momento un emittente non particolarmente sicuro, per attirare “prestatori” di denaro, è disposta a remunerare quasi 2 punti percentuali in più rispetto al tasso “privo di rischio”, su un orizzonte temporale di 12 mesi.

 

Quindi, che cosa dovrebbe fare un investitore prima di farsi ammaliare dal tasso?

Dovrebbe semplicemente scomporlo: per capire se esso è generato più dal tassello numero 1 (il mercato, il ciclo economico) o dal tassello n. 2 (le condizioni di affidabilità in cui versa il singolo debitore).

 

E se invece di prestarli, li avessimo presi in prestito noi dei soldi dalla Banca?

E’ bene tenere d’occhio Il tasso IRS, non solo quindi per valutare la solidità dell’emittente a cui intendiamo prestare i nostri risparmi, ma anche, al contrario, se abbiamo preso in prestito dei soldi da una banca:

il tasso IRS viene utilizzato, infatti, anche per i Mutui a tasso fisso.

In questo caso i prestatori sono le Banche.

 

Come si vede da questa tabella, il tasso IRS negli ultimi 15/20 è variato molto, perché, come ci siamo detti prima, sono variate molto le condizioni macroeconomiche.

Ad esempio, il tasso IRS a 10 anni è passato dal 4,78% del settembre 2002 allo 0,24% del luglio 2019.

Se posso quindi permettermi un ultimo consiglio, questo è quindi assolutamente un buon periodo, valutando attentamente i costi e gli spread (“tassello n. 2”) applicati, per contrarre un mutuo prima casa e, soprattutto, per surrogare vecchi mutui fatti prima del 2008.

09 Ott 2018

Aperitivo con il Consulente la Pensione Integrativa

E’ finalmente disponibile la sintesi in PDF del seminario che ho tenuto a Mantova il 3 Ottobre u.s. facente parte del ciclo “Aperitivo con il Consulente” dedicato questa volta alla Pensione Integrativa. 

La nostra pensione futura dipenderà dalle scelte che faremo oggi!

Ritengo sia doveroso per tutti nessuno escluso, acquisire quante più informazioni possibile sulla materia, allo scopo di poter prendere decisioni che siano ponderate e consapevoli, non ipotecare il tuo futuro, prima informati.

Per questo motivo ho deciso di rendere pubblica, nonché distribuire GRATUITAMENTE la sintesi del seminario che ho tenuto a Mantova il 13 Ottobre 2018, in origine in origine destinata ai soli partecipanti.

Per leggere la sintesi clicca sull’immagine qui sotto:

 

La Pensione Integrativa

Sintesi convegno sulla Pensione Integrativa del 3 ottobre 2018

 

 

30 Mag 2018

FONDO TUTELA INTERBANCARIO quando non basta Cosa fare per difenderti

Il Fondo di Tutela Interbancario, nato per difendere i risparmi degli italiani, se non fosse sufficiente? Qui spiego cosa dovresti fare fin da subito.

Il Fondo di Tutela Interbancario (FITD) è un consorzio di banche, nato nel 1987 avente lo scopo di garantire i risparmi dei cittadini italiani, in caso di default di un istituto di credito o in caso di grave crisi finanziaria.

Ricadono sotto la tutela del FITD, i conti correnti,i conti deposito gli assegni circolari, i certificati di deposito ed i libretti di risparmio nominativi.

  • A che cosa dovrebbe servire

Lo scopo del Fondo di Tutela Interbancario dovrebbe essere quello di tutelare i piccoli risparmiatori nel caso di applicazione della normativa bail in  in caso di default della banca e per evitare la corsa agli sportelli nel caso di gravi crisi finanziarie.

In apparenza una gran bella cosa, ma è davvero così?

Ti rispondo con un numero

0,03%

 

Volevo scriverlo più grande, ma spero tu sia riuscito a leggerlo, benissimo adesso che lo hai letto, fissalo per bene nella tua memoria e mettilo un attimo da parte.

  • Una precisazione

Un anno fa precisamente il 30 marzo 2017 il governatore della Banca d’Italia  Visco, nel suo intervento al Senato per la consueta relazione annuale sullo stato di salute delle famiglie italiane fa emergere un dato molto importante, quello che ben il 30% dei risparmi degli italiani giace presso depositi bancari e postali.

Gli italiani si sa, sono sempre stati dei grandi risparmiatori e contrariamente al resto dell’Europa, la grande parte di tutto il risparmio italiano è allocata nel settore immobiliare.

Ma quanti soldi ci sono sui conti correnti e sui conti deposito?

 

 

1.300,00 miliardi!!

Hai letto bene, una cifra enorme, semplicemente parcheggiati su conti correnti conti deposito libretti di risparmio postali e bancari.

  • Come si spiega questo fenomeno?

Anzitutto un fatto culturale, da 3 generazioni l’italiano è educato al concetto di investimento sicuro, un gran numero di piccoli risparmiatori ancora oggi pensa che il conto corrente sia una forma di investimento, ed al massimo predilige il Titolo di Stato per questa sua aura leggendaria di sicurezza, oltre anche alla naturale tendenza alla pigrizia mentale, non avermene, ma abbiamo un pochino la tendenza a delegare per non sentirci coinvolti e scaricare responsabilità che in fondo sono solo nostre.

Guarda il mio video: BTP or not BTP è il dilemma

Gli avvenimenti poi degli ultimi anni, crisi finanziarie, fallimenti bancari ecc. non hanno certo aiutato a far brillare l’immagine del sistema bancario, anzi hanno portato il risparmiatore fondamentalmente a non fidarsi più (sovente con ragione) di strumenti e soluzioni di cui non ha il controllo e di cui non conosce i meccanismi.

Quindi nel dubbio il risparmiatore non si muove, lascia tutto fermo dove si trova (sul conto) oppure al massimo su di un conto deposito o un libretto postale, in alternativa colloca parte del risparmio nei Titoli di Stato Bot, BTP ecc.

In fondo se proprio le cose andassero male, il Fondo di Tutela garantisce fino a 100.000,00 pertanto perché prendersi dei mal di pancia? Apparentemente è tutto a posto, oppure no?

Adesso ti chiedo la cortesia di leggere la tabella qui sotto, che rappresenta lo stato patrimoniale del FITD al 31/12/2017 quanti soldi ci sono in cassa per capirci.

 

 

Sulla riga finale Totale Patrimonio Netto si legge 415.392.000,00 Euro, bene quello è quanto c’è in cassa!

Che basterebbe forse a coprire il default di una piccolissima Banca della più remota provincia Italiana.

Ma Visco non ha parlato di un risparmio complessivo di 1.300 miliardi? 400 MILIONI Vs. 1300 MILIARDI! mi sembra che anche senza essere un analista finanziario, la differenza si percepisca ad occhio nudo.

In caso di crisi generalizzata servirebbero 1300 miliardi mentre attualmente in cassa ci sono 400 milioni comprendi adesso?

Ed è qui che rientra in gioco il numero che ti ho chiesto di memorizzare poc’anzi, il famoso 0,03% che è quanto c’è di disponibile per le coperture.

Se ad esempio io avessi 30.000,00 Euro depositati in banca, in caso di default mi vedrei restituiti la bellezza di 9 e dico NOVE EURO!!

Certo una forte crisi improvvisa e generalizzata è difficile che si concretizzi realmente, ma non impossibile ed i fatti del 2007 ci dimostrano che può accadere, sicuramente la banca dove hai collocato i tuoi risparmi è solidissima, ma abbiamo visto in TV e letto sui giornali di Istituti che fino al giorno prima si pensavano floridi, non esserlo affatto, vedi MPS, Banche Venete, Etruria ecc.

  • Evitare questo è possibile? SI è possibile!

Evitare tutto questo è possibile, mettersi al sicuro da eventuali bail in, da improvvisi fallimenti del nostro istituto di credito, da crisi generalizzate si può, e lo puoi fare anche tu, senza prenderti troppi grattacapo in maniera che è più semplice di quanto tu possa pensare, ti basterà seguire alcune semplici precauzioni.

anzitutto devi sapere che per tutelare in maniera davvero efficace i tuoi risparmi servono:

Metodo, pazienza e disciplina.

 

Leggi Investire si, ma con pazienza e disciplina

Come vedi nessuno ti chiede di diventare un guru della finanza, bensì di applicare qualità che già possiedi oltre ai suggerimenti che ti fornirò e che potrai mettere in campo fin da subito.

  • Solidità

Come ti ho fatto notare poc’anzi, non esiste la garanzia assoluta di restituzione del tuo capitale pertanto è bene prendere qualche accorgimento, innanzitutto valutando con estrema attenzione presso quale istituto hai accantonato i tuoi soldi, lascia perdere per favore considerazioni quali ma la banca è sotto casa, è comodo il parcheggio, ci lavora mio cugino oppure mio nipote è il direttore, questi non sono indicatori di solidità ed anche il nome se suona prestigioso od altisonante, non c’entra proprio nulla.

Le considerazioni si fanno in un altro modo, analizzando degli indici specifici, niente di complicato sono sotto i nostri occhi tutti i giorni, indici quali:

Esistono poi altri indicatori più specialistici, per i quali è meglio chiedere consiglio ad un consulente finanziario esperto, che potrà guidarti nella scelta della Banca migliore per te.

Se vuoi conoscere questi indici e come vanno interpretati, puoi approfondire leggendo questo articolo I 6 indicatori da considerare prima di scegliere una Banca.

  • DIVERSIFICA

Lo ripeto non so quante volte al giorno e non mi stancherò mai di farlo, questo è il miglior consiglio che mi sento di darti, ma non solo io, chiedi a qualsiasi consulente finanziario se diversificare è un atteggiamento corretto e ti risponderà la stessa cosa.

Non mettere tutte le uova in un paniere

 

Hai messo i tuoi risparmi in una singola banca, se succede qualcosa sono a rischio te ne rendi conto? Hai lasciato una parte dei risparmi sul conto corrente mentre un’altra parte li hai investiti ma sempre in prodotti della banca (azioni,obbligazioni,polizze) non stai diversificando, sei al punto di partenza, continui ad accollarti TUTTI i rischi, ottenendo in realtà una forte concentrazione, mi spieghi perché lo fai?

Diversificare significa orientarsi verso mercati differenti, aree geografiche diverse (il mondo è grande) strumenti finanziari diversi, ben differenziati, nelle giuste proporzioni, che tengano conto sempre e soltanto di 2 aspetti fondamentali:

  1. I tuoi progetti di vita
  2. La tua tolleranza al rischio

Il rischio, grande o piccolo che sia, esiste sempre, soprattutto quando non fai nulla per evitarlo.

Leggi anche: Clausole di Azione Collettiva, i Titoli di Stato sono ancora SICURI?

  • Impara a gestire l’emotività

I mercati, le borse, lo spread (in questo periodo è tornato di moda) salgono e scendono tutti i giorni, per milioni di motivi diversi, elezioni politiche, guerre, pestilenze, eventi naturali quali terremoti, Tsunami ecc. i giornali e la Televisione poi non aiutano, preferendo alimentare il fuoco dell’ansia con titoli sensazionalistici.

Corrergli dietro tutti i giorni sarebbe come pretendere di misurarsi la febbre ogni minuto il risultato ? una gran confusione e di sicuro tanti mal di pancia.

Perché procurarsi volontariamente dell’ansia quando se ne può fare a meno?

Quando si organizza una buona pianificazione dei propri risparmi che siano funzionali ai tuoi progetti di vita, pianificazione successoria compresa, tutto questo passa in secondo piano.

Giusto per informazione personale, i grafici di borsa hanno senso soltanto quando si allarga l’orizzonte temporale e si visualizza un andamento almeno 5 o 10 anni, allora si vedono molte altre cose.

Ad esempio, prendiamo l’indice FTSEMIB l’indice rappresentativo dell’economia Italiana, il quale esprime mediamente la quotazione delle maggiori aziende italiane.

Sentiamo tutti i giorni i media raccontarci di crisi economica, di miliardi bruciati in borsa e tante altre cose brutte ma è davvero così?

 

 

Ebbene no, venerdì 21 Giugno 2013 il suo valore era di 15.254,82 Bps (Basis Pointsal momento della stesura di questo articolo è di 21.445,90 il che corrisponde a: 

Un aumento di circa il 27,61% in 5 anni!

 

Che si traduce in un aumento di più del 5% / annuo. Come vedi la realtà che traspare è ben diversa!

Non farti trascinare nel gorgo delle emozioni in particolare dai media, i giornali campano con il sensazionalismo,i giornalisti non sono cattivi, ma devono vendere le copie del giornale tutti i giorni ed una notizia catastrofica, o resa tale dal titolo e dal racconto,che di essa viene fatta attira di più l’attenzione del pubblico, con conseguente aumento delle vendite, cerca di restare con i piedi per terra e cerca anche informazioni alternative, oggi con internet ed i social è questione di pochi attimi è dei tuoi soldi che stiamo parlando ed è una tua responsabilità che ti piaccia oppure no.

  • PIANIFICA

Chiuditi in una stanza in silenzio e fissati degli obiettivi di vita che siano ben chiari incolonnali in ordine di importanza e poi elencali anche in ordine temporale, quello che noi consulenti chiamiamo orizzonte temporale per ognuno dei tuoi obiettivi.

Quali obiettivi di vita? Ognuno di noi ha i propri, ma i più comuni sono senz’altro:

  • Acquisto auto nuova
  • La casa
  • Il matrimonio della figlia/o
  • Accantonare risorse per lo studio dei figli
  • Mettere da parte i soldi per la pensione
  • Mettermi al sicuro da una eventuale non autosufficienza
  • Organizzare la successione

Dopodiché ognuno di noi sviluppa i propri personalissimi progetti, una volta messi nel dovuto ordine non deviare dalla strada e cerca gli strumenti che ti consentano il raggiungimento di detti obiettivi

  • AFFIDATI AD UN CONSULENTE

Hai lasciato i tuoi soldi fermi su un conto corrente, anche se non ne avevi bisogno nell’immediato per soddisfare una qualche tua specifica necessità, forse lo hai fatto perché non hai la testa ne il tempo par stare dietro a queste cose, perché non ti fidi più del sistema o semplicemente per pigrizia, il punto non cambia, ti sei preso inconsapevolmente un sacco di rischi inutili.

La mia personale risposta è che devi affidarti ad un consulente finanziario, sai perché un consulente?

Per lo stesso motivo per cui tutti noi quando dobbiamo pagare le tasse ci rivolgiamo ad un commercialista, quando abbiamo mal di denti andiamo dal dentista e non ci troviamo nulla di strano, lo facciamo perché non è mestiere nostro e quindi cerchiamo il professionista adatto che ci risolva il problema.

Il consulente finanziario è un professionista certificato, vuol dire che possiede tutte quelle competenze che ti servono per risolvere il problema della gestione dei tuoi risparmi, che ti consentano di fare quelle scelte ragionate e razionali di cui ti ho appena parlato.

Scopri di più leggendo anche: Come riconoscere un buon consulente finanziario

Parla con lui/lei, descrivigli quali sono i tuoi progetti di vita a breve, nel medio e nel lungo periodo, cerca di fargli capire che cosa ti spaventa e cosa no, che cosa non ti è chiaro e pretendi da lui/lei tutte le spiegazioni possibili, sul funzionamento degli strumenti scelti per te, perché proprio quelli strumenti e non altri, quanto costano e come consentiranno il raggiungimento dei tuoi progetti di vita; tu hai bisogno di un professionista che sappia ascoltarti, che prenda buona nota dei tuoi progetti e ti accompagni verso la loro realizzazione, stando bene attento a farti evitare le buche che inevitabilmente s’incontrano lungo la strada.

Hai letto fino a qui eccellente! 

Spero di averti offerto una panoramica completa ma senza averti annoiato troppo.

Adesso dimmi, tu come ti comporteresti nel caso in cui tutta la tua liquidità fosse parcheggiata su di un conto corrente o deposito?

Se vuoi scrivimi le tue opinioni nei commenti oppure se preferisci una conversazione più “privata” scrivimi una mail a: mauro.valentino@allianzbankfa.it

A presto

 

23 Mar 2018

Investire con successo si può ma è questione di Pazienza e Disciplina!

Investire con successo è veramente possibile a patto che si rispettino determinate condizioni.

 

Cosa dici? Bisogna avere un sacco di soldi? Certo può aiutare molto ma non è indispensabile, investire con successo si può ed anche con cifre piccole, piccolissime!

Il denaro è soltanto uno strumento, le condizioni che devi possedere per investire con successo o meglio, per raggiungere i tuoi obiettivi di vita, dare corpo ai tuoi sogni, devi possedere caratteristiche peculiari che poco hanno a che vedere con i soldi, il segreto dei grandi finanzieri altro non è che…

 

Pazienza e disciplina!

Molta, moltissima pazienza e tanta, tantissima disciplina! Sì sono proprio questi i segreti del successo o meglio, i segreti che ti consentiranno di raggiungere i tuoi obiettivi di vita di concretizzare i tuoi progetti!

Io svolgo la professione di consulente finanziario già da qualche annetto ormai e le domande che mi sono sentito rivolgere negli anni sono sempre le stesse:

  • Dove posso investire in maniera sicura?
  • Hai qualche titolo interessante da suggerirmi?
  • Dammi qualche dritta tu che sei nell’ambiente!

Queste sono le domande più comuni che mi vengono rivolte quasi quotidianamente, come se io fossi a conoscenza di chissà quale informazione segreta, o di qualche investimento miracoloso su dei mercati innovativi!

Queste persone le capisco, comprendo bene il loro affanno, sempre alla ricerca della “pista calda” del titolo del momento…

Dietro queste domande in realtà si nascondono grandi aspettative, ottenere quegli extra rendimenti che potranno soddisfare quei bisogni, quei progetti che da tempo, da troppo tempo, giacciono nel cassetto.

– Forse ti deluderò ma devi sapere la verità

La matematica (che non è un’opinione) ci insegna che non esiste un singolo investimento che possa soddisfare la molteplicità dei bisogni finanziari di lungo periodo che tutti noi possediamo.

Sovente le persone rimangano a dir poco perplesse, quando cerco di spiegare loro con tutta la calma di questo mondo, che non avranno mai risposta alle richieste di cui sopra se prima non ci si siede attorno ad un tavolo e si affrontano altre domande del tipo:

  • Perché stai risparmiando?
  • Che obiettivi intendi raggiungere con i tuoi risparmi?
  • Quali sono i tuoi progetti di vita per i prossimi 5 anni?
  • E per i prossimi 15/20 anni?
  • Qual’è la tua capacità di risparmio effettiva?
  • Ritieni di dover prelevare tutto o in parte questi denari?
  • Quanto sei disposto/a a rischiare?

Queste sono soltanto alcune delle domande a cui bisognerà dare una risposta chiara, prima di pensare a come investire, o meglio a studiare una strategia d’investimento che ti metta nelle condizioni migliori per raggiungerli davvero i tuoi progetti di vita, senza passare l’esistenza saltando di palo in frasca, alla ricerca del “Titolo sicuro” con l’unico risultato di sprecare tempo, energie e…parecchio denaro!

Invece di chiedermi su quali mercati o prodotti conviene investire, perché non provi a chiedermi:

 

COME dovrei investire?

– Risparmiare è come fare una dieta

Esatto proprio così, mi rendo conto di non essere particolarmente originale e frizzante, ma funziona in questo modo, proprio come le diete, tutti noi sappiamo che mangiare meno, in maniera più equilibrata e fare esercizio fisico quotidiano, ci consentiranno non soltanto di perdere peso, ma anche di evitare pericolose patologie, certo lo sappiamo, ma poi lo facciamo davvero?

Una dieta sai cosa richiede? Richiede 2 cose:

  • Costanza
  • Disciplina

Ma preferiamo invece le scorciatoie, ed ecco perché su internet e negli scaffali delle librerie si affollano tonnellate di libri e contenuti che promettono la dieta del momento, perdere peso senza sforzo ed in poco tempo, 20 Kg in 5 giorni! E via discorrendo.

Nella finanza accade esattamente la stessa cosa, internet e le librerie sono piene di testi e contenuti che ciclicamente ci propinano…

 

La dritta finanziaria del secolo!

Impostare e portare avanti una strategia d’investimento, pianificare, monitorare i risultati è molto difficile farlo da soli, per questo lavorare a stretto contatto con un consulente che, al pari del tuo personal trainer in palestra, può aiutarti a mantenere quella disciplina, quella costanza, che sono le doti ssolutamente necessarie per raggiungere i tuoi obiettivi molto più che il titolo caldo del momento, o di tutta la fuffa che gravita intorno al mondo della finanza.

– La gratificazione

Rinunciare agli stimoli, in attesa di una gratificazione futura è davvero molto difficile, in particolar modo oggi, che siamo letteralmente bombardati da stimoli di tutti i generi dalla mattina alla sera.

Questo spiega perché risulta più facile spendere centinaia di euro per una smart TV (quando ne possiedi già Tre) oppure per lo smartphone ultimo modello, mentre risulta difficilissimo trovare quegli euro extra da dedicare al risparmio che un giorno, molto lontano (in apparenza), ti consentirà di ottenere una gratificazione maggiore, la gratificazione data dal conseguimento dei tuoi progetti di vita.

– Hai fatto il Piano? Allora rispettalo!

Una volta che insieme al tuo consulente di fiducia avete delineato un piano di investimento, la miglior cosa che tu possa fare è:

 

Rispettarlo!

La letteratura finanziaria, i giornali, le esperienze personali mie, tue e dei tuoi conoscenti traboccano di esempi di risparmiatori che hanno investito i loro soldi e sono rimasti fortemente delusi e sai perché?

Perché nella stragrande maggioranza dei casi non hanno rispettato, ammesso che ne avessero uno, un piano strategico, non hanno rispettato i tempi dell’investimento, con il risultato di ottenere performance molto al di sotto delle reali performance dei mercati.

La stragrande maggioranza degli investitori non fa altro che entrare ed uscire in continuazione dai mercati sempre alla ricerca del “colpaccio” con il risultato di uscire nel momento peggiore, ovvero quando i mercato sono in forte ribasso, perché presi dall’ ansia e rientrare nel momento meno adatto, quando i mercati rimbalzano, con l’unico risultato di distruggere i propri risparmi ed ingrassare di commissioni le banche.

– Concludendo

La più concreta, semplice e probabilmente la migliore risposta che posso dare alla domanda “come posso investire?” è la seguente:

 

Fai un piano e rispettalo fedelmente con pazienza e disciplina!

Mi sento anche di aggiungere in tutta franchezza di non farlo da solo, fatti aiutare da un professionista, soltanto insieme potrete concretamente creare una strategia vincente.

Adesso però dimmi la tua, pensi che per poter investire saggiamente siano necessarie pazienza, tempo e disciplina?

Fino ad oggi come hai gestito i tuoi risparmi?

Dimmi cosa ne pensi nei commenti e sarò lietissimo di poter conversare con te sul tema.

A presto

Mauro

 

11 Gen 2018

Welfare Aziendale fra cliente e lavoratore

Trattare gli individui da adulti. Trattarli come partner; trattarli con dignità; trattarli con rispetto. Trattare loro e non gli investimenti del capitale o l’automazione, come fonte primaria degli incrementi di produttività. Questa è la lezione fondamentale uscita dalla nostra ricerca sulle aziende di successo, se si vuole la produttività ed i guadagni economici che ne derivano, occorre che i lavoratori siano visti come la vostra risorsa più importante”.

Alla ricerca dell’eccellenza” di Thomas J. Peters, Robert H. Waterman Jr. Ed. Spearling & Kupfer, 1986

Esiste una stretta correlazione fra come vengono trattate le persone che lavorano nell’azienda e come vengono trattati i clienti. Se le persone in azienda non vengono trattate bene, come ad esempio non dare nessun peso ai loro problemi o esigenze, l’azienda stessa sarà molto meno orientata ad ascoltare le esigenze del cliente, con tutte le logiche conseguenze del caso.
Fino a qui nulla di nuovo sotto il sole, queste cose si sanno da lungo tempo ormai, almeno nella teoria, perché se guardiamo la realtà quotidiana il quadro che appare invece è a dir poco sconfortante, pertanto quali strategie mettere in campo per colmare questo gap?

 

 Primo passo avere un piano:
Metti in campo un bel piano di welfare aziendale! Bello ma da dove cominciare? Certo che bisogna avere le idee molto chiare prima di mettere in campo un piano di welfare aziendale che abbia delle concrete possibilità di successo, devi avere l’assoluta padronanza del quadro d’insieme prima di andare ad individuare gli obiettivi da raggiungere.
Devi per prima cosa stabilire con esattezza qual’è il tuo punto di partenza, poi dovrai definire i tuoi obiettivi, il piano d’azione dovrà avere delle caratteristiche ben precise che ti riassunto nella lista qui sotto.

 

Il piano aziendale deve essere SMART:
S (Specifico) l’obiettivo o gli obiettivi devono essere ben chiari e specifici.
M (Measurable) avere un sistema di misurazione dei progressi rispetto agli obiettivi
A (Attainable) il piano deve poter essere concretamente raggiungibile
R (Relevant) Rilevante, deve valere la pena investire risorse per la sua realizzazione
T (Time-based) Avere un orizzonte temporale ben definito a priori

 

 

 

Porsi obiettivi troppo ambiziosi, sovrastimare o sottostimare (caso più frequente) il tempo di realizzazione, non dotarsi di adeguati strumenti di analisi e verifica dei risultati porta 9 volte su 10 al fallimento di tutta l’operazione!
Diviene fondamentale a questo punto conoscere la situazione reale di partenza, sia in termini di ambiente di lavoro, di comunicazione aziendale, di percezione dell’azienda da parte dei lavoratori, management compreso, delle condizioni fisiche ed ambientali del settore produzione, della percezione dell’azienda da parte dei clienti.
Come si può ottenere tutto ciò? Il primo passo consiste sicuramente nell’ indagare in maniera più approfondita possibile, chiedendo ai diretti interessati, lavoratori, management, clienti, fornitori, a tale scopo determinante la predisposizione di uno o più questionari dedicati, uno per i lavoratori ad esempio, ed uno per i clienti, dove poter acquisire quelle informazioni che ti consentiranno dii effettuare il passo successivo, ovvero la determinazione degli obiettivi ed il piano strategico per raggiungerli.

Ora dimmi la tua, hai mai pensato nella tua azienda di organizzarti secondo un piano di welfare ben dettagliato?

Vorresti ma, non sai da dove cominciare? Guarda che non è assolutamente un problema contattami così ne parleremo più approfonditamente!

 

05 Gen 2018

Come Progettare il welfare aziendale

La mia nuova rubrica settimanale dedicata al mondo del welfare aziendale, in cui intendo percorrere insieme a te, le tappe fondamentali per la progettazione e la messa in campo delle migliori strategie che mettano in condizione l’imprenditore di poter recuperare quella competitività persa in questi anni.
Oggi andrò ad esplorare i principi fondamentali che dovrai tenere sempre a mente in ogni fase di sviluppo del tuo personale progetto di welfare.
 
– Anzitutto cos’è il welfare aziendale
Il welfare è un qualcosa di trasversale, che va a toccare tutti gli aspetti di quello che chiamiamo fare impresa.
Approcciarsi al welfare con l’idea di diventare più competitivi significa rivedere tutta la capacità di comunicazione e relazionale dell’impresa.
Welfare significa occuparsi dei reali bisogni dei clienti offrendo prodotti che siano in linea con la massima qualità possibile richiesta nonché con la massima puntualità e precisione nella gestione del cliente.
Significa avere un rapporto corretto con i propri fornitori così da ottenere il miglior trattamento possibile, significa produrre rispettando l’ambiente, creare un ambiente di lavoro che sia il più vivibile e sicuro possibile, significa preoccuparsi del benessere complessivo di chi lavora con te, in modo che i lavoratori siano soddisfatti sia da un punto di vista psicologico che remunerativo, significa occuparsi anche delle famiglie di chi lavora con noi, bisogna porre attenzione anche alle diversità non solo quelle di genere, ma anche diversità etniche e religiose.
Bisogna porre attenzione anche all’aging, quel fenomeno importante che è l’invecchiamento della popolazione lavoratrice, significa ripensare al meccanismo dei ricambi generazionali, monitorare costantemente i progressi e significa infine, strutturare un piano di comunicazione interno che sia in grado di diffondere una cultura del welfare fra il personale, ma anche esterno, per espandere anche sul territorio e verso i clienti i valori aziendali per rafforzare il proprio brand.
 
 Comprendere i bisogni
Cosa determina soddisfazione?
Cosa non la determina?
Quali sono i bisogni a cui si deve dare priorità?
Una risposta possibile si potrebbe cercare nella piramide di Maslow, il quale disegnò la piramide dei bisogni pensando all’essere umano in generale, analizzando il rapporto fra bisogno e motivazione e definendo come motivazione l’insieme dei fattori che troviamo alla base del comportamento.

 


 
– La cultura di impresa
Trattare i lavoratori nel modo in cui vengono trattati i clienti, e viceversa, stabilire ad esempio il livello qualitativo che si vuole applicare ai propri prodotti ai beni od ai servizi che si intendono vendere.
Il welfare deve diventare parte integrante del piano strategico di qualsiasi azienda, non è più un oggetto sperimentale e nessuna azienda grande o piccola può far finta che non esista.
Se si desidera portare a casa risultati concreti, ma soprattutto stabili e continuativi nel tempo, in termini di produttività di vendita, di fidelizzazione al brand, occorre porsi 3 obiettivi principali:
Attrarre
Attrarre i migliori talenti possibili a qualsivoglia livello, dal manager al fattorino, intesi come le persone più utili con le migliori competenze possibili per la produzione, l’organizzazione e la vendita.
Motivare:
Coinvolgere le persone che lavorano nell’azienda, fare gruppo, stimolare il dialogo, la formazione continua, stimolare la crescita e la realizzazione personale.
Mantenere:
Mettere in campo tutte le strategie possibili per non farsi scappare i talenti, persone a cui si è dedicata tanta attenzione, che hanno acquisito competenze specifiche, sovente non distribuite dal sistema scolastico, mantenerle in azienda il più a lungo possibile. Il lungo periodo sarà per l’imprenditore la strategia di successo.
Il welfare aziendale come vedi è un concetto che va a toccare tutti gli aspetti del fare impresa e rappresenta per l’imprenditore la soluzione di lungo periodo per recuperare la perdita di competitività.
 
Ora però dimmi la tua, hai già pensato ad un piano di welfare nella tua impresa?

Ti piacerebbe ma non hai le idee molto chiare? Sappi che a questo si può ovviare contattami e ne parleremo più approfonditamente!

 

 

14 Dic 2017

Sono certificato Efpa Italia!

Finalmente sono riuscito ad ottenere la certificazione Efpa!

Ti starai chiedendo ed allora di cosa si tratta?

Puoi cominciare a farti un’idea leggendo qui 

La certificazione Efpa altro non è che l’attestazione di un processo di formazione professionale delle figure di Financial Advisor e Financial Planner.

In un mercato in cui il risparmiatore è sempre più bisognoso di consulenza, il professionista del risparmio deve essere adeguatamente preparato.
La Certificazione Efpa garantisce basi professionali molto più complete e una conseguente maggior sicurezza nella relazione con il cliente. Il processo di formazione certificato, continuo nel tempo è inoltre garanzia di un costante aggiornamento delle competenze acquisite.

In questo senso le Certificazioni Efpa rappresentano e rappresenteranno un efficace e tangibile riconoscimento delle competenze, delle conoscenze e della deontologia degli addetti ai lavori e saranno in futuro sempre più misura delle capacità professionali del consulente finanziario.

E’ stato un traguardo che ha richiesto enormi sacrifici in termini di studio nonché di tempo, che ho dovuto sottrarre alla mia famiglia, perché lavorare tutto il giorno ed anche studiare è veramente un grosso sacrificio, ed ora sono orgoglioso di avere raggiunto questo traguardo che mi certifica come professionista di rango.

Come dici? No rilassati, le mie tariffe rimangono invariate, quello che cambierà è che da oggi avrai al tuo fianco una persona ancora più qualificata nel proteggere te e la tua famiglia dalle insidie del mercato e che ti accompagnerà lungo il percorso della tua vita.

Infine un ringraziamento speciale a mia moglie ed alle mie figlie senza il loro entusiasmo, l’infinita pazienza (di mia moglie) ed il loro costante impegno a motivarmi questi risultati forse non sarebbero stati raggiunti.

Grazie per il tempo che mi hai dedicato leggendo questo articolo, se desideri conoscermi meglio puoi sempre contattarmi direttamente, 2 parole non impegnano nessuno di noi due, ma possono fare la differenza.

Mauro

31 Ago 2017

Pensione complementare? Meglio pensarci Oggi!

Ieri sera ho trasmesso la mia prima LIVE su Facebook, un’esperienza incredibile! Un successo inaspettato, tanto che non vedo l’ora di farne subito un’altra (sto pensando ad una rubrica settimanale) la possibilità di trasmettere in diretta, creare dei mini seminari che solitamente sono dedicati ai professionisti, quindi l’accesso non è per tutti, mi è sembrata fin da subito vincente, come prima esperienza direi che mi ha convinto, ho avuto anche una buona risposta da parte di un pubblico curioso ed attento, insomma ci siamo divertiti.

La prossima volta conto Su di te!

Il tema dell’incontro verteva sulla Pensione Complementare e del perché dovresti pensarci oggi, mi rendo conto un tema pesante, ma credo sia doveroso per noi professionisti informare le persone, il nostro compito non si ferma infatti alla vendita di prodottini finanziari, abbiamo anche un ruolo sociale ed educativo/informativo.

Nel video spiego brevemente come funziona (davvero) una polizza di previdenza complementare, perché dovresti pensarci fin da subito, magari coinvolgendo i tuoi figli anche se minorenni (lo sai che puoi aprire una posizione previdenziale ai tuoi figli?) ed alla fine ho fornito anche una serie di esempi concreti numeri alla mano di quanti soldi di tasse potresti risparmiare oltre a quelli che potrai accumulare nel tempo per fare in modo da integrare la pensione futura e permetterti una vecchiaia serena e felice.

Buona visione:

 

E tu cosa hai fatto finora? Hai mai preso in considerazione l’idea di aprire una posizione previdenziale? Fammi sapere cosa ne pensi nei commenti.

Se la mia idea ti è piaciuta iscriviti alle newsletter in questo modo sarai sempre aggiornato/a sulle mie prossime iniziative!

A presto

Mauro

P.S.

Informarsi è sempre stato gratis

21 Feb 2017

Il silenzio di tomba sui titoli del Monte Paschi

Silenzio di tomba o tomba dei risparmiatori? Questo si stanno domandando decine di migliaia di piccoli azionisti e obbligazionisti mentre la sospensione “momentanea” dei titoli Monte Paschi in borsa sta diventando sempre di più definitiva.

Sono ormai quasi due mesi che la “momentanea” sospensione dalle contrattazioni è stata imposta dalla Consob e non c’è uno straccio di comunicato che aggiorni sulla data della riammissione. I risparmi di un’esercito di famiglie sono congelati in un limbo che non lascia pensare niente di buono e nessuno parla, nessuno dichiara e, incredibilmente, nessuno protesta come si deve. Tonnellate di dichiarazioni sulla direzione del PD, se sia meglio Cuperlo o Orfini, Speranza o Carità e le uniche parole sentite sono quelle sprezzanti di Renzi sulle “banchette toscane” contro le “banchette pugliesi”.

La sospensione dei titoli oltre a congelare miliardi di risparmi impedisce persino di contare le perdite ai fini fiscali! Può infatti succedere che un risparmiatore che ha perso 100 su titoli Monte Paschi e guadagnato 1 su un altro titolo debba pagare le tasse sui capital gain! Uno schifo senza fine, un giocare continuamente al piccolo azzeratore che sta mettendo in ginocchio famiglie e pensionati da Siena ad Arezzo, da Ferrara a Chieti, da Montebelluna a Vicenza. E sì che la soluzione era semplice: bastava buttare dalla finestra la normativa criminale sul Bail In che mette sulle spalle degli unici innocenti (i risparmiatori) le malefatte dei banchieri o i sonni profondi di chi doveva controllare.

Bastava far pagare i risarcimenti a Banca d’Italia, statalizzare le banche distrutte e mettere in galera i responsabili. Invece i responsabili sono a piede libero, lo stato impegna miliardi per non si sa cosa, Banca d’Italia non fa una piega e gli unici a pagare sono i risparmiatori tutelando con i loro soldi i prestiti della BCE. Il mondo al contrario.

La costituzione tutela il risparmio senza condizioni e una politica ormai alla frutta continua a scherzare col fuoco coprendo tutto con una cappa di assoluto silenzio. Quando diremo basta? E si badi bene che “basta” lo devono dire anche quelli che al momento hanno ancora i loro soldini in banca. Volete aspettare che accada anche a voi?

21 Feb 2017

Focus per i genitori: una volta era il libretto di risparmio, adesso è il fondo pensione?

Convenienza fiscale e flessibilità d’utilizzo: perché per un genitore può essere utile iscrivere i figli a un fondo pensione sin dalla tenera età.

Indubbiamente, una volta il più bel regalo che un genitore o un nonno previdente potesse fare al proprio figlio o nipote era certamente un libretto di risparmio. Oggi, tuttavia, gli scenari – anche di investimento – sono cambiati e un’alternativa estremamente valida è offerta dai fondi pensione. Del resto, il concetto alla base della previdenza complementare è l’accantonamento di risparmi che andranno a determinare un capitale di cui beneficiare sotto forma di rendita che va ad aggiungersi al trattamento pensionistico pubblico. Vien da sé che, prima si aderisce a una delle forme della previdenza complementare, tanto maggiore sarà l’eventuale convenienza futura della propria scelta.

Ma è davvero possibile far confluire risparmi nei fondi pensione sin dalla giovane età? La risposta è sì: la normativa vigente prevede infatti la possibilità di adesione alla previdenza complementare anche per soggetti fiscalmente a carico e minori. Contrariamente a quanto si sia facilmente portati a pensare, non bisogna quindi attendere la maggiore età per aderire a un fondo pensione. 

Perché dunque iscrivere un ragazzo o un bimbo? Sicuramente, si tratta di una scelta utile, oltre che per il futuro del giovane, anche per la sua educazione sociale al risparmio. Da non trascurare sono però anche i vantaggi fiscali correlati all’adesione: l’operazione è conveniente anche perché deducibile dal reddito di chi versa. Supponiamo ad esempio che una mamma abbia un’aliquota fiscale del 37%: se versa 1.000 euro l’anno sul fondo del figlio, avrà uno sconto fiscale, al momento del pagamento delle tasse, di 370 euro; l’investimento nel fondo gli sarà cioè costato 630 euro.

Non solo, quando il ragazzo andrà alle superiori o all’università e magari avrà bisogno di qualche anticipo, potrà prelevare dal suo fondo pensione fino al 30% della giacenza, che potrà poi restituire recuperando le tasse pagate; potrà poi allo stesso modo prelevare fino al 75% per ristrutturare la casa paterna o di famiglia o per comprarsene una nuova. Una soluzione, dunque, che trova anche nella flessibilità di utilizzo dei risparmi accantonati, oltre che nella convenienza fiscale, uno dei suoi punti di forza.